Artikel auf der
Zeitachse
Giornata nera per la democrazia diretta
09.02.2017

Giornata nera per la democrazia diretta

Sono esattamente 3 anni che il popolo e i catoni svizzeri hanno approvato l’iniziativa contro l’immigrazione di massa. Il sovrano ha così dato al Consiglio federale e al Parlamento un mandato chiaro: la Svizzera deve riprendere il controllo autonomo dell’immigrazione nel suo territorio, imponendo dei tetti massimi e dei contingenti. Sempre secondo l’articolo costituzionale approvato da popolo e cantoni, i trattati di diritto pubblico contrari a questo principio dovevano essere rinegoziati entro tre anni e adeguati. In caso di non-applicazione della decisione popolare del 9 febbraio 2014, il Consiglio federale doveva metterla in atto per via di ordinanza. L’UDC constata oggi che la maggioranza del Consiglio federale e del Parlamento ignora deliberatamente la decisione del popolo, rimettendo così in questione le fondamenta del nostro regime politico basato sulla democrazia diretta. 

Il Consiglio federale aveva il dovere di rinegoziare l’accordo di libera circolazione delle persone con l’UE, eventualmente di rescinderlo entro oggi. Inoltre, sarebbe dovuto essere obbligato a gestire l’immigrazione per mezzo di contingenti come in passato. Il governo ha invece adottato, con la complicità del Parlamento, una legge-alibi e tenta oggi, per mezzo dei suoi controprogetti all’iniziativa RASA, di elevare a diritto costituzionale questa legge che viola proprio la Costituzione. La situazione è così chiara: un’élite arrogante e presuntuosa composta dalla maggioranza del Consiglio federale e del Parlamento, aiutata da dei giudici e degli alti funzionari, fa tutto ciò che è in suo potere per impedire che il popolo svizzero possa decidere sull’immigrazione nel proprio paese. Si tratta di un attacco frontale contro la democrazia diretta e contro la libertà del nostro paese, allo scopo d’integrare il più possibile la Svizzera in un’UE traballante. Come per tanti altri paesi europei, i prossimi anni saranno decisivi per la Svizzera, per la sua autodeterminazione quale nazione libera. L’UDC si lancia con determinazione in questa battaglia. Essa rivelerà quest’estate come il principio della libera circolazione delle persone può essere abbandonato una volta per tutte, per offrire alla Svizzera un futuro nella prosperità, nella libertà e nell’autodeterminazione. Non è la prima volta che, nella storia della Svizzera, il popolo deve imporsi di fronte a una maggioranza governativa e parlamentare che non ha più il coraggio di difendere la libertà del paese.

09.02.2017

Giornata nera per la democrazia diretta

Sono esattamente 3 anni che il popolo e i catoni svizzeri hanno approvato l’iniziativa contro l’immigrazione di massa. Il sovrano ha così dato al Consiglio federale e al Parlamento un mandato chiaro: la Svizzera deve riprendere il controllo autonomo dell’immigrazione nel suo territorio, imponendo dei tetti massimi e dei contingenti. Sempre secondo l’articolo costituzionale approvato da popolo e cantoni, i trattati di diritto pubblico contrari a questo principio dovevano essere rinegoziati entro tre anni e adeguati. In caso di non-applicazione della decisione popolare del 9 febbraio 2014, il Consiglio federale doveva metterla in atto per via di ordinanza. L’UDC constata oggi che la maggioranza del Consiglio federale e del Parlamento ignora deliberatamente la decisione del popolo, rimettendo così in questione le fondamenta del nostro regime politico basato sulla democrazia diretta. 

Il Consiglio federale aveva il dovere di rinegoziare l’accordo di libera circolazione delle persone con l’UE, eventualmente di rescinderlo entro oggi. Inoltre, sarebbe dovuto essere obbligato a gestire l’immigrazione per mezzo di contingenti come in passato. Il governo ha invece adottato, con la complicità del Parlamento, una legge-alibi e tenta oggi, per mezzo dei suoi controprogetti all’iniziativa RASA, di elevare a diritto costituzionale questa legge che viola proprio la Costituzione. La situazione è così chiara: un’élite arrogante e presuntuosa composta dalla maggioranza del Consiglio federale e del Parlamento, aiutata da dei giudici e degli alti funzionari, fa tutto ciò che è in suo potere per impedire che il popolo svizzero possa decidere sull’immigrazione nel proprio paese. Si tratta di un attacco frontale contro la democrazia diretta e contro la libertà del nostro paese, allo scopo d’integrare il più possibile la Svizzera in un’UE traballante. Come per tanti altri paesi europei, i prossimi anni saranno decisivi per la Svizzera, per la sua autodeterminazione quale nazione libera. L’UDC si lancia con determinazione in questa battaglia. Essa rivelerà quest’estate come il principio della libera circolazione delle persone può essere abbandonato una volta per tutte, per offrire alla Svizzera un futuro nella prosperità, nella libertà e nell’autodeterminazione. Non è la prima volta che, nella storia della Svizzera, il popolo deve imporsi di fronte a una maggioranza governativa e parlamentare che non ha più il coraggio di difendere la libertà del paese.