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L’UDC chiede il dimezzamento dei canoni Billag
04.07.2017

L’UDC chiede il dimezzamento dei canoni Billag

L'UDC è delusa della decisione poco coraggiosa della commissione di politica mediatica del Consiglio nazionale. Questa ha infatti deciso di sottoporre l’iniziativa “NoBillag” al popolo senza controprogetto e con la raccomandazione di respingerla. Tutte le proposte di ridurre i canoni Billag sono state rifiutate: la commissione s’intestardisce a voler mantenere lo statu quo e non vuole risparmiare un solo centesimo. Di fronte a questa decisione, l’UDC ha depositato un controprogetto che chiede il dimezzamento del canone radio/TV. Il Parlamento avrà così di fronte un’alternativa su cui potrà dibattere durante la prossima sessione autunnale delle Camere.

Il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati stanno discutendo da mesi sul servizio pubblico. Il rapporto del Consiglio federale su questo tema è giunto alla conclusione che il mandato di servizio pubblico della SSR/SRG dovrebbe essere rivisto e precisato. Perfino il Consiglio federale ritiene che la SSR/SRG debba distinguersi più chiaramente dai produttori commerciali e rinunciare talvolta a delle prestazioni che sono già prodotte da aziende mediatiche private. Questa discussione non ha tuttavia finora dato dei risultati: tutti i progetti di riforma sono stati rifiutati, come pure i controprogetti all’iniziativa “NoBillag” presentati fino a oggi.

L’iniziativa “NoBillag” proibisce il prelievo di canoni di ricezione ed esige inoltre che il mercato mediatico sia organizzato in maniera totalmente privata. Di parere totalmente opposto a questo progetto, la SSR/SRG, il Consiglio federale, il Consiglio degli Stati e la maggioranza della commissione del Consiglio nazionale, vogliono mantenere lo statu quo e rifiutano qualsiasi risparmio concernente la SSR/SRG. Il fatto che anche la proposta di limitare i mezzi finanziari della SSR/SRG a 1,1 miliardi di franchi l’anno, ciò che equivarrebbe a un risparmio dell’8,5% rispetto a oggi, sia stata rifiutata, la dice lunga sulla testardaggine dei sostenitori della SSR/SGR. Uno sforzo che va da sé per qualunque PMI, improvvisamente sembra impossibile per la SSR/SRG.

L’UDC si batte per gli interessi dei consumatori e di coloro che pagano il canone radio/TV. Non è tollerabile che, nella svolta tecnologica attuale, che permette a Internet d’offrire una scelta mediatica più grande che mai, delle reti televisive e radiofoniche statali ricevano sempre più mezzi finanziari. Questa politica aumenta le distorsioni del mercato mediatico a scapito dei produttori privati. L’UDC è delusa di essere il solo partito di destra a difendere una posizione liberale in politica mediatica, impegnandosi per una riduzione del canone Billag.

La proposta della minoranza di dimezzare il canone radio/TV dà al Consiglio nazionale l’opportunità di trovare, il prossimo autunno, un compromesso fra la soppressione del canone e la regolamentazione attuale. Se anche questa idea fallisce, l’UDC dovrà seriamente chiedersi se il sostegno all’iniziativa “NoBillag” non sia infine il solo modo per impegnarsi a favore di un panorama mediatico liberale e diverso.

04.07.2017

L’UDC chiede il dimezzamento dei canoni Billag

L'UDC è delusa della decisione poco coraggiosa della commissione di politica mediatica del Consiglio nazionale. Questa ha infatti deciso di sottoporre l’iniziativa “NoBillag” al popolo senza controprogetto e con la raccomandazione di respingerla. Tutte le proposte di ridurre i canoni Billag sono state rifiutate: la commissione s’intestardisce a voler mantenere lo statu quo e non vuole risparmiare un solo centesimo. Di fronte a questa decisione, l’UDC ha depositato un controprogetto che chiede il dimezzamento del canone radio/TV. Il Parlamento avrà così di fronte un’alternativa su cui potrà dibattere durante la prossima sessione autunnale delle Camere.

Il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati stanno discutendo da mesi sul servizio pubblico. Il rapporto del Consiglio federale su questo tema è giunto alla conclusione che il mandato di servizio pubblico della SSR/SRG dovrebbe essere rivisto e precisato. Perfino il Consiglio federale ritiene che la SSR/SRG debba distinguersi più chiaramente dai produttori commerciali e rinunciare talvolta a delle prestazioni che sono già prodotte da aziende mediatiche private. Questa discussione non ha tuttavia finora dato dei risultati: tutti i progetti di riforma sono stati rifiutati, come pure i controprogetti all’iniziativa “NoBillag” presentati fino a oggi.

L’iniziativa “NoBillag” proibisce il prelievo di canoni di ricezione ed esige inoltre che il mercato mediatico sia organizzato in maniera totalmente privata. Di parere totalmente opposto a questo progetto, la SSR/SRG, il Consiglio federale, il Consiglio degli Stati e la maggioranza della commissione del Consiglio nazionale, vogliono mantenere lo statu quo e rifiutano qualsiasi risparmio concernente la SSR/SRG. Il fatto che anche la proposta di limitare i mezzi finanziari della SSR/SRG a 1,1 miliardi di franchi l’anno, ciò che equivarrebbe a un risparmio dell’8,5% rispetto a oggi, sia stata rifiutata, la dice lunga sulla testardaggine dei sostenitori della SSR/SGR. Uno sforzo che va da sé per qualunque PMI, improvvisamente sembra impossibile per la SSR/SRG.

L’UDC si batte per gli interessi dei consumatori e di coloro che pagano il canone radio/TV. Non è tollerabile che, nella svolta tecnologica attuale, che permette a Internet d’offrire una scelta mediatica più grande che mai, delle reti televisive e radiofoniche statali ricevano sempre più mezzi finanziari. Questa politica aumenta le distorsioni del mercato mediatico a scapito dei produttori privati. L’UDC è delusa di essere il solo partito di destra a difendere una posizione liberale in politica mediatica, impegnandosi per una riduzione del canone Billag.

La proposta della minoranza di dimezzare il canone radio/TV dà al Consiglio nazionale l’opportunità di trovare, il prossimo autunno, un compromesso fra la soppressione del canone e la regolamentazione attuale. Se anche questa idea fallisce, l’UDC dovrà seriamente chiedersi se il sostegno all’iniziativa “NoBillag” non sia infine il solo modo per impegnarsi a favore di un panorama mediatico liberale e diverso.