Editoriali
Non stravolgere, ma perfezionare un sistema sperimentato
12.10.2016
di Beat Arnold

Per l'UDC non esiste alcuna ragione valida per modificare da cima a fondo il sistema “servizio militare obbligatorio - servizio civile - protezione civile”. Il nostro esercito di milizia ha più che mai bisogno di calma e stabilità, e certamente non di nuove riforme che stravolgono le sue strutture. Ciò che va bene per altri paesi – come il “modello norvegese” per la Norvegia – non è necessariamente auspicabile per la Svizzera. Sulla base di questa constatazione, l’UDC respinge un cambiamento di sistema che porta a un obbligo generalizzato di servizio militare per uomini e donne. Con il loro lavoro benevolo e il loro ruolo nella famiglia, le donne danno già oggi un contributo estremamente importante al buon funzionamento della società. Bisogna quindi evitare d’imporre loro un obbligo supplementare. Beninteso, l’impegno delle donne deve essere il benvenuto se effettuato su base facoltativa.

 
Per contro, l’UDC ritiene che diversi miglioramenti possano essere apportati al sistema in vigore. Il servizio militare deve diventare più “attrattivo” per le persone che vi sono tenute. Gli uomini devono di nuovo essere fieri di poter svolgere il loro servizio militare. Questa formazione deve essere loro utile personalmente portando nel contempo dei vantaggi all’economia. Parallelamente, il servizio civile deve essere meno attrattivo, affinché sia scelto solo dagli uomini che, per ragioni personali, non possano  effettivamente svolgere il servizio militare. Al fine di migliorare il coordinamento fra il servizio militare e il servizio civile, l’UDC chiede che l’organo esecutivo del servizio civile non sia più un servizio amministrativo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca, ma che sia trasferito al Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS).

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