Comunicato stampa

Accordo-quadro con l’UE: l’Unione svizzera dei contadini serra i ranghi con l’UDC

Anche l’Unione svizzera dei contadini (USC) rifiuta chiaramente il progetto di accordo-quadro istituzionale con l’UE. Urs Schneider, direttore aggiunto dell’USC, ne ha spiegato le ragioni nella seduta odierna (30.08.2019) del Comitato del partito UDC a Brunnen.

“L’Unione svizzera dei contadini invita fermamente il Consiglio federale a non approvare l’attuale accordo istituzionale, rispettivamente a non parafare questo accordo”, ha spiegato Urs Schneider, direttore aggiunto dell’Unione svizzera dei contadini (USC), davanti al Comitato di UDC Svizzera. Delle buone relazioni con l’UE e un accesso non burocratico al mercato interno sono certamente importanti per l’agricoltura, perché la Svizzera esporta ogni anno circa 70’000 tonnellate di formaggio e di altri prodotti all’estero. Ma non è necessario stipulare un accordo-quadro per questo. Secondo Urs Schneider, l’USC può benissimo continuare a vivere con lo statu quo.

L’accordo istituzionale è addirittura nocivo per l’agricoltura svizzera, ha affermato. Per esempio, questo trattato non esclude gli organismi geneticamente modificati (OGM). “Il divieto di OGM in Svizzera è un vantaggio concorrenziale per i nostri agricoltori”, ha spiegato Urs Schneider. 

Ma c’è di peggio: il divieto di aiuti pubblici applicato dall’UE nei suoi Stati membri. “L’accordo-quadro nella sua versione attuale non ci permette più di condurre una politica indipendente. Non potremmo più decidere noi stessi i pagamenti diretti, i supplementi per il latte e altri punti importanti.”

L’USC si oppone anche alla direttiva sulla cittadinanza europea, come pure alla disposizione secondo la quale toccherebbe alla Corte di giustizia UE (CGUE) decidere su eventuali controversie risultanti da questo accordo.

L’USC mette in guardia contro le iniziative esagerate in materia di fitosanitari
Urs Schneider ha pure messo in guardia contro l’iniziativa sull’acqua potabile e l’iniziativa sul divieto di pesticidi. “L’agricoltura svizzera ha fatto grandi progressi in questo settore e continua ad agire. Il 98% delle captazioni d’acqua potabile è in perfetto stato. Le impurità rilevate sono perlopiù nettamente inferiori ai valori limite. Bisogna evitare di distruggere la produzione indigena con delle esigenze eccessive.”

Alla fine della seduta, I membri del Comitato e il consigliere federale Guy Parmelin hanno assistito alla festa dei comuni svittesi, che ha goduto di un magnifico tempo di tarda estate.

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