Comunicato stampa

Di fronte all’immobilismo del Consiglio federale, l’UDC chiede delle misure efficaci contro la brutale criminalità transfrontaliera

L’accordo di Schengen, e con esso il principio UE delle frontiere aperte, ha causato alla Svizzera un flusso di criminalità brutale, e non un aumento della sicurezza come era stato promesso. Le persone che abitano nelle regioni di frontiera ne sono le prime vittime. Invece di finalmente agire efficacemente per rafforzare la sicurezza della popolazione, il Consiglio federale chiude gli occhi e contesta il degrado, peraltro evidente, della situazione in materia di sicurezza in Svizzera. L’UDC è allibita di fronte a questo atteggiamento e depositerà un nuovo intervento parlamentare per aumentare la sicurezza in Svizzera.

Attacchi a mano armata a trasporti di fondi, bancomat rapinati mediante esplosivi, aggressioni a donne, furti in serie: in particolare gli abitanti delle regioni di frontiera della Svizzera, soffrono di una criminalità violenta che imperversa in Svizzera grazie alle frontiere aperte. L’UDC ha chiesto e ottenuto un dibattito urgente in Consiglio nazionale sul degrado della situazione in materia di sicurezza in Svizzera e ha chiesto al Consiglio federale di presentare delle misure concrete per offrire una migliore protezione agli abitanti delle regioni toccate.

Il Consiglio federale rifiuta di rafforzare la protezione delle vittime
La risposta del Consiglio federale è uno schiaffo alle persone vittime di questa criminalità. Il governo osa infatti affermare che “niente permette di confermare un degrado generale della situazione in materia di sicurezza nelle regioni di frontiera”. Le misure attuali sono sufficienti per combattere la criminalità, ritiene. Il governo non vede in particolare alcuna ragione valida per ordinare dei controlli temporanei alle frontiere, al fine di proteggere la sicurezza e l’ordine pubblico, come l’accordo di Schengen permette nelle situazioni d’emergenza.

L’atteggiamento del Consiglio federale è assolutamente scioccante e il suo rifiuto di migliorare la protezione delle persone coinvolte è riprovevole. Il gruppo parlamentare UDC depositerà perciò, nel corso di questa sessione invernale, un intervento che obblighi il Consiglio federale ad adottare delle misure concrete. Per esempio, costituendo degli elementi di riserva nel quadro del Corpo delle guardie di confine al fine d’intensificare secondo necessità i controlli o creando delle basi legali che permettano di vietare l’entrata in Svizzera a individui già trovati alla frontiera in possesso di arnesi di scasso. Bisognerà anche acquisire e utilizzare dei mezzi tecnici supplementari per rafforzare la sorveglianza terrestre e aerea delle frontiere nazionali.

È ora che il Consiglio federale si assuma il compito chiave dello Stato, ossia una protezione efficace degli abitanti della Svizzera.

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