Comunicato stampa

È giunto il momento di aiutare prioritariamente la popolazione svizzera!

La pandemia del coronavirus fa aumentare la povertà in Svizzera. L’isolamento spinge migliaia di persone sull’orlo della rovina e, parallelamente, il debito pubblico esplode. Di fronte a questa crisi economica, non è accettabile che la Svizzera continui a distribuire all’estero miliardi di franchi dei contribuenti. L’UDC proporrà perciò domani alla Commissione di politica estera del Consiglio nazionale, di ridurre della metà l’aiuto svizzero allo sviluppo, che supera gli 11 miliardi di franchi. Questo denaro dei contribuenti deve d’ora in avanti andare a beneficio delle persone cadute nell’indigenza in Svizzera.

La situazione dell’economia svizzera è drammatica e causa conseguenze catastrofiche per molti abitanti di questo paese: diminuzione del salario, quando non soppressione totale del reddito, molti si trovano di fronte alla rovina totale. Non è tollerabile, in questa situazione, che la Confederazione continui a versare all’estero miliardi di franchi dei contribuenti. Nella crisi attuale, di questo denaro devono beneficiare coloro cui appartiene, ossia gli abitanti della Svizzera.

Durante la seduta di domani, lunedì, della commissione di politica estera del Consiglio nazionale (CPE-CN), i rappresentanti dell’UDC inviteranno il Consiglio federale a bloccare immediatamente il versamento dei contributi allo sviluppo e alla coesione. Una parte dei fondi destinati ai crediti d’impegno pluriennali per la cooperazione internazionale fra il 2021 e il 2024, deve essere deviata a beneficio della lotta contro la pandemia e contro la crisi da questa provocata. Concretamente, bisogna dimezzare l’importo di oltre 11 miliardi di franchi previsto per l’aiuto allo sviluppo, facendo eccezione tuttavia dell’aiuto umanitario. Dal 2000 al 2019, le spese della Confederazione per la cooperazione internazionale sono passate da 1,5 a oltre 3 miliardi di franchi. La proposta dell’UDC è quindi volta a riportare questi contributi al loro livello del 2000.

Progressione enorme della povertà e degli oneri sociali, calo degli introiti fiscali

I danni economici provocati in Svizzera dalla pandemia del coronavirus hanno raggiunto un’ampiezza storica. Fino alla sera di mercoledì scorso, più di 1,7 milioni di salariati erano in disoccupazione parziale, secondo le informazioni della Segreteria di Stato dell’economia. Questa cifra corrisponde a più di un quarto delle persone esercitanti un’attività lucrativa. Diverse decine di migliaia di persone hanno inoltre perso il loro impiego nelle ultime settimane. Gli esperti prevedono che la disoccupazione potrebbe raggiungere il 7%. Ciò significa che la povertà e, con essa, gli oneri sociali aumenteranno massicciamente in Svizzera. Parallelamente, gli introiti fiscali diminuiranno fortemente. Solo a livello federale, delle previsioni ottimistiche annunciano un deficit di 20 miliardi di franchi. Distribuire, in queste condizioni, 11 miliardi di franchi all’estero è un comportamento altamente irresponsabile e un tradimento della propria popolazione.

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