Comunicato stampa

Fake News alla radio svizzero-tedesca SRF – reclamo per la maggior parte accettato

Il Comitato apartitico contro la legge sull’energia e l’UDC hanno inoltrato il 5 maggio un reclamo presso il mediatore della SSR contro una trasmissione unilaterale e di parte della radio svizzero-tedesca DRS. Nella trasmissione “Heute Morgen” del 2 maggio 2017, delle false dichiarazioni sono state fatte in vista della prossima votazione popolare sulla legge sull’energia. Le cittadine e i cittadini sono così stati ingannati sul costo effettivo della cosiddetta svolta energetica. La radio svizzero-tedesca SRF pretendeva che il costo della svolta energetica non poteva essere quantificato, ma che l’affermazione degli avversari della legge, secondo cui la strategia energetica costerebbe 3’200 franchi l’anno a ogni economia domestica, era certamente falsa. Questa cifra poggia peraltro sulle stime e sulle proposte del Consiglio federale, Il mediatore SSR ha accettato per la maggior parte il reclamo dell’UDC.

In risposta al mediatore, la radio SRF rileva lei stessa nel suo rapporto finale del 12 maggio che l’affermazione secondo la quale il Parlamento avrebbe già affossato il sistema d’incentivazione in materia di clima e di energia (SICE), era falsa: “Solo il Consiglio nazionale ha rifiutato l’entrata in materia su questo progetto. Il Consiglio degli Stati non l’ha ancora esaminato. È dunque falso citare il Parlamento intero. La redattrice ha fatto una sintesi sbagliata, perché ha combinato un fatto con una valutazione senza spiegarla.” 

Nella sua valutazione della trasmissione, il mediatore arriva alla conclusione che né l’affermazione della SRF secondo la quale la svolta energetica costerebbe direttamente circa 40 franchi l’anno per famiglia, né la dichiarazione di questa stessa radio secondo la quale il SICE sarebbe già stato rifiutato dal Parlamento erano corrette, per cui queste informazioni non soddisfano l’esigenza di precisione giornalistica imposta prima di una votazione popolare. 

L’UDC prende atto con soddisfazione della valutazione del mediatore. Essa deciderà nei prossimi giorni se intenda ancora inoltrare una denuncia all’Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva (AIRR).

È davvero inaccettabile che una radio di Stato finanziata con dei canoni obbligatori, tenti d’influenzare le cittadine e i cittadini prima di una votazione popolare con informazioni parzialmente false. Il fatto è incontestabile: la legge sull’energia, che sarà sottoposta domenica prossima al verdetto popolare, getta le basi di un sistema che imporrà degli oneri supplementari di circa 3’200 franchi l’anno per una famiglia di quattro persone. Questa legge esige infatti, nel suo articolo 3, che il consumo totale d’energia per abitante debba diminuire del 43%, il che è enorme. Pericolosa e finanziariamente insostenibile per il ceto medio, l’economia pianificata derivante da questa legge deve essere rifiutata con un chiaro NO nell’urna.

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