Comunicato stampa

Il Consiglio federale ha perso totalmente il contatto con la realtà e il sostegno del Popolo

Il Consiglio federale – soprattutto il responsabile della sanità svizzera Alain Berset – sembra aver perso completamente il contatto con la realtà. Invece di proteggere i gruppi a rischio (circa il 6% della popolazione), per i quali il coronavirus rappresenta una seria minaccia, confina la maggioranza della popolazione che potrebbe continuare a lavorare e vivere grazie ai concetti di protezione.
Anche se i numeri erano in calo già prima delle chiusure decretate il 18 dicembre 2020, e sono tuttora in diminuzione, il Consiglio federale ha deciso di inasprire le misure stabilendo il blocco di svariate attività economiche. Così facendo continua a distruggere posti di lavoro e il sostentamento di numerose famiglie, di giovani e di lavoratori indipendenti.
Il danno sociale ed economico è immenso e non può più essere giustificato. Con queste misure drastiche il Consigliere federale Berset, non solo distoglie l’attenzione dai suoi fallimenti, ma sta perdendo il sostegno della popolazione, necessario per garantire la gestione della pandemia.

A differenza della primavera del 2020, ampie fasce della popolazione svizzera non comprendono più le misure decretate da Berna. Ciò non sorprende vista la caotica e incomprensibile politica mostrata dalla maggioranza del Governo sotto la guida del responsabile della sanità svizzera Alain Berset. Invece di introdurre test rapidi per il personale nelle strutture sociosanitarie e al confine, oltre che a far rispettare le regole di quarantena, preferisce confinare nuovamente la popolazione svizzera.

Il modello di gestione della pandemia di Berset non tiene inoltre minimamente conto dei costi che generano le sue misure (le consultazioni con i Cantoni non forniscono mai dati finanziari) o della loro applicabilità. Berset delega semplicemente il trattamento delle richieste relative ai casi di rigore al Dipartimento delle finanze e ai Cantoni. Cantoni che non dispongono dei mezzi necessari per far fronte all’ondata di istanze entro i tempi necessari.

Con questo nuovo lockdown, il Consiglio federale ignora anche le decisioni della Commissione dell’economia del Consiglio nazionale. Questa chiusura penalizzerà pesantemente l’economia e l’industria svizzera. Aziende che una volta erano sane sono state indebolite a tal punto dalla politica “Yo-Yo” di Berset da rischiare di soccombere a questo ulteriore blocco delle attività. Di conseguenza, decine di migliaia di posti di lavoro e di apprendistato andranno persi. Sempre più persone non avranno prospettive future o semplicemente non sapranno come pagare le bollette, causando un aumento dei casi sociali e psichiatrici nella popolazione.

L’UDC esige immediatamente dal Consigliere federale Alain Berset:

  • l’elaborazione e il rispetto di concetti di protezione nazionali vincolanti ed efficaci per le strutture sociosanitarie – perché è proprio in questi ambiti che si verificano più della metà dei decessi.
  • dati reali e affidabili sulla base dei quali andranno prese le future decisioni – questo è l’unico modo per combattere il virus in modo efficace e mirato. Oggi il responsabile della sanità Berset colpisce alla cieca, mettendo in ginocchio interi settori economici.
  • l’introduzione di controlli e test rapidi al confine.  Il Consiglio federale invece di monitorare la situazione ai propri confini e di far rispettare le regole di quarantena, preferisce confinare la propria popolazione in casa, chiudendo interi settori economici e distruggendo posti di lavoro.
  • che venga immediatamente revocato il divieto di lavoro in tutti i luoghi in cui è stato dimostrato che il rischio di contagio è pressoché nullo e/o dove esistono concetti di protezione funzionanti, come ristoranti, centri fitness e negozi.

L’UDC invita inoltre il Consiglio federale a revocare tutte le misure decretate oggi. In caso contrario, il Parlamento deve poter correggere le decisioni del Governo nell’ambito di una seduta straordinaria delle Camere federali.

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