Comunicato stampa

Il gruppo UDC vuole sottoporre il Patto per le migrazioni al popolo

Preparando la sessione invernale delle camere, il gruppo UDC ha in particolare discusso il Patto dell’ONU per le migrazioni e il contributo di oltre un miliardo di franchi che il Consiglio federale intende versare senza contropartita agli Stati UE dell’est. I parlamentari UDC respingono categoricamente i due progetti e chiedono che siano sottoposti al popolo. Tocca alle cittadine e ai cittadini decidere se vogliono ancora una volta fare un regalo di oltre un miliardo di franchi a Bruxelles e se accettare una libera circolazione delle persone a livello mondiale.

Ancora una volta, il Consiglio federale vuole fare un versamento al fondo di coesione dell’UE, concretamente distribuire 1,302 miliardi di franchi agli Stati UE dell’est. Una parte di questo denaro, ossia 200 milioni di franchi, servirebbe a finanziare delle misure concernenti la migrazione e andrebbero a beneficio anche di paesi UE al di fuori del gruppo UE-13. L’UDC si oppone a questo genere di aiuto allo sviluppo. Essa esige che questo contributo sia sottoposto al referendum affinché il popolo possa decedere in merito.

Il gruppo UDC rifiuta anche il Patto dell’ONU per le migrazioni che il Consiglio federale intende sottoscrivere prossimamente in Marocco. Esso sostiene quindi all’unanimità le mozioni del consigliere agli Stati UDC, Hannes German, e della commissione preparatoria, che invitano il Consiglio federale a non firmare questo patto. L’UDC chiede inoltre che la proposta di sottoscrivere il patto sia sottoposta al parlamento sotto forma di decreto federale soggetto al referendum. Bisogna che il popolo svizzero possa pronunciarsi su questo progetto, perché sarà alla fine lui a pagare la fattura di un’immigrazione sfrenata.

Il gruppo depositerà inoltre, durante la sessione invernale, una mozione che esige una modifica legislativa affinché il Consiglio federale non possa più sottoscrivere dei trattati internazionali gravi di conseguenze come il Patto per le migrazioni, cortocircuitando il parlamento con il pretesto che si tratta di una “soft law”, dunque di un impegno apparentemente senza vincolo giuridico.

Dopo la seduta del gruppo, i parlamentari UDC si sono impegnati a favore della democrazia diretta distribuendo dei volantini nella città di Berna.

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