Comunicato stampa

La consigliera federale Simonetta Sommaruga apre il vaso di Pandora

La consigliera federale socialista Simonetta Sommaruga ha deciso oggi (08.12.2017) di sua autorità, di far venire direttamente in aereo dei migranti dalla Libia in Svizzera. Essa apre così il famoso vaso di Pandora. Questa politica funesta e irrealistica, aumenterà una volta di più massicciamente l’attrazione esercitata sui migranti di tutta l’Africa e del mondo arabo. Essa dà infatti a milioni di uomini e donne la speranza che sia sufficiente arrivare in Libia per poi essere immediatamente trasportati in aereo nel sistema sociale svizzero.

Questa azione sconsiderata della ministra di sinistra e della sua onerosa industria del sociale non farà che aumentare i problemi. Essa si assume così personalmente la responsabilità dell’incoraggiamento di questa migrazione illegale e insensata della povertà verso l’Europa. Essa è anche personalmente responsabile del fatto che un numero crescente di comuni svizzeri non sanno più dove trovare il denaro per finanziare l’esplosione dei costi dell’assistenza sociale. E ciò in un contesto nel quale il 13% dei cittadini di Stati terzi è in disoccupazione e in cui una quota in costante aumento dei giovani che terminano la scuola obbligatoria non sa più parlare né scrivere correttamente una lingua nazionale a causa dell’eccessivo numero di stranieri fra gli allievi delle classi scolastiche.

Di fronte alla miseria che regna attualmente in Libia, c’è un’unica misura da prendere: i migranti ivi bloccati devono essere riaccompagnati al loro paese d’origine. È il solo modo per far loro comprendere che non vale la pena di imboccare la difficile e onerosa strada verso la costa mediterranea. Dotato di circa tre miliardi di franchi l’anno, l’aiuto allo sviluppo dispone ampiamente dei mezzi necessari per finanziare dei progetti in tal senso. Invitiamo perciò il Consiglio federale in corpore a bloccare questa azione lanciata indipendentemente dalla consigliera federale socialista a scapito degli interessi della Svizzera. Il gruppo parlamentare UDC depositerà del resto la prossima settimana un intervento volto a ritirare al governo la competenza di fissare e accogliere dei contingenti di migranti.

Leggere su questo tema anche l’editoriale del consigliere nazionale Adrian Amstutz: Ora basta, signora consigliera federale Sommaruga!

Il Consiglio federale ha deciso oggi (08.12.2017) il modo con cui intende applicare la legge d’esecuzione dell’art. 121a Cost. (iniziativa contro l’immigrazione di massa) a livello di ordinanza. Questo progetto è già stato respinto dall’UDC nel quadro della procedura di consultazione. Esso non corrisponde per nulla alla volontà del popolo e dei cantoni, perché non fissa né tetti massimi, né contingenti e non permette alla Svizzera di gestire di nuovo in maniera autonoma l’immigrazione nel suo territorio. Il suo principale effetto è di mettere in atto una pesante burocrazia che grava in particolare sulle PMI. È prendere in giro il popolo, osare affermare che questo progetto introduce una preferenza nazionale, quando anche gli stranieri UE possono annunciarsi agli uffici regionali di collocamento. Questo testo è tanto meno accettabile in quanto anche i richiedenti l’asilo e le persone accolte provvisoriamente in Svizzera – dunque dei richiedenti che non hanno motivi d’asilo, ma che si rinuncia a espellere – beneficeranno delle attività di collocamento finanziate dallo Stato. L’anno prossimo, l’UDC lancerà la sua iniziativa popolare restrittiva, affinché la volontà del popolo, che esige una moderazione dell’immigrazione, possa finalmente essere imposta.

Risposta dell’UDC alla procedura di consultazione (francese): Gestion de l’immigration (art. 121a cst.)

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