Comunicato stampa

L’UDC si oppone alla legge sul CO2: a pagare sono le economie domestiche

Il gruppo parlamentare UDC ha esaminato ieri la revisione totale della legge sul CO2, progetto iscritto nel programma della prossima sessione invernale delle camere federali. L’obiettivo di questa riforma è di ridurre della metà, entro il 2030, le emissioni di gas a effetto serra, rispetto al loro livello nel 1990. Diversi strumenti legali agenti sui trasporti, sugli immobili e sull’industria, dovranno essere considerevolmente inaspriti per raggiungere questo obiettivo. Se le cose vanno come auspica la maggioranza della commissione, la tassa sul CO2 massima per l’olio da riscaldamento sarà più che raddoppiata passando da 25 centesimi a 52,5 centesimi per litro. Inoltre, i valori limite d’emissione per le vetture e per i veicoli pesanti saranno abbassati e i prelievi sui carburanti saranno aumentati fino a un massimo di 8 centesimi.

Risultato: la Svizzera imporrebbe i prelievi più elevati del mondo, mentre che si classifica fra i paesi industrializzati che producono la minore quantità di emissioni di CO2 pro capite al mondo! La fattura di questo inasprimento dell’ordinamento giuridico dovrebbe essere pagata dalle economie domestiche. Una volta di più, succede che delle promesse fatte dal Consiglio federale prima di una votazione si rivelano essere solo pure menzogne: il governo aveva annunciato, prima della votazione sulla strategia energetica, che i costi per le economie domestiche sarebbero aumentati solo di 40 franchi l’anno. Ebbene, il progetto accettato dalla commissione comporta degli oneri supplementari annui di circa 1’400 franchi per economia domestica!

L’UDC si oppone categoricamente a questa revisione tanto inutile quanto ostile alla proprietà privata e all’economia. Essa s’opporrà quindi all’entrata in materia su questo progetto di legge.

I parlamentari UDC hanno esaminato anche il budget 2019 della Confederazione. Secondo loro, la riduzione delle spese di 70 milioni di franchi chiesta dalla Commissione delle finanze del Consiglio nazionale è insufficiente. Il gruppo sostiene perciò all’unanimità le proposte depositate dai suoi membri, che rifiutano delle spese supplementari di 850 milioni di franchi iscritte nel budget 2019. Questo intervento è indispensabile di fronte a un aumento delle spese federali di quasi il 2% rispetto all’esercizio precedente e a un prevedibile calo del gettito, in particolare a causa della correzione della discriminazione fiscale delle coppie sposate.

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