Comunicato stampa

Più per la Svizzera – meno per l’estero

La Confederazione spende sempre più soldi per l’estero (migrazione, aiuto allo sviluppo, miliardo per la coesione dell’UE), mentre che i mezzi le mancano per le Svizzere e per gli Svizzeri: l’UDC intende modificare questa situazione inaccettabile e garantire le rendite AVS degli Svizzeri senza aumentare le imposte e le tasse. Essa chiede che almeno uno dei quasi 5 miliardi di franchi che la Svizzera consacra ogni anno all’aiuto allo sviluppo e all’asilo, sia trasferito all’AVS. Un gruppo di lavoro diretto dal consigliere nazionale Adrian Amstutz è incaricato di esaminare i mezzi che permetterebbero di raggiungere questo obiettivo per via parlamentare o, se necessario, per mezzo di un’iniziativa popolare.

Con oltre 50’000 persone nel 2018, quindi l’equivalente della popolazione della città di Bienne, l’immigrazione netta in Svizzera è stata ancora sei volte più elevata della cifra alla quale ci ha fatto credere il Consiglio federale prima della votazione sull’accordo di libera circolazione delle persone. La preferenza nazionale pretesa dal popolo è stata convertita, da un’alleanza PLR-PS, in una vera e propria preferenza straniera. Ma la disoccupazione in Svizzera (4,8%) è più elevata che in Germania.

L’immigrazione costa alla Svizzera delle somme enormi a livello di istituzioni sociali, di integrazione e di ampliamento delle infrastrutture. Parallelamente, la Svizzera si impone ogni anno delle spese di quasi 5 miliardi per l’aiuto allo sviluppo e per l’asilo. È più di quanto il nostro paese dedica alla sua sicurezza e quasi due volte di più di quanto costi l’agricoltura. A questo montante bisogna aggiungere l’importo di oltre un miliardo di franchi che la Svizzera prevede di versare al fondo di coesione dell’UE. La Svizzera paga sempre di più per l’estero e per alimentare dei migranti sociali provenienti dal mondo intero, mentre che al suo interno manca il denaro per assicurare le rendite AVS alle quali ha diritto un ceto medio che deve lavorare duramente per finanziare, tramite le imposte e i prelievi sui salari, i generosi versamenti all’estero e al settore dell’asilo.

Questa situazione è inaccettabile e deve assolutamente essere corretta. L’iniziativa UDC per la limitazione permetterà alla Svizzera di gestire di nuovo autonomamente l’immigrazione nel suo territorio, conformemente alla volontà del popolo. Bisogna inoltre fissare delle nuove priorità per le spese della Confederazione. Lo scopo dell’UDC è di garantire le rendite AVS senza dover ricorrere a nuove imposte e tasse. A questo scopo, almeno un miliardo di franchi deve essere prelevato dall’ammontare consacrato annualmente all’aiuto allo sviluppo e all’asilo, trasferendolo all’AVS.

L’Ufficio presidenziale dell’UDC ha deciso, in occasione del tradizionale seminario di Bad Horn, d’istituire un gruppo di lavoro incaricato di questa tematica. Presieduto dal consigliere nazionale Adrian Amstutz, questo gruppo dovrà proporre, entro la fine di aprile, delle misure concrete per realizzare questo trasferimento di fondi.

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