Comunicato stampa

Previdenza professionale: Berset si unisce ai ladri di rendite della sinistra

Il progetto di riforma della LPP del consigliere federale Alain Berset estende alla casse pensioni la politica di ridistribuzione della sinistra. Si tratta, né più né meno, di un attacco contro i risparmi per la vecchiaia della popolazione laboriosa, in particolare del ceto medio. L’UDC si oppone categoricamente a questo furto delle rendite organizzato dalla sinistra: è fuori questione di toccare i fondi del 2° pilastro risparmiati individualmente da chi versa i premi.

Urge riformare la previdenza professionale (LPP) per salvaguardare il livello delle rendite di vecchiaia. L’UDC saluta perciò con piacere la decisione del Consiglio federale di adottare ancora quest’anno il suo messaggio sulla LPP. È invece irritante constatare che il consigliere federale Berset ha mantenuto il suo meccanismo di ripartizione, ignorando nel contempo alla grande le risposte dei partiti di destra alla procedura di consultazione, mettendo così in pericolo l’insieme della revisione.

L’UDC rifiuta che la politica di ridistribuzione della sinistra sia estesa alle casse pensioni e che gli attivi siano costretti a sovvenzionare i pensionati. “Alain Berset si limita ad attuare una politica di sinistra, invece di cercare di garantire in modo duraturo la previdenza professionale”, constata il consigliere agli Stati Alex Kuprecht. E aggiunge: “Noi non vogliamo che la sinistra cominci anche ad attingere ai fondi del 2° pilastro.” Inoltre, il meccanismo di ridistribuzione manda all’aria il principio della previdenza vecchiaia a tre pilastri che ha dato prova della sua efficacia. Il rincaro del fattore lavoro tramite l’aumento dei prelievi salariali, minaccia la sicurezza dell’impiego in Svizzera, indebolisce l’economia nazionale e salassa ancora una volta il ceto medio.

UDC Svizzera formula perciò le richieste seguenti:

  • No al furto delle rendite di stampo socialista in questa riforma della previdenza professionale (risparmi nelle casse pensioni): no ai progetti di ridistribuzione di Alain Berset.
  • Età di pensionamento a 65 anni per donne e uomini: fissare la stessa età di pensionamento per tutti è giusto e contribuisce a consolidare il 2° pilastro nell’interesse di tutti.
  • Obbligo di pagare i premi dai 20 anni: coloro che cominciano a risparmiare prima avranno dei crediti di rendita più elevati al momento del pensionamento.
  • Riduzione dei premi per tutti a partire dai 45 anni: in questo modo, i salariati anziani saranno finalmente meno svantaggiati sul mercato dell’impiego.

Tenuto conto dell’evoluzione demografica, dell’aumento dell’aspettativa di vita e del calo di rendimento dei capitali, l’UDC approva una riduzione del tasso di conversione dal 6,8 al 6%. Essa si attendeva tuttavia dal Consiglio federale che esaminasse la possibilità di svincolare questo parametro tecnico dalla legge. La spoliticizzazione di un fattore tecnico faciliterebbe durevolmente la riforma del secondo pilastro.

L’UDC approva invece il mantenimento della soglia d’accesso a 21’330 franchi. Per ciò che concerne la deduzione di coordinamento, essa propone una leggera diminuzione al 60% del salario AVS (21’330 franchi).

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