Comunicato stampa

Protezione delle frontiere UE: aumento dei costi per poca efficacia

L’UDC s’oppone alla ripresa automatica dell’ordinanza UE modificata inerente al nuovo corpo europeo delle guardie di frontiera e di guardiacoste. In quanto Stato sovrano, la Svizzera deve proteggere lei stessa le proprie frontiere e non inviare all’estero del personale di cui ha bisogno nel paese. Nonostante sia sempre più costosa, questa ordinanza non è assolutamente utile. Lo si sa fin dal 2015: la protezione delle frontiere UE funziona male quanto l’accordo di Dublino.

Emerge sempre più chiaramente a che punto il Consiglio federale abbia ingannato il popolo svizzero prima della votazione sugli accordi di Schengen/Dublino. Non solo i costi sono esplosi rispetto alle cifre esposte allora dal governo, ma continuano ad aumentare, come annuncia l’ordinanza UE modificata che il Consiglio federale si propone di riprendere. L’utilità di questa regolamentazione per la Svizzera è estremamente scarsa. La crisi migratoria del 2015 ha dimostrato che l’oneroso dispositivo di protezione delle frontiere dell’UE non funziona: non impedisce l’immigrazione illegale in Europa e non facilita in misura significativa il rinvio dei richiedenti l’asilo respinti.

È particolarmente scandaloso per l’UDC, che la Svizzera debba riprendere automaticamente ogni nuovo regolamento dell’UE in materia di protezione delle frontiere e inviare sempre più personale alle frontiere esterne dell’UE. Questi specialisti mancano poi in Svizzera. In quanto Stato sovrano e non membro dell’UE, la Svizzera deve innanzitutto proteggere le proprie frontiere. La crisi provocata dal nuovo coronavirus ci ha appena fatto chiaramente capire che la protezione delle frontiere non può essere delegata, bensì costituisce un compito importante della sovranità nazionale.

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