Comunicato stampa

Quando i verdetti popolari non contano più

Dietro richiesta del capo del DFAE, il consigliere federale Didier Burkhalter, il Consiglio federale ha dato oggi alla neo-eletta segretaria di Stato, quindi alla prima diplomatica della Svizzera, la responsabilità dei negoziati con l’UE, che costituiscono di gran lunga il dossier più importante della politica estera svizzera. Improvvisamente, una socialista ed ex-membro del comitato del PS di Basilea dovrebbe difendere gli interessi del nostro paese a Bruxelles.

Lo scorso giugno, il 51,9% delle elettrici e degli elettori britannici ha votato nel quadro di un referendum volto all’uscita del Regno unito dall’Unione europea (il “Brexit”). Chi è stato nominato ministro degli affari esteri in vista dei negoziati per l’uscita dall’UE? Boris Johnson, che aveva guidato la campagna a favore di Brexit. Una scelta logica dopo una decisione democratica, si sarebbe tentati di pensare. Ma in Svizzera le cose sono differenti. Il popolo svizzero ha sì rifiutato già nel 2001, con una maggioranza del 76,8%, l’iniziativa “Sì all’Europa” che chiedeva l’adesione all’UE. Certo, il popolo ha approvato nel febbraio 2014 l’iniziativa UDC contro l’immigrazione di massa, rimettendo contemporaneamente in questione l’accordo di libera circolazione delle persone. Numerosi sondaggi indicano sì da anni che la stragrande maggioranza delle Svizzere e degli Svizzeri rifiuta di aderire a un’UE traballante e ostile alle sovranità nazionali. Ma di tutto questo il Consiglio federale s’infischia bellamente. E dà la responsabilità dei negoziati con l’UE, negoziati che dovrebbero di fatto consistere nel difendere a oltranza gli interessi della Svizzera di fronte a Bruxelles, alla rappresentante di un partito sempre schierato a favore dell’adesione all’UE. Dunque un partito che, in questa materia, non rappresenta che una minima parte della popolazione. È difficile pensare che i burocrati UE prendano sul serio dei negoziati condotti su questa base. Ancora una volta, il consigliere federale Didier Burkhalter rivela il suo vero volto. È ormai da  tempo che l’opinione del popolo svizzero non gli interessa più. D’altronde, non ha alcuna voglia di negoziare con l’UE, come ha dimostrato sostenendo la NON-applicazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa.

L’UDC continuerà a impegnarsi con tutte le sue forze per il rispetto della volontà del popolo, per la libertà e l’indipendenza della Svizzera. Essa si batterà con determinazione contro l’accordo-quadro che la maggioranza del Consiglio federale e degli alti funzionari della sinistra vogliono imporre alla Svizzera. Ancora una volta, l’ÛDC invita il Consiglio federale ad affidare la difesa degli interessi del nostro paese a dei funzionari disposti a battersi con tutto il loro cuore per l’applicazione delle decisioni del popolo svizzero.

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