Comunicato stampa

Riforma dell’imposizione delle imprese: adesso tocca ai cantoni

Riunito in seduta il 17.02.2017, il gruppo parlamentare federale UDC ha fatto il punto alla situazione dopo il NO del popolo alla riforma dell’imposizione delle imprese. Esso ritiene che la palla sia ora nel campo dei cantoni. In nessun caso, l’UDC ammetterà che il ceto medio debba passare alla cassa per compensare il minor gettito fiscale conseguente alla partenza di aziende all’estero. Prima della loro seduta, i membri del gruppo si sono intrattenuti a Weinfelden con degli imprenditori e, alla fine della riunione, hanno incontrato la popolazione locale nell’ambito di una delle tradizionali manifestazioni “L’UDC fra la gente”.

Il popolo svizzero ha chiaramente detto NO, nell’ambito di una votazione democratica, alla riforma proposta dell’imposizione delle imprese. La legislazione in vigore continua quindi a essere applicata senza modifiche. Le pressioni straniere non sono una ragione sufficiente per sottoporre precipitosamente alla popolazione un progetto male impostato, ideato addirittura per aggirare il processo democratico. L’annuncio fatto dal Consiglio federale all’OCSE, di modificare la legislazione fiscale svizzera entro il 1° gennaio 2019 è ora privo di oggetto a seguito della decisione popolare. È quanto il Consiglio federale deve comunicare all’OCSE, ritiene il gruppo UDC.

Per i parlamentari UDC sta ora ai cantoni proporre una nuova riforma dell’imposizione delle imprese. I cantoni devono preparare concretamente i loro progetti fiscali individuali in modo che resistano a una votazione popolare. È indispensabile a questo scopo, che le conseguenze finanziarie – anche per i budget di città e comuni – siano dichiarate apertamente. Si eviterà in ogni caso di imporre degli aumenti d’imposta ai contribuenti svizzeri. I cantoni dovranno poi definire, d’intesa con la Confederazione, le condizioni-quadro di cui hanno bisogno per mettere in atto i loro progetti fiscali cantonali.

È stato promesso al ceto medio svizzero, durante la campagna di voto sulla riforma dell’imposizione delle imprese, che non sarebbe dovuto passare alla cassa. L’UDC tiene perciò a sottolineare che non bisogna in alcun caso prevedere degli aumenti d’imposta per le cittadine e i cittadini svizzeri. La Confederazione e i cantoni sono per contro invitati a preparare rapidamente dei programmi di risparmio (riduzione delle spese pubbliche) per compensare un eventuale calo del gettito fiscale a seguito della deambulazione di società all’estero.

Il gruppo comunicherà dopo la seduta di domani le sue prese di posizione concernenti i temi della sessione primaverile.

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