Comunicato stampa

Rinvio al Consiglio federale. L’UDC chiede delle correzioni dell’Analisi globale dell’evoluzione della politica agricola

Ignorando la decisione chiara e netta presa dal popolo il 24 settembre 2017 per la sicurezza alimentare, il Consiglio federale ha deciso, nel quadro della sua futura politica agricola, di aprire le frontiere, dunque di spostare all’estero la produzione nazionale di derrate alimentari.

In un comunicato pubblicato il 1° novembre 2017, l’UDC aveva già severamente criticato questa procedura. Ieri, la Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale ha discusso questo rapporto. Su proposta dell’UDC, ha deciso di rinviarlo al mittente con il mandato di riesaminarlo, modificarlo e completarlo.

Il mandato che circa l’80% dei votanti ha dato il 24 settembre 2017 al Consiglio federale è perfettamente chiaro e si riassume così: basta con la prioritarizzazione unilaterale dell’ecologia nell’agricoltura, no a nuove aperture delle frontiere, miglioramento delle condizioni-quadro dell’agricoltura allo scopo di rafforzare la produzione nazionale di derrate alimentari sane. Ma, invece di eseguire questo mandato, il Consiglio federale ha presentato poco dopo, ossia il 1° novembre 2017, la sua “Analisi globale dell’evoluzione a medio termine della politica agricola”, che ignora totalmente la volontà popolare, prevedendo una diminuzione dei dazi doganali sulle importazioni agricole, dunque l’esatto contrario di quanto richiesto dal sovrano.

L’UDC chiede delle correzioni dell’ Analisi globale della politica agricola
La direzione presa dal Consiglio federale in politica agricola è inaccettabile per l’UDC. È perciò importante che il parlamento possa pronunciarsi su questo oggetto. Ed è proprio per permettere una discussione obiettiva e che tenga conto della situazione particolare dell’agricoltura, che la Commissione dell’economia e dei tributi ha approvato ieri diverse proposte dell’UDC, che chiede qualche adeguamento fondamentale della politica agricola prevista dal governo:

  1. Un’analisi e una valutazione dei risultati ottenuti dalla politica agricola attuale (PA 14-17) quale base per la prossima riforma agricola.
  2. Rifiuto dell’integrazione di una componente internazionale nella prossima politica agricola. Gli accordi di libero scambio devono essere esaminati indipendentemente dalla politica agricola e tenendo in considerazione gli interessi economici globali.
  3. La prossima riforma agricola deve tenere debitamente conto della decisione popolare del 24 settembre 2017.
  4. Aggiornamento dell’agenda del pacchetto di riforme agricole, affinché la prossima politica agricola tenga conto dei risultati di diverse iniziative popolari che toccano l’agricoltura (in particolare l’iniziativa Fair Food, l’iniziativa per la sovranità alimentare e l’iniziativa per l’acqua potabile pulita).

L’UDC non si è mai opposta alla stipulazione di accordi di libero scambio e nemmeno lo farà in futuro. Non è tuttavia accettabile che la politica agricola nazionale sia sacrificata sull’altare del libero scambio, solo per facilitare dei negoziati. L’UDC esige che il Consiglio federale rispetti i desideri espressi dal popolo inerenti all’agricoltura e alla sicurezza alimentare. Il sovrano chiede manifestamente un’agricoltura basata su aziende familiari che contribuiscono alla produzione di derrate alimentari sane e allo sviluppo delle regioni.

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