Comunicato stampa

Servizio pubblico: fare finalmente piena luce sugli intrallazzi politici

Riunito oggi a Berna, il gruppo parlamentare UDC ha chiesto l’avvio di un’inchiesta esterna per fare completa luce sulla condotta della Posta e di CarPostal SA. A questo scopo, ha depositato un’interpellanza parlamentare urgente a titolo “Gli intrallazzi politici conducono alla mancanza di trasparenza, di distacco e alla cattiva gestione delle imprese di servizio pubblico?”.

Criticando la perizia compiacente sugli effetti degli accordi di Schengen/Dublino che il Consiglio federale ha presentato, i parlamentari UDC esigono dal governo un conteggio della totalità dei costi di questi accordi. Essi pongono inoltre altre domande concernenti il cosiddetto accordo istituzionale con l’UE, chiedendo in particolare chi sia effettivamente il legislatore nel nostro paese. Infine, sostengono all’unanimità l’iniziativa per l’autodeterminazione che il Consiglio degli Stati esaminerà, come camera prioritaria, durante questa sessione.

Il gruppo UDC ha deciso all’unanimità di sostenere l’iniziativa per l’autodeterminazione che il Consiglio degli Stati esaminerà durante la terza settimana di questa sessione parlamentare. Questo progetto mira a ristabilire il regime ben collaudato in Svizzera: il popolo e i cantoni costituiscono il legislatore e il costituente nel nostro paese, e non un’oscura e inquietante alleanza composta da parlamento, Consiglio federale, amministrazione, giudici e professori di diritto. L’iniziativa per l’autodeterminazione corregge questa rotta sbagliata; essa ridà alla Costituzione federale il suo ruolo di fonte suprema del diritto svizzero ed esige che le regole iscritte nella Costituzione federale si applichino prioritariamente, fatta eccezione per il diritto internazionale cogente. La certezza del diritto e la stabilità sono dei pilastri essenziali della nostra prosperità e del nostro successo economico. Se i risultati di votazioni popolari non sono più accettati dal potere politico, la democrazia non è più altro che una farsa. La situazione diventa instabile e imprevedibile, provocando un deterioramento delle condizioni-quadro economiche.

L’economia in generale, e le arti e mestieri in particolare, hanno perciò tutto l’interesse a sostenere l’iniziativa per l’autodeterminazione.

L’introduzione di un referendum finanziario facoltativo a livello federale
Il controllo popolare esercitato sui budget pubblici grazie alla democrazia diretta ha dato prova della sua efficacia in Svizzera. Le imposte sono più moderate e la spesa pubblica più bassa quando il popolo ha voce in capitolo. L’UDC è dunque dell’avviso che le cittadine e i cittadini debbano avere la possibilità di pronunciarsi su progetti finanziari di una certa importanza. Essa ha già depositato in passato diversi interventi volti a introdurre un referendum finanziario facoltativo. Il suo gruppo ha perciò deciso all’unanimità, meno qualche astensione, di sostenere la mozione del consigliere agli Stati Thomas Minder intitolata “Introduzione del referendum finanziario facoltativo a livello federale”.

Ammettere la sorveglianza dei beneficiari delle assicurazioni sociali
Il gruppo UDC ha dato il suo sostegno unanime al progetto di legge che permette la sorveglianza dei beneficiari di prestazioni delle assicurazioni sociali. Quest’ultime avranno così le competenze necessarie per combattere la percezione abusiva di prestazioni. Delle esperienze fatte in passato hanno rivelato che dozzine di milioni di franchi potrebbero essere risparmiate grazie alla sorveglianza dei casi sospetti. I parlamentari UDC hanno approvato la proposta della commissione preparatoria, secondo la quale non deve essere chiesta l’autorizzazione di un giudice, se non quando il monitoraggio non ricorra a dei localizzatori GPS. Per contro, si oppongono all’esigenza di un’autorizzazione giudiziaria per tutti i monitoraggi, perché ciò comporterebbe delle complicazioni amministrative che renderebbero in pratica impossibile la sorveglianza di molte persone sospette.

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