Comunicato stampa

Tariffazione della mobilità: il Consiglio federale riserva l’automobile ai ricchi

Il Consiglio federale scopre le sue carte: per risolvere il problema degli ingorghi stradali non vuole rafforzare le infrastrutture, bensì rincarare massicciamente gli spostamenti in auto. Il suo progetto di tariffazione della mobilità (mobility pricing) farà passare alla cassa principalmente le persone che abitano nelle zone periferiche o in campagna, e che quindi hanno bisogno del loro veicolo per recarsi al lavoro o per motivi professionali o per andare a fare la spesa.

Automobilisti, attenti al vostro portamonete! Il Consiglio federale vuole sostituire i canoni e le imposte stradali attuali con un pedaggio basato sull’utilizzo del veicolo. In altre parole, le persone che circolano molto pagheranno molto. Coloro che hanno la fortuna di abitare in città o in agglomerati che beneficiano di una vasta rete di trasporti pubblici, potranno evitare in una certa misura questa nuova imposizione. Certo, è previsto di tariffare anche la mobilità dei trasporti pubblici ma, beninteso, a un prezzo nettamente più basso di quello imposto agli automobilisti.

La tariffazione della mobilità cambierà la nostra vita…
Ma la consigliera federale socialista Simonetta Sommaruga non si ferma qui. Intende anche forzare gli automobilisti e i loro datori di lavoro ad adottare nuovi orari di lavoro e modelli di vita (lavoro a domicilio). Infatti, il nuovo modo d’imposizione colpisce soprattutto gli automobilisti che circolano fra le ore 7 e le 9 e fra le 17 e le 19. Conseguenza: le persone che non possono lavorare al proprio domicilio saranno letteralmente tartassate. Un’analisi effettuata dalla Confederazione avrebbe rivelato che la “tariffazione della mobilità può portare un contributo essenziale alla riduzione dei picchi di traffico negli agglomerati che soffrono di una forte circolazione”. Il Consiglio federale vuole perciò diminuire il traffico rincarandolo massicciamente, per cui l’automobile diventerà un privilegio delle persone agiate.

La Confederazione vuole sapere chi guida, quando e dove
Per l’UDC, questo progetto pone anche gravi problemi di protezione dei dati. Una persona che compera una vignetta elettronica – ancora facoltativa – lascerà una traccia digitale nel sistema della tariffazione della mobilità che permetterà così di determinare in dettaglio le sue abitudini di mobilità (data, ora, luogo). Questa sorveglianza della popolazione è non soltanto inutile, ma costituisce un ulteriore passo verso un controllo totale delle cittadine e dei cittadini, constata l’UDC. Il Consiglio federale deciderà martedì prossimo, 17 dicembre, circa l’introduzione della vignetta facoltativa.

Non si risolvono dei problemi di traffico rincarando la mobilità per vasti strati della popolazione e per le arti e mestieri, al punto che l’automobile diventa un privilegio dei ricchi. L’unica soluzione ragionevole consiste nell’adattare le infrastrutture del trasporto al numero di abitanti e nel frenare, se necessario, l’immigrazione. La tariffazione della mobilità conduce definitivamente verso una società a due classi sulle strade. L’UDC vi si opporrà. Questo progetto è di importanza politica tale che il popolo dovrà deciderne nelle urne.

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