Comunicato stampa

Un mandato chiaro all’UDC

Le Svizzere e gli Svizzeri hanno – nonostante il calo di consensi del 3,6% (estrapolazione a partire dalle ore 20.00) della sua quota di voti – rinnovato la loro fiducia all’UDC ponendola, per la sesta volta consecutiva, di gran misura in testa a tutti i partiti politici di questo paese. L’UDC è consapevole della responsabilità che questo risultato le assegna nei confronti della Svizzera. Superati ancora una volta di gran lunga i suoi concorrenti politici, essa continuerà a impegnarsi, senza se e senza ma, per il bene della Svizzera. Essa difenderà con determinazione la Svizzera dagli attacchi futuri, battendosi per l’indipendenza, la libertà e la sicurezza del nostro paese. Essa si opporrà anche alle vessazioni fiscali sempre più numerose di cui sono vittime le cittadine e i cittadini, in particolare contro gli inefficaci aumenti del prezzo dei carburanti e dell’olio da riscaldamento, s’impegnerà per una limitazione dell’immigrazione e contro gli abusi del diritto d’asilo e dell’aiuto sociale.

Per l’UDC sarà un dovere e un’ovvietà, durante la prossima legislatura, opporsi con determinazione alla sottoscrizione di un accordo-quadro istituzionale con il quale la Svizzera dovrebbe obbligatoriamente riprendere il diritto UE e sottostare a giudici stranieri. Già la prossima primavera, grazie all’iniziativa UDC per la limitazione, il popolo potrà votare sull’esagerata immigrazione e la conseguente cementificazione del paese, reintroducendo l’assolutamente necessario controllo autonomo delle nostre frontiere. L’UDC continuerà ad avere cura del portamonete e quindi della libertà delle cittadine e dei cittadini. Oltre alla lotta contro gli abusi della socialità e dell’asilo a spese dei contribuenti, si opporrà a qualsiasi ulteriore rincaro della benzina, ai divieti dei riscaldamenti a olio e ad altre misure di questo genere. Scelte di tale importanza non possono essere lasciate al solo parlamento. L’UDC le porterà perciò di fronte al popolo con il referendum. 

L’UDC è da 20 anni il maggiore partito svizzero per forza elettorale. L’odierna flessione del 3,6% (estrapolazione a partire dalle ore 20.00) non è piacevole, ma è sopportabile. Nel 1963 riuscì per l’ultima volta a un altro partito superare la soglia del 25% di elettori – ossia al PS che oggi ha ottenuto il 16,6% (2015: 18.8%), realizzando il peggior risultato degli ultimi 100 anni. Nonostante la sua fusione con i liberali, il PLR non è mai riuscito, negli ultimi 20 anni, a raggiungere una quota di elettori del 20% o più, oggi si situa attorno al 15%. La perdita di 11 seggi da parte dell’UDC ne ostacoleranno, purtroppo, la sua attività in parlamento. Ma, tenuto conto del risultato eccezionale del 2015, si tratta anche qui di una variazione rimanente nella norma. Quattro anni fa, l’UDC ebbe molta fortuna nel gioco proporzionale e con un aumento della quota elettorale pari al 2,8%, conquistò 11 mandati supplementari, dopo che nel 2011 ne aveva persi 8 (con -2.5% di voti).

In vista dell’imminente elezione del Consiglio federale il prossimo 11 dicembre, l’UDC, quale maggiore partito svizzero, rivendica, nell’interesse della stabilità del paese, il mantenimento dei suoi due seggi nel governo nazionale. Essa si presenterà con i suoi due consiglieri federali Ueli Maurer e Guy Parmelin, che hanno dato prova delle loro qualità.

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