Comunicato stampa

Una cieca politica di sanzioni danneggia soprattutto la propria popolazione

La cieca politica di sanzioni dell’UE e del Consiglio federale si sta rivelando sempre più un boomerang per la popolazione stessa: aumento dei prezzi dell’energia, crisi alimentare, inflazione. In Africa e nei paesi arabi, la minaccia di rivolte per la fame e di flussi migratori incontrollati è elevata.

Per questo motivo è del tutto irresponsabile che un’alleanza tra PLR, partiti di centro e di sinistra chieda ora sanzioni di portata ancora maggiore. I politici del piccolo Stato svizzero stanno recitando la parte dei moralisti globali solo per compiacere Bruxelles e Washington, senza però ottenere nulla in cambio. Questa cieca politica di sanzioni colpisce soprattutto la popolazione svizzera.

Il gruppo parlamentare dell’UDC chiede quindi un cambio di rotta da parte del Consiglio federale. La Svizzera deve rispettare le sanzioni basate sul diritto internazionale. Ma non deve lasciarsi trascinare ulteriormente in conflitti esteri. L’abbandono della neutralità ha danneggiato enormemente anche la Svizzera come mediatore internazionale. Il gruppo parlamentare respinge quindi all’unanimità l’emendamento alla legge sull’embargo.

Riduzione del debito Covid in conformità con il freno all’indebitamento

Con l’ausilio del freno all’indebitamento, il nostro Paese è riuscito a ridurre il debito da circa 130 miliardi a 97 miliardi tra il 2005 e il 2019. È solo grazie al freno all’indebitamento che abbiamo avuto il margine di manovra finanziario per far fronte alle spese relative alla pandemia di Covid. Un motivo in più per non toccare questo modello di comprovato successo.

Il gruppo parlamentare UDC ribadisce la sua posizione: i circa 35 miliardi di debiti Covid devono essere nuovamente ridotti nel rispetto del freno all’indebitamento. Il gruppo UDC respinge fermamente la ripetuta volontà della sinistra di minare questo modello di successo per perseguire la sua politica debitoria a spese dei contribuenti e delle future generazioni.

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