Comunicato stampa

Uno scandalo: il Consiglio federale regala all’UE 1, 302 miliardi di franchi dei contribuenti

Il Consiglio federale ha accordato oggi ancora una volta all’UE un cosiddetto “versamento per la coesione”, ossia 1’302 milioni di franchi, senza ottenere una congrua contropartita da Bruxelles. Come d’abitudine, la maggioranza del governo continua così a porre gli interessi dell’UE al di sopra di quelli del proprio paese.

Come spiegare altrimenti la decisione del Consiglio federale di versare ancora una volta 1,302 miliardi di franchi di denaro dei contribuenti all’UE, senza ottenere una contropartita per un valore più o meno analogo? Tanto per farsi bella presso Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione UE in visita a Berna, la presidente PPD della Confederazione gli ha fatto questo regalo anticipato di Natale a spese dei contribuenti svizzeri. Con il suo abituale atteggiamento servile nei confronti dell’UE, il governo elvetico gioca i suoi atout quando il gioco non nemmeno veramente cominciato. Un diplomatico che agisse in modo così malaccorto e non professionale ignorando gli interessi del suo paese, nel suo paese sarebbe immediatamente sostituito. E, come se non bastasse, la presidente della Confederazione Doris Leuthard ha confermato la volontà del Consiglio federale di concludere un accordo-quadro sulla ripresa automatica del diritto e sul riconoscimento di giudici UE, trattato che farà della Svizzera una colonia del moloch burocratico e antidemocratico di Bruxelles.

Va da sé che l’UDC si batterà con tutte le sue forze nel quadro della procedura di consultazione e dei dibattiti parlamentari, contro questo scandaloso spreco di soldi appartenenti al popolo. Essa invita anche con insistenza il Consiglio federale a non fare promesse all’UE prima della decisione del parlamento, anche se per questo è indubbiamente troppo tardi oggi. Quanto al nuovo ministro PLR degli affari esteri, è chiamato ad assumersi e sue responsabilità, a separarsi dai diplomatici del DFAE troppo vicini all’UE e a difendere con forza gli interessi della Svizzera, conformemente alla volontà del sovrano e alla Costituzione federale.

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