Conferenza stampa

Fermiamo finalmente l’immigrazione di massa

Il 9 febbraio 2014, popolo e cantoni hanno accettato l’iniziativa “contro l’immigrazione di massa” che esige una gestione e una limitazione autonome dell’immigrazione. Il nuovo articolo 121a cst. Descrive in dettaglio le misure da prendere, ossia in particolare dei contingenti e tetti massimi fissati ogni anno, la preferenza nazionale per l’assunzione di manodopera, come pure la limitazione dell’accesso alle istituzioni sociali e del ricongiungimento familiare.   

L’esperienza ha dimostrato che tale concetto riduce fortemente l’immigrazione, senza peraltro impedire alle imprese di reclutare la manodopera che non trovano in Svizzera. Avendo il Consiglio nazionale rifiutato di applicare queste regole, il consigliere agli Stati Peter Föhn ha presentato in una conferenza stampa la sua proposta di concetto d’applicazione all’attenzione della commissione competente del Consiglio degli Stati, per un’applicazione conforme alla Costituzione federale.  

Essendo la libera immigrazione in Svizzera diventata incontrollabile alla fine degli anni 60, la Svizzera ha gestito l’immigrazione fra il 1970 e il 2002 (in parte fino al 2007) con dei contingenti, dei tetti massimi e con la preferenza nazionale sul mercato del lavoro. L’immigrazione si è allora stabilizzata a un livello di 20’000-30’000 persone l’anno, a seconda della situazione congiunturale, a volte un po’ di più, a volte un po’ di meno, ma l’economia ha sempre potuto reclutare la manodopera di cui aveva bisogno, anche in periodi di forte crescita economica. Dall’introduzione della libera circolazione delle persone con l’UE, l’immigrazione è esplosa fino a raggiungere una media di 80’000 persone l’anno in cifra netta. Dunque, ogni anno la popolazione della Svizzera aumenta dell’equivalente di quella della città di Lucerna. Dall’entrata in vigore completa della libera circolazione delle persone con l’UE nel 2007, più di 750’000 straniere e stranieri sono venuti a insediarsi in Svizzera, cifra che corrisponde approssimativamente alla popolazione del canton Vaud. Le conseguenze di un’immigrazione così smisurata, che porterà fra pochi anni la popolazione svizzera ai 10 milioni di abitanti, sono intollerabili a medio e lungo termine. 

Il Consiglio nazionale decide il contrario della Costituzione federale

È per queste ragioni che il popolo svizzero e i cantoni si sono pronunciati il 9 febbraio 2014, contrariamente a tutte le previsioni, a favore della fine della libera circolazione delle persone con l’UE, quindi per l’iniziativa “contro l’immigrazione di massa” e il suo concetto perfettamente chiaro. Ma il Consiglio nazionale ha preso la decisione esattamente contraria, rifiutando di inserire nella legge la gestione autonoma dell’immigrazione e cementando il principio della libera circolazione delle persone.  La cosiddetta “preferenza nazionale light” non ha alcun rapporto con l’effettiva priorità della manodopera residente sul mercato del lavoro, ma costituisce unicamente un obbligo limitato di annunciare degli impieghi vacanti.

Il consigliere agli Stati Peter Föhn deposita un concetto conforme alla Costituzione

Poiché l’UE rifiuta di negoziare con la Svizzera un adeguamento dell’accordo di libera circolazione delle persone, è evidente che la Svizzera deve applicare in maniera indipendente le norme della sua Costituzione. Il consigliere agli Stati Peter Föhn depositerà perciò alla Camera alta un concetto comprendente dei tetti massimi e dei contingenti annuali, la preferenza nazionale per l’assunzione li lavoratoti, come pure la limitazione dell’accesso alle istituzioni sociali e del ricongiungimento familiare. Il Consiglio degli Stati avrà così l’occasione di applicare l’iniziativa popolare “contro l’immigrazione di massa” conformemente alla Costituzione federale.

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