Editoriale

Il Consiglio nazionale rifiuta il diritto di parola ai comuni previsti per ospitare un centro d’asilo federale

Il Consiglio nazionale ha rifiutato mercoledì una norma che avrebbe costretto la Confederazione a cercare e a pianificare, d’intesa e in stretta cooperazione con i cantoni e i comuni, i siti convenienti per insediarvi i futuri centri d’asilo della Confederazione. Ancora una volta, il federalismo viene calpestato!

Nell’ambito del dibattito sul messaggio immobiliare del Dipartimento federale delle finanze, una chiara maggioranza del Consiglio degli Stati aveva deciso, su proposta del consigliere agli Stati UDC Peter Föhn, che i crediti d’impegno per i nuovi centri d’asilo federali non si sarebbero aperti che se il sito previsto fosse accettato dal comune e dal cantone interessati. Contrariamente alla Camera alta, il Consiglio nazionale s’infischia totalmente delle preoccupazioni dei comuni designati per ospitare un centro d’asilo. Esso ha rifiutato mercoledì, con 114 voti contro 73, questa aggiunta alla legge voluta dal Consiglio degli Stati. L’oggetto torna alla Camera alta che, almeno spero, manterrà questo importante diritto di partecipazione.

Il PPD e il PLR rifiutano il diritto di partecipazione dei comuni
Prima della votazione sulla legge sull’asilo in giugno 2016, il Consiglio federale aveva chiaramente affermato nelle sue spiegazioni di voto, che i siti idonei sarebbero stati, come finora, cercati e pianificati d’intesa e in stretta collaborazione con i cantoni, le città e i comuni. Il termine “d’intesa” significa naturalmente che questi siti devono essere accettati dai cantoni e dai comuni, altrimenti non c’è alcuna intesa! Sul suo sito Internet, anche il DFGP annuncia il principio secondo cui i siti dei centri saranno cercati e pianificati d’intesa e in stretta collaborazione con i cantoni e i comuni. Questo diritto di partecipazione dei cantoni e dei comuni concernente i nuovi centri d’asilo federali, sarebbe dovuto figurare anche nella legge d’applicazione del messaggio immobiliare del Dipartimento federale delle finanze. Mentre che il gruppo parlamentare UDC ha sostenuto all’unanimità questa regola, solo 7 consiglieri nazionali PPF e 2 PLR l’hanno approvata.

Questa decisione del Consiglio nazionale è un nuovo attentato al principio del federalismo sul quale poggia il nostro Stato. Inoltre, succede che l’UDC è il solo partito a impegnarsi per i diritti dei comuni, dunque per il federalismo. Invito i consiglieri nazionali PPD e PLR a non limitarsi a lodare il federalismo nei loro discorsi domenicali, ma a sostenerlo anche quando si tratta di prendere delle decisioni concrete.

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