Editoriale

L’autodeterminazione, un fattore del successo economico

L’economia è “allarmata” dall’iniziativa per l’autodeterminazione, affermano dei professori universitari, dei giuristi e dei funzionari di associazione. La realtà è che la democrazia diretta ha fatto la forza e l’attrattività dell’economia svizzera.

Dei professori di diritto e dei funzionari di associazioni brandiscono la minaccia di una grande incertezza del diritto e di gravi inconvenienti per l’economia svizzera in caso d’accettazione dell’iniziativa per l’autodeterminazione il prossimo 25 novembre. Queste affermazioni ci ricordano gli scenari apocalittici che questi stessi ambienti avevano diffuso prima della votazione sullo SEE nel 1992. Senza la democrazia diretta, la Svizzera avrebbe a quell’epoca aderito allo SEE e sarebbe ormai da lungo tempo membra dell’UE.

La Costituzione federale deve ridiventare la fonte suprema del diritto svizzero
L’obiettivo dell’iniziativa per l’autodeterminazione è molto semplice: la Costituzione federale deve tornare a essere la fonte suprema del diritto svizzero. Questo principio era incontestato fino al 2012. Nel mese d’ottobre di quell’anno, una sentenza fortemente controversa del Tribunale federale ha posto il diritto internazionale al di sopra del diritto costituzionale svizzero. Da quella data, la Svizzera dà di principio la priorità al diritto internazionale rispetto al diritto svizzero. Essa è senza dubbio il solo paese al mondo ad agire con tanto rigore. Immaginiamo per un solo istante che i giudici federali di Washington pongano il diritto internazionale al di sopra del diritto americano. Sarebbe semplicemente impossibile.

Senza la democrazia diretta saremmo già da tempo nell’UE
Gli avversari tacciano spesso il diritto de’iniziativa di “spada di Damocle”. Questa argomentazione rivela le loro vere intenzioni di fronte all’iniziativa per l’autodeterminazione: in realtà, questi ambienti non vogliono più che popolo e cantoni possano modificare, migliorare o invalidare degli accordi esistenti. Ciò che veramente cercano, è di sopprimere la democrazia diretta. Per i politici e per le associazioni economiche su questo fronte, è diventato troppo difficile battersi per i loro obiettivi sforzandosi di convincere le cittadine e i cittadini. Ma il popolo ha preso in passato delle decisioni più favorevoli all’economia che non la classe politica. Senza la democrazia diretta, la Svizzera sarebbe da molto tempo membra dell’UE; dovremmo pagare delle imposte, tasse e prelievi molto più elevati; la corruzione avrebbe fatto la sua entrata in scena anche in Svizzera, perché se dei politici si possono comperare, la cosa risulta molto più difficile quando si tratta di un intero popolo.

Il Consiglio federale ha sostenuto l’autodeterminazione fino al 2010
Ancora nel 2010, il Consiglio federale osservava quanto segue: “La domanda a sapere se un’iniziativa debba essere applicata o no non deve essere lasciata all’apprezzamento di un’autorità politica. Sarebbe abusivo e nocivo al processo politico sottoporre un’iniziativa al popolo per poi, in caso di accettazione da parte di quest’ultimo, non applicarla o applicarla solo parzialmente.” Poi, il governo non sarebbe potuto essere più chiaro in merito: “Se un conflitto fra la nuova norma costituzionale e il diritto internazionale non può essere evitato, la norma costituzionale più recente ha, secondo il parere del Consiglio federale, la priorità.”

Ed è esattamente ciò che vuole l’iniziativa per l’autodeterminazione. Noi dobbiamo batterci contro i subdoli tentativi di esautorare le cittadine e i cittadini delle decisioni politiche. Grazie per votare SÌ all’iniziativa per l’autodeterminazione.

Condividi articolo
Temi
Circa l‘autore
SVP Consigliere nazionale (ZH)
Altro su questo tema
Comunicato stampa
Condividi articolo
22.11.2018
Il Consiglio federale annuncia oggi che ha approvato il 21 novembre 2018 il messaggio concernente l’applicazione delle... continua a leggere
Editoriale
Condividi articolo
15.10.2018, di Gregor Rutz
Gli avversari dell’iniziativa per l’autodeterminazione ripetono come un disco rotto che la Svizzera diventerebbe un partner contrattuale... continua a leggere
Editoriale
Condividi articolo
10.10.2018, di Franz Grüter
La nostra democrazia diretta garantisce la certezza del diritto. Il mondo intero ci invidia questo vantaggio. Non... continua a leggere
Continua
Temi e posizioni
Finanze, imposte e tasse

Di più al ceto medio, meno allo Stato.

Media

Più varietà, meno Stato.

Energia

Per un approvvigionamento energetico sicuro ed economico.

Cittadini & Stato

Difendere la libertà minacciata.

Religioni

Dalla parte dei nostri valori.

Difesa nazionale

Sicurezza per il paese e per la gente.

Ambiente

Un ambiente intatto per i nostri successori.

Politica d'asilo

 Porre finalmente fine al caos nell’asilo

Proprietà

Contro l’esproprio, per la protezione della sfera privata.

Social media
Visitateci su:
Oppure apri la nostra bacheca sociale. Tutti i post e le immagini su un’unica pagina.
Newsletter
Se vuoi essere informato regolarmente sull’UDC e sul nostro lavoro, abbonati qui alla nostra newsleter.
Unione democratica di centro UDC, Segretariato generale, Casella postale, 3001 Berna
Tel. 031 300 58 58 – Fax 031 300 58 59 – E-Mail: info@svp.ch – PC: 30-8828-5

Inoltra questa pagina


Utilizziamo cookies per personalizzare contenuti e comunicazioni, per poter offrire funzioni per media sociali e per analizzare gli accessi al nostro portale. Inoltre, trasmettiamo informazioni per l'utilizzo della nostra pagina web ai nostri partner per media sociali, pubblicità e analisi. Vedere i dettagli
Sono d'accordo