Editoriale

Le favole eroiche dei cacasotto

L’esercito svizzero gode di un grande sostegno nella popolazione – anche fra i giovani. Ciò è comprensibile di fronte ai numerosi focolai di crisi e anche alle diverse guerre in atto nel mondo intero, le quali rendono perfettamente realistico ciò che i sognatori di sinistra rifiutano di ammettere, ossia che il nostro esercito potrebbe dover intervenire presto o tardi per proteggere gli abitanti della Svizzera. Ciò nonostante, questa infelice minoranza di refrattari al ruolo di protezione dell’esercito e di altri rammolliti, non cessa di aumentare. Questi individui provano un immenso piacere nell’inventare menzogne per evitare di prestare servizio militare, e osano perfino vantarsene.

20 guerre e 22 conflitti violenti sono stati contati nel mondo nel solo 2017. Quasi 30’000 uomini e donne prendono quotidianamente la fuga per sfuggire a questi conflitti e a delle persecuzioni. Il numero dei morti che queste guerre e questi conflitti causano ogni anno è nell’ordine delle sei cifre.

La Svizzera ha bisogno di un esercito forte
Noi abitanti della Svizzera ci comportiamo bene e non siamo mai toccati da disordini. Ma sarebbe un errore madornale e disastroso per gli uomini e per le donne di questo paese credere che la Svizzera rimarrà per tutta l’eternità un’isola di pace. Certamente non sappiamo come si presenterà il prossimo conflitto nel quale la Svizzera si troverà implicata. Non sappiamo se i nostri nemici saranno dei terroristi, degli Stati individuali o delle alleanze belliche. Non sappiamo se avremo bisogno  di fucili, di carri armati, di aerei da combattimento, di cyber-specialisti o di tutto questo assieme, per difenderci. Ma sappiamo che avremo bisogno di un esercito pronto e performante per proteggere gli abitanti di questo paese contro delle minacce e degli attacchi. Questa protezione non può essere preparata quando la minaccia s’è ormai concretizzata. Allora sarà troppo tardi. Il nostro esercito non è un giocattolo costoso per dei fanatici delle armi e dei divisionari avulsi dalla realtà che si divertono nel loro quadrato di sabbia. Esso è il garante indispensabile della sicurezza e delle basi vitali del nostro paese.

Opposizione di sinistra a un esercito di protezione
La grande maggioranza della popolazione svizzera è cosciente della necessità dell’esercito, come ha appena rivelato un sondaggio dell’ETH di Zurigo. Esistono purtroppo sempre dei sognatori che si aggrappano elle loro utopie irrealistiche di una pace mondiale eterna, come pure dei lazzaroni e degli smidollati che, per semplice comodità personale, rifiutano di contribuire alla protezione della Svizzera in caso d’emergenza. Un buon numero di loro s’è installato nelle redazioni dei media. Un esempio scioccante fra i tanti: il quotidiano gratuito 20min (in tedesco) e il portale Tillate (in tedesco) a esso legato, hanno invitato in questi giorni i loro lettori a raccontare le scuse e i pretesti che hanno trovato per evitare di prestare servizio militare.

Questi giornalisti che rifiutano di ammettere il ruolo di protezione dell’esercito ritengono che la gioventù possa essere occupata più utilmente che prestando servizio militare. Fra queste cose più utili pensano senz’altro alla realizzazione di sondaggi idioti o alla redazione di articoli dal titolo appassionante come “A che cosa pensi quando stai defecando?”. E sono anche orgogliosi dei “pretesti creativi” che hanno trovato per evitare di adempiere il loro dovere costituzionale e di assumere le loro responsabilità di fronte alla società. Obnubilati dalla loro autosoddisfazione e dalla loro gioia per essere riusciti a ingannare lo Stato, questi pseudo-pacifisti non si rendono nemmeno conto di tirarsi la zappa sui piedi rifiutando di partecipare alla protezione degli abitanti della Svizzera. Questi individui non vogliono aiutare a difendere, nel peggiore dei casi, la propria famiglia, i loro amici e il loro paese. Se tutti i giovani tentassero di sfuggire ai loro obblighi militari, l’esercito non potrebbe più adempiere il suo compito, ossia la prevenzione della guerra, la salvaguardia della pace e la difesa del paese e della popolazione (art. 58 della Costituzione federale).

Questo funzionerà fintanto che la Svizzera non sarà realmente minacciata. Questi oppositori alla protezione della Svizzera e questi cacasotto saranno allora i primi a urlare per chiedere la protezione dell’esercito. Per fortuna, la maggior parte dei lettori se ne rende conto e, nei commenti, stigmatizza questi giornalisti refrattari al ruolo di protezione dell’esercito.

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UDC Consigliere nazionale (BE)
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