Editoriale

L’esplosione dei costi della salute può essere arrestata solo dalla cooperazione di tutti gli attori

L’UDC s’impegna a favore della responsabilità individuale in tutti i campi. Il gruppo parlamentare UDC ha tuttavia respinto, durante la sessione primaverile, l’adeguamento all’evoluzione dei costi, della franchigia nell’assicurazione-malattia. Per riprendere il controllo dell’esplosione dei costi nella salute pubblica, tutti gli attori, l’industria farmaceutica, le casse malati, i medici, gli ospedali e i cantoni devono partecipare allo sforzo. Le misure di ridistribuzione reclamate da una sinistra ipocrita non costituiscono certamente una valida soluzione.

È giunto il momento di ricordare chiaramente gli elementi essenziali di questa faccenda.

Il PS è totalmente accecato dalla sua ideologia. Esso reclama senza tregua nuove prestazioni da parte dello Stato, che le cittadine e i cittadini dovrebbero finanziare con le loro imposte: congedo paternità, congedo parentale, sei settimane di vacanza, settimana di 35 ore, premi dell’assicurazione-malattia proporzionali al reddito, miliardi supplementari per l’aiuto allo sviluppo, eccetera. E non è tutto. I socialisti vogliono anche accogliere tutti i migranti, senza controllo alcuno, integrarli a spese dello Stato, offrire loro delle cure mediche complete, versare loro delle prestazioni sociali a vita, un reddito di base incondizionato, tutto ciò a carico delle cittadine e dei cittadini che tutte le mattine devono rimboccarsi le maniche per guadagnarsi la vita o che hanno lavorato duramente fino al loro pensionamento.

Oggi, il PS si lamenta a gran voce – come fa da anni – di fronte a un sistema sanitario mal concepito, ma così voluto dalla sinistra. Ricordiamo, infatti, che questa legge totalmente inadatta sull’assicurazione-malattia è stata creata sotto l’egida della consigliera federale socialista e sindacalista Ruth Dreifuss. Ma la sinistra non fu la sola a salutare con piacere questa assicurazione-malattia uniforme e obbligatoria per tutti gli abitanti della Svizzera. Anche il PLR e il PPD esultarono a quell’epoca davanti a questo mostro di pianificazione statale in salsa socialista preparato nella cucina della signora Dreifuss.

Un solo partito disse NO a quell’epoca, predicendo esattamente – sì, esattamente – ciò che sarebbe successo.  L’UDC fu la sola a combattere questo Moloch, perché sapeva che avrebbe inevitabilmente provocato un’esplosione dei premi, nonché dei problemi enormi nei rapporti fra fornitori di prestazioni mediche e terzi paganti. Gli altri partiti, che oggi piangono ipocritamente di fronte all’aumento dei premi, accusarono allora l’UDC di mentire.

Sono loro che ci hanno imposto questa legge sull’assicurazione-malattia, il PS in testa, che oggi è quello che si lamenta più di tutti di fronte a questo enorme errore legislativo e che reclama a gran voce una medicina ancor più statalizzata. Ci si renda ben conto dell’ampiezza del disastro cui la sinistra e i suoi complici ci hanno condotto: invece di proteggere, come sarebbe stato il suo scopo iniziale, le persone malate dal rischio di cadere in povertà, sono oggi dei premi mostruosi a impoverire la gente.

E che cosa non abbiamo sentito come scuse e come tentativi d’indorare la pillola di fronte a questo disastro? Nel 1998, la ministra della sanità Ruth Dreifuss osò dichiarare al quotidiano “Blick”: “L’evoluzione dei costi diminuisce di anno in anno.” Un anno più tardi ebbe la faccia di bronzo di aggiungere: “Le misure di riduzione dei costi sono di anno in anno più efficaci.” E nel 2001, non si è fatta scrupoli nell’affermare, sempre nelle pagine del “Blick”: “L’evoluzione dei costi a livello dei prezzi è assolutamente sotto controllo.”

Oggi lo sappiamo; non c’è nulla sotto controllo. Del resto, come controllare un sistema d’assicurazione che offre a ogni immigrante, a ogni richiedente l’asilo, fin dal primo giorno del loro arrivo in Svizzera, il catalogo completo delle prestazioni mediche? E peraltro è evidente: un sistema sociale può funzionare solo con un’immigrazione controllata e grazie alla solidarietà fra le generazioni dei pagatori dei premi.

Un abitante di Dietlikon, nel canton Zurigo, ci ha scritto che i suoi premi di cassa-malati, presso Concordia, per l’assicurazione di base si sono sviluppati come segue:

1960: 4 franchi e 80.
1996: dopo l’introduzione della LAMal: 169 franchi e 50.
2017: 421 franchi e 50.

Niente è sotto controllo!

Gli altri partiti hanno posto lo Stato, che ha concepito questa assicurazione-malattia, fra il medico e il paziente. Una decisione dalle conseguenze fatali! E oggi chiedono all’UDC di partecipare alla raccomandazione di un sistema marcio, adattando la franchigia a carico del ceto medio. L’UDC rifiuta di partecipare a questo gioco. Occorre una riforma globale nella quale tutti gli attori, l’industria farmaceutica, le casse-malati, i medici, gli ospedali e i cantoni partecipino allo sforzo. Che i socialisti e i loro accoliti si assumano una volta tanto la responsabilità della sciagura nazionale LAMal di cui sono i principali istigatori!

Circa l‘autore
UDC Direzione del partito (ZG)
Altro su questo tema
Comunicato stampa
Condividi articolo
03.07.2019
Il Consiglio federale ha presentato oggi (03.07.2019) le sue proposte per la riforma dell’AVS. L’UDC accoglie favorevolmente... continua a leggere
Comunicato stampa
Condividi articolo
02.07.2019
Il progetto di modernizzazione della previdenza professionale (LPP) presentato oggi dai sindacati e dall’Unione padronale è inaccettabile... continua a leggere
Comunicato stampa
Condividi articolo
28.06.2019
La Commissione UE non ha apparentemente intenzione di prolungare l’equivalenza borsistica. Essa aumenta la pressione sulla Svizzera... continua a leggere
Continua
Temi e posizioni
Internet e digitalizzazione
Per un Internet libero.
Politica degli stranieri

Riportare l’immigrazione a un livello ragionevole.

Libertà e sicurezza

Difendere la libertà minacciata.

Energia

Per un approvvigionamento energetico con un futuro.

Politica d'asilo

Correggere finalmente il caos che regna nella politica d’asilo.

Sicurezza, diritto e ordine

Proteggere le vittime e non i delinquenti.

Sanità

La qualità grazie alla concorrenza.

L’essere umano, la famiglia, la comunità

Responsabilità individuale invece di massa sotto tutela.

Media

Più pluralità, meno Stato.

Social media
Visitateci su:
Oppure apri la nostra bacheca sociale. Tutti i post e le immagini su un’unica pagina.
Newsletter
Se vuoi essere informato regolarmente sull’UDC e sul nostro lavoro, abbonati qui alla nostra newsleter.
Unione democratica di centro UDC, Segretariato generale, Casella postale, 3001 Berna
Tel. 031 300 58 58 – Fax 031 300 58 59 – E-Mail: info@svp.ch – PC: 30-8828-5

Condividi questa pagina

Utilizziamo cookies per personalizzare contenuti e comunicazioni, per poter offrire funzioni per media sociali e per analizzare gli accessi al nostro portale. Inoltre, trasmettiamo informazioni per l'utilizzo della nostra pagina web ai nostri partner per media sociali, pubblicità e analisi. Vedere i dettagli
Sono d'accordo