Editoriale

L’UDC si batte per abbassare i prezzi del carburante

Il ceto medio e le imprese stanno soffrendo per l’aumento massiccio dei prezzi del carburante. L’UDC si sta impegnando a fondo per uno sgravio – come unico partito borghese.

I costi della benzina e del diesel sono esplosi. Un litro costa ben più di 2 franchi. Prezzi di Fr. 2,40 al litro sono ormai una realtà in molti luoghi. Per molte famiglie e aziende, la soglia del dolore è stata raggiunta. Soprattutto per la popolazione delle zone rurali che dipende dall’uso della propria auto. L’UDC si sta battendo con determinazione per un sgravio a favore del ceto medio che possa essere percepito nel portafoglio.

Fermare l’avidità dello Stato

Circa 90 centesimi del prezzo al litro alla pompa di benzina vanno allo Stato. Diverse tasse sono responsabili di questo. L’UDC ha quindi chiesto tramite diversi atti parlamentari che il Governo federale rinunci a una parte di queste entrate, almeno temporaneamente.

Lo Stato sta infatti sfruttando gli automobilisti due se non tre volte. Oltre all’imposta sugli oli minerali, Berna richiede un supplemento sull’imposta sugli oli minerali. Non solo, subdolamente ci preleva pure l’IVA, perché non viene applicata solo al carburante che viene acquistato, bensì anche alle imposte sopra menzionate. In parole povere: il governo federale esige tasse su tasse. Tutto ciò è inaccettabile.

Dove sono i presidenti del PPD e del PLR?

L’UDC si sta battendo per tutto ciò ed è sola in campo. Mi chiedo: dove sono gli altri partiti borghesi quando si tratta di sostenere i cittadini? Il Presidente del PPD, Gerhard Pfister, preferisce distinguersi con la folle idea di una nuova tassa per i presunti “profittatori di guerra”. E che dire del PLR, il cui presidente Thierry Burkart presiede anche l’Associazione degli autotrasportatori Astag? Vista la loro inazione, mi chiedo quali interessi rappresentino effettivamente. Ovviamente non quelli dei consumatori.

Anche il nostro vicino, la Germania, non certo un paradiso a bassa tassazione, ha reagito e ha abbassato i prezzi del carburante in modo significativo. Anche l’Italia è scesa di ben 30 centesimi, e pure la Francia ha ridotto il suo carico fiscale. Ora è diventato improvvisamente più conveniente fare il pieno all’estero. I gestori delle stazioni di servizio nelle regioni di confine, come il Ticino o il Cantone di Ginevra, ne risentono pesantemente di tutta questa situazione. Con corrispondenti effetti negativi sulle entrate e sulle prospettive di lavoro.

In qualità di partito del ceto medio, l’UDC continua a lottare con determinazione per un sostegno ai privati e alle aziende. Questo è ciò per cui mi impegno come Presidente. Vogliamo una politica per i cittadini. Ecco perché siamo l’unico vero partito popolare.

Circa l‘autore
UDC Presidente del partito UDC Svizzera (TI)
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