Editoriale

Niente soldi dei contribuenti ai magnati miliardari dei media

Giornali, radio, televisione e piattaforme online dovrebbero ricevere 150 milioni di franchi dei contribuenti all’anno. Non sono i media locali a beneficiarne, ma soprattutto i ricchi gruppi editoriali. Quindi, diciamo NO alla legge sulla promozione dei media il 13 febbraio.

I media saranno sostenuti “direttamente” con 150 milioni di franchi all’anno se il Sovrano non lo impedirà alle urne il 13 febbraio. Questo sostegno politico è un po’ umiliante per gli editori e si basa su un errore di valutazione in merito al compito attribuito ai media e sulla natura dell’economia di mercato. Non è accettabile che lo Stato intervenga laddove i consumatori scompaiono. E non deve accadere che la stampa perda la sua funzione di cane da guardia indipendente e che si arrenda a un comodo e stabile sostentamento, al guinzaglio dello Stato. Anche termini altisonanti come “migliorare le condizioni quadro”, “rafforzare la pluralità dell’offerta nelle regioni” e “mantenere l’indipendenza” non riescono a celare questo futuro e triste ruolo dei media.

La legge avvantaggia le offerte online della sinistra
Sotto la guida della responsabile dei media, la Consigliera federale socialista Simonetta Sommaruga, è stato redatto un progetto di legge sul pacchetto per la promozione dei media del quale ne beneficeranno principalmente le offerte online di sinistra. Naturalmente, i giornali gratuiti della Robinvest AG di Christoph e Rahel Blocher sono esclusi dal sussidio, anche se riferiscono ampiamente nelle rispettive regioni.

Sono soprattutto gli editori ad alta tiratura a beneficiare del previsto sussidio ai media. Sono infatti stati loro a farne una questione di vitale importanza a Berna. Negli ultimi decenni, i grandi gruppi mediatici hanno acquistato spietatamente i giornali regionali più piccoli, sempre sulla base delle regole dell’economia di libero mercato. Con le nuove sovvenzioni ai media, sono soprattutto i gruppi mediatici monopolistici ad essere promossi. Una parte considerevole dei molteplici milioni di Franchi dei contribuenti finirà nelle tasche delle famiglie editoriali Coninx, Ringier o Wanner. Secondo Bilanz, le famiglie Coninx e Ringier hanno un patrimonio di quasi un miliardo e anche i Wanner in Argovia sono molto ricchi.

È ripugnante che così tanto denaro dello stato sparisca nelle tasche di questi grandi gruppi editoriali con la legge sui media – ecco perché abbiamo bisogno di un chiaro NO alla legge sui media il 13 febbraio!

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UDC Consigliere nazionale (ZH)
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