Editoriale

Ora basta, signora consigliera federale Sommaruga!

Mentre parecchi comuni svizzeri non sanno più come finanziare gli investimenti in infrastrutture indispensabili come le scuole e gli ospedali, i costi per il mantenimento del crescente numero di migranti sociali africani esplode. L’ultimo colpo della consigliera federale Sommaruga, ossia di far venire direttamente dei migranti africani in aereo dalla Libia, è davvero inaccettabile. La ministra dà prova di una grossolana impudenza nei confronti della popolazione laboriosa e dei contribuenti.

Va da sé che le bande criminali di passatori sapranno adattarsi molto rapidamente ai nuovi sbocchi offerti loro dalla signora Sommaruga, in particolare tramite il ricongiungimento familiare.

Fra l’inizio del mese di settembre e metà ottobre di quest’anno, circa 11’000 migranti supplementari sono sbarcati nell’Italia del sud. In totale, sono più di 110’000 le persone che hanno attraversato il Mediterraneo fra l’Africa del nord e il sud dell’Italia. Negli scorsi settembre e ottobre, si sono contati più di 20’000 ulteriori migranti in Europa attraverso la Spagna del sud, i Balcani e la Grecia. Le loro destinazioni finali sono evidentemente i generosi Stati sociali come la Germania, l’Austria e la Svizzera, dove sanno di beneficiare di una confortevole accoglienza. Contrariamente a ciò che si afferma, la situazione non si allenta assolutamente, la migrazione di intere popolazioni dall’Africa verso l’Europa prosegue senza tregua.

Nonostante che la nuova prassi del Corpo delle guardie di confine sotto la direzione del consigliere federale Ueli Maurer abbia permesso di ridurre massicciamente il numero di domande d’asilo depositate direttamente alla frontiera, i servizi della consigliera federale Sommaruga hanno comunque registrato quest’anno oltre 16’000 domande d’asilo. Ciò significa che la maggior parte di questi richiedenti l’asilo è da attribuire a un generoso raggruppamento familiare.

Queste procedure hanno sempre meno rapporto con la protezione di persone perseguitate conformemente alla Convenzione di Ginevra sui rifugiati, che serve da base al nostro diritto d’asilo, oggi totalmente sopraffatto da questa migrazione di massa. Il fatto è che molti Africani poveri e senza alcuna formazione, con la complicità dell’industria svizzera dell’asilo, abusano del sistema d’asilo per immigrare in Europa e offrirsi una vita confortevole a spese del nostro sistema sociale che, sicuramente, non è stato creato per questo.

L’ultima proposta della consigliera federale socialista di far venire per aereo dei migranti africani supplementari dalla Libia è un vero scandalo, tenuto conto del caos già esistente in Svizzera in questo settore. Si saprà molto presto in tutta l’Africa, e soprattutto fra le bande di passatori, che d’ora in avanti sarà sufficiente convogliare delle donne e dei bambini in Libia, dove la gentile Svizzera verrà a prenderli con l’aereo. I criminali che traggono beneficio dai migranti, pur picchiandoli e violentando le donne, ne approfitteranno per spingere il massimo numero di donne e bambini verso la Libia. E la semplicità del ricongiungimento familiare di cui potranno in seguito beneficiare gli uomini, aumenterà ulteriormente la cifra d’affari di questi brutali criminali.

L’effetto d’aspirazione e il circolo vizioso sono totali: più il numero di donne e bambini spinti dai passatori verso la Libia aumenta, e tanta più è la pressione sulla Svizzera per trasportarli rapidamente in aereo nel nostro paese. Ma è senza dubbio ciò cui mira la consigliera federale Sommaruga. L’industria svizzera dell’asilo ha conosciuto una tale espansione grazie alla compiacenza della ministra socialista, che ha bisogno di nuovi e nuove migranti per avere a sufficienza da fare.

Per l’UDC, adesso basta! Noi combattiamo con tutti i mezzi a nostra disposizione questa politica intollerabile e invitiamo particolarmente i due consiglieri federali PLR a unirsi a Guy Parmelin e a Ueli Maurer, per imporre già durante la seduta odierna del governo un limite fermo alle azioni di Simonetta Sommaruga, una linea rossa da non superare. La Svizzera deve rimanere aperta agli autentici rifugiati politici, ma questa immigrazione clandestina della povertà deve finire. Le frontiere devono essere strettamente controllate per impedire i passaggi illegali. La Svizzera deve diventare meno attrattiva per i migranti sociali. Il ricongiungimento familiare eccessivamente generoso praticato fino a oggi deve essere limitato. La grande maggioranza di questi migranti non risponde assolutamente ai criteri dell’asilo. S’impone un rinvio sistematico e rapido.

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UDC Consigliere nazionale (BE)
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