Discorso
Conferenza stampa del 27. Ottobre 2016

Come fermare l’immigrazione di massa? La Costituzione lo precisa chiaramente!

Dalla messa in vigore nel 2007 della completa libera circolazione delle persone, la Svizzera deve affrontare  un’immigrazione di ampiezza irresponsabile.

Se prima del 2002 immigravano in Svizzera fra le 20’000 e le 30’000 persone in media annuale, a seconda della congiuntura, dal 2007 se ne contano 80’000 di cui solo la metà immigra per esercitare un’attività professionale.

Prima dell’approvazione dell’accordo di libera circolazione delle persone (ALCP) con l’UE, il Consiglio federale aveva affermato, sulla base di uno studio, che ci si doveva attendere un’immigrazione netta proveniente dall’UE da 8’000 a 10’000 persone l’anno al massimo. Nelle sue spiegazioni di voto sugli accordi bilaterali I, il Consiglio federale qualificava “infondati” i timori di un’immigrazione più forte. Oggi succede che il governo si è sbagliato di 10 volte. Ogni anno la Svizzera subisce un’immigrazione corrispondente alla popolazione della città di Lucerna. Negli ultimi 9 anni, oltre 750’000 stranieri sono venuti a stabilirsi in Svizzera, ossia l’equivalente della popolazione del canton Vaud.  

Conseguenze gravi

Le conseguenze di questa immigrazione non sono sopportabili a lungo termine: pressione crescente sui salari nelle regioni di frontiera, disoccupazione in aumento (attualmente del 7,7% fra gli stranieri), aumento dei costi sociali, infrastrutture sovraccariche, problemi d’integrazione, promesse di rendite non coperte e calo della prosperità.

Tornare a una regolamentazione sperimentata

Il popolo e i cantoni si sono resi conto di questi problemi approvando – contrariamente a ogni previsione – il 9 febbraio 2014 l’iniziativa popolare “contro l’immigrazione di massa” che abolisce la libera circolazione delle persone ed esige il ritorno a una gestione e una limitazione autonome dell’immigrazione. Il mandato dato al legislatore dal novo articolo 121 della Costituzione federale è chiaro e preciso: esso esige il ristabilimento delle regole d’immigrazione sperimentate fra il 1970 e il 2002, parzialmente fino al 2007. Gli strumenti da applicare sono i seguenti: dei contingenti e dei tetti massimi ogni anno, la preferenza nazionale, come pure la limitazione dell’accesso alle istituzioni sociali e al ricongiungimento familiare.

La fine della libera circolazione delle persone

L’iniziativa popolare “contro l’immigrazione di massa” è l’opposto della libera circolazione delle persone con l’UE, che permette un’immigrazione senza gestione e senza limiti. Il Consiglio federale l’ha d’altronde ammesso esplicitamente nel suo messaggio indirizzato al parlamento:

"Appare tuttavia impossibile adattare l’ALCP a queste disposizioni, nella misura in cui sono incompatibili con l’idea stessa della libera circolazione delle persone” e “Come evocato al cap. 3.1.3, l’ALCP dovrebbe essere denunciata entro i tre anni, se non fosse possibile, entro questo periodo, rinegoziare l’accordo per metterlo in conformità con il testo dell’iniziativa”.  

Le Consiglio nazionale prende in contropiede il mandato parlamentare

Il Consiglio nazionale ha appena deciso l’esatto contrario del mandato costituzionale! Esso rifiuta esplicitamente una gestione autonoma dell’immigrazione e stabilisce inoltre che le eventuali misure prese dalla Svizzera devono essere accettate dall’UE. Significa cementare la libera circolazione delle persone!

Il Consiglio nazionale ha ignorato la democrazia diretta e l’indipendenza della Svizzera. Ha soppresso l’autodeterminazione della Svizzera in un settore vitale per il popolo.

L’UDC rifiuta di accettare tale procedura. Essa mantiene la limitazione dell’immigrazione di massa con i mezzi approvati dal popolo e dai cantoni. Il consigliere agli Stati Peter Föhn riaffermerà questa posizione nella Camera alta.

Gli effetti delle differenti regole d’immigrazione in relazione allo sviluppo economico

Periodo

Situazione economica

Regole d’immigrazione

Immigrazione Ø p.a. 1  

Crescita Ø del PIL p.a.2

Tasso di disoccupazione Ø (OIT) p.a. 3

1984-1991

Alta congiuntura

Contingenti/Tetti massimi/preferenza nazionale (come chiede l’art. 121 a Cst.

30’043

+ 2,6%

1.8% (1991)

1992-2001

Recessione a forte congiuntura

Contingenti/Tetti massimi/preferenza nazionale (come chiede l’art. 121 a Cst.

25’142

+ 1.4%

3.4%

2002-2006

Congiuntura da debole a forte

Messa in atto della libera circolazione/soppressione della preferenza nazionale/contingenti separati UE (regolamentazione transitoria nell’ambito dell’ALCP)

48’248

+ 2.0%

4.0%

2007-2015

Congiuntura indebolita

Libera circolazione completa/soppressione dei contingenti/estensione della libera circolazione (secondo ALCP)

81’063

+ 1.6%

4.2%

 

1 Ufficio federale di statistica, Saldo migratorio della popolazione straniera residente

2 SECO, PIL trimestrale consolidato, impegno produttivo, dati non revisionati

3 Ufficio federale di statistica, quota di disoccupati secondo ILO

Condividi articolo
Altro su questo tema
Comunicato stampa
Condividi articolo
03.12.2019
Gli abitanti delle regioni di frontiera soffrono della brutale criminalità che penetra quasi quotidianamente in Svizzera attraverso... continua a leggere
Editoriale
Condividi articolo
28.11.2019, di Thomas Matter
Purtroppo, non c’è soltanto la sinistra a cercare di gonfiare l’apparato statale. Ne è la prova il... continua a leggere
Comunicato stampa
Condividi articolo
27.11.2019
Sono vent’anni che l’esercito svizzero è impegnato in Kosovo e ilo Consiglio federale chiede un nuovo prolungamento... continua a leggere
Continua
Temi e posizioni
Trasporti

Basta ingorghi e misure vessatorie nel traffico stradale.

Politica estera

Indipendenza e autodeterminazione.

Sicurezza, diritto e ordine

Proteggere le vittime e non i delinquenti.

Cultura

La cultura non è un compito dello Stato.

Sanità

La qualità grazie alla concorrenza.

Sostenere la proprietà – rafforzare la libertà

NO alle espropriazioni, SÌ alla protezione della sfera privata.

Internet e digitalizzazione
Per un Internet libero.
Agricoltura

Per una produzione indigena.

Economia e prosperità

Più libertà economica e meno burocrazia.

Social media
Visitateci su:
Oppure apri la nostra bacheca sociale. Tutti i post e le immagini su un’unica pagina.
Newsletter
Se vuoi essere informato regolarmente sull’UDC e sul nostro lavoro, abbonati qui alla nostra newsleter.
Unione democratica di centro UDC, Segretariato generale, Casella postale, 3001 Berna
Tel. 031 300 58 58 – Fax 031 300 58 59 – E-Mail: info@svp.ch – PC: 30-8828-5

Condividi questa pagina

Utilizziamo cookies per personalizzare contenuti e comunicazioni, per poter offrire funzioni per media sociali e per analizzare gli accessi al nostro portale. Inoltre, trasmettiamo informazioni per l'utilizzo della nostra pagina web ai nostri partner per media sociali, pubblicità e analisi. Vedere i dettagli
Sono d'accordo