Discorso

Difendere la libertà e la sicurezza

La libertà è un bene unico e prezioso. Essa ci permette di prendere le nostre decisioni in piena autonomia. Noi non vogliamo che la libertà sia limitata da costrizioni ingiustificabili. Noi vogliamo che delle leggi proteggano la nostra libertà e ci garantiscano uno spazio di libertà. Ecco perché vogliamo poter decidere noi stessi nella nostra patria. Vogliamo stabilire autonomamente le nostre imposte e vogliamo definire noi stessi il nostro sistema sociale. Noi, cittadine e cittadini svizzeri, vogliamo avere il diritto di decidere chi può immigrare nel nostro paese e chi no.

Ma a che punto siamo, oggi?

Apprendiamo dai giornali che nel canton Turgovia un uomo di 19 anni ha decapitato sua nonna. Ma è solo grazie ai vicini che veniamo a sapere che si tratta di un Macedone.

Quando si sveglieranno i politici?

A causa della decisione di giudici stranieri, la Svizzera non può espellere una famiglia afghana verso l’Italia, nonostante che l’accordo di Dublino gliene dia il diritto.

Un trafficante di cocaina nigeriano che vive dell’assistenza sociale, avente fatto 42 mesi di prigione in Svizzera, nella quale è entrato a suo tempo sotto falsa identità e la cui domanda d’asilo è stata respinta, non può essere espulso perché ha avuto tre figli da due Svizzere. Può restare in Svizzera grazie al diritto internazionale.

I giudici di Strasburgo hanno pure deciso che un’associazione fondata a Ginevra con lo scopo di occupare illegalmente degli immobili, è perfettamente legale, mentre che secondo il diritto svizzero sarebbe vietata.

I giudici stranieri non si preoccupano della nostra sicurezza. Al contrario, ci mettono in situazioni pericolose. E il Tribunale federale accetta tutto ciò senza eccepire. Altri paesi non si mostrano altrettanto sottomessi.

Per contro, si vuole sopprimere l’importante diritto fondamentale che dà al popolo svizzero la competenza di legislatore supremo dello Stato. Si vuole sopprimere il diritto della democrazia diretta.

Abbiamo un governo, delle autorità e un’amministrazione che cercano di abrogare la democrazia diretta. Abbiamo a che fare con troppa gente che ci limita e ci ruba la nostra libertà. Dei politici professionisti dovunque si guardi! Purtroppo, non si tratta soltanto di socialisti, ma anche di partiti presunti di destra e di associazioni economiche che seguono allegramente la sinistra.

Il Consiglio federale e il Parlamento non applicano più le decisioni più importanti del popolo in materia di libertà. Il Tribunale federale ha freddamente modificato nel 2012 la sua giurisprudenza, decidendo che d’ora in avanti il diritto internazionale sarà sistematicamente prioritario rispetto al diritto svizzero più recente. Dei giudici di Losanna hanno quindi imposto un’inversione improvvisa e completa di un sistema che fino a quel momento aveva dato buona prova di sè.

Dei funzionari, politici e giudici privano le cittadine e i cittadini dei loro diritti politici. Che cos’è questo, se non un attacco frontale alla libertà e alla sicurezza del popolo? Ecco perché abbiamo lanciato la nostra iniziativa per l’autodeterminazione: per ristabilire un ordinamento collaudato e, in particolare, per salvare la nostra democrazia diretta.

Sulle scrivanie dei burocrati della Berna federale giace un parere giuridico secondo il quale sarebbe sufficiente sancire definitivamente la priorità del diritto internazionale rispetto alla Costituzione federale. Improvvisamente, la Svizzera entrerebbe nell’UE senza che popolo e cantoni possano dire la loro. Signore e Signori, è proprio questa la via imboccata dalla Berna federale. Ci si vuole spingere subdolamente nell’UE o, perlomeno, incatenarci a Bruxelles mediante un cosiddetto accordo-quadro d’integrazione.

Ecco che cosa dobbiamo impedire, Signore e Signori. La democrazia diretta deve essere salvata. Passiamo all’azione!

Sarà il grande e storico compito dell’UDC. Se falliamo, ci faremo imporre i nostri tassi d’imposta, non potremo più espellere dei criminali stranieri, dovremo accettare che dei cittadini UE votino ed eleggano in Svizzera, dovremo integrare tutti gli immigranti nel nostro sistema sociale, non potremo più impiegare dei detective per scoprire i truffatori delle nostre assicurazioni sociali, dovremo accettare che si costruiscano dei minareti, triplicare l’IVA, introdurre la cittadinanza dell’Unione europea, tollerare – a causa del Patto dell’ONU per le migrazioni – l’arrivo in massa non solo di cittadini UE, ma anche di migranti provenienti dal mondo intero e di decine di migliaia di falsi rifugiati, permettendo loro di vivere a spese del nostro sistema sociale. Vedete, dunque: la difesa della libertà e della sicurezza diventa un compito prioritario.

Noi non dobbiamo domandarci se otterremo o no una maggioranza il prossimo 25 novembre. Ciò che conta, è che ci battiamo in permanenza per la nostra libertà e la nostra sicurezza. Ricordiamoci di ciò che dichiarò il primo ministro britannico Winston Churchill nel 1940 in una situazione disperata: «Se vi adeguate all’ingiustizia, se vi piegate, non vi risolleverete mai. Ma se vi sarete battuti e sarete stati sconfitti, vi risolleverete – e vi innalzerete più in alto che mai!»

Possiamo anche fare riferimento a questi versi di Theodor Storm:

«Uno chiede: che cosa succederà dopo?

L’altro si limita a chiedere: è giusto ciò che ho fatto?

È questo che distingue l’uomo libero dallo schiavo.»

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UDC ex-Consigliere nazionale (ZH)
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