Discorso
Conferenza stampa del 27. Ottobre 2016

Gestione autonoma e sensibile riduzione dell’immigrazione

Il 21 settembre 2016, il Consiglio nazionale ha chiaramente violato la Costituzione federale con 126 voti contro 67 e 3 astensioni. Una cosa mai vista finora. La Camera bassa è riuscita nella prodezza di non applicare un solo punto dell’iniziativa “contro l’immigrazione di massa” approvata da popolo e cantoni. Mai nella storia della Confederazione svizzera si era assistito a un tale spregio della volontà popolare. Ma, per analogia con la votazione su Brexit in Gran Bretagna, il popolo svizzero ha un unico obiettivo: ritrovare il controllo dell’immigrazione.

Gli ambienti che osano pretendere che l’UDC non abbia un concetto per l’applicazione dell’iniziativa “contro l’immigrazione di massa”, si fanno portavoce compiacenti dei partiti violano la Costituzione federale. Il concetto UDC per l’applicazione dell’iniziativa “contro l’immigrazione di massa” è stato approvato dal popolo e figura nella Costituzione federale (art. 121a). Conformemente a questa norma, la Svizzera deve gestire l’immigrazione in maniera autonoma, fissando dei tetti massimi e dei contingenti annuali. Il diritto al ricongiungimento familiare e alle prestazioni sociali può essere ridotto. La definizione delle misure è sottoposta alla regola della preferenza nazionale e deve tenere conto degli interessi economici generali della Svizzera.   

L’UDC ha depositato una serie di proposte in Consiglio nazionale, al fine di rendere il progetto del Consiglio federale conforme alla Costituzione. I consiglieri agli Stati Peter Föhn e Thomas Minder ripeteranno la stessa operazione alla Camera alta. Il progetto d’applicazione di Peter Föhn è sempre il solo che attua realmente la volontà del popolo. Il Consiglio nazionale si è limitato a introdurre un sistema di annuncio dei posti di lavoro vacanti in caso di superamento di una certa soglia, una formula potestativa senza alcuna efficacia. E se la Svizzera prendesse delle misure più rigorose, l’UE avrebbe il diritto di veto.

Tentavano di umiliare l’UDC ma, in realtà, hanno colpito al cuore la democrazia diretta, quindi il popolo e i cantoni

Diciamolo francamente: la maggioranza del Consiglio nazionale ha visto in questa faccenda una buona occasione per giocare un brutto tiro all’UDC, rifiutando di applicare l’iniziativa “contro l’immigrazione di massa”. Ma in realtà, la maggioranza del parlamento non ha colpito l’UDC, bensì ha inferto una ferita al cuore della democrazia diretta, dunque di popolo e cantoni. Dei consiglieri nazionali che calpestano con tale disprezzo le decisioni popolari e la Costituzione, sono indegni del loro seggio parlamentare. Le molte reazioni scandalizzate della popolazione di fronte a questa crassa violazione della Costituzione e che distrugge la democrazia diretta, ne sono la prova. Sono del resto convinto che, accecata dal suo odio per l’UDC, gran parte di questi violatori della Costituzione federale non sia nemmeno cosciente dei danni democratici che ha causato.

Il PLR e il PPD diventano i lacchè della sinistra

La "non-applicazione", da parte del Consiglio nazionale, dell’iniziativa “contro l’immigrazione di massa” sarà corretta, hanno promesso i consiglieri agli Stati PLR e PPD di fronte ai media. Ma che cosa propongono? Che i datori di lavoro siano obbligati a invitare un certo numero di persone degli uffici di collocamento regionali (UCR) a dei colloqui d’impiego. Ma che si fa del libero mercato nei confronti di tutti gli altri disoccupati nazionali e dei datori di lavoro? Inoltre, quest’ultimi sarebbero obbligati a giustificare per scritto i rifiuti delle offerte UCR e le autorità potrebbero fare ricorso. È politica sindacale pura, e che inoltre impone una burocrazia infinitamente più onerosa che non un contingentamento ben organizzato con applicazione della preferenza nazionale, sistema sperimentato con successo in passato. Evidentemente, il PS ha fatto un buon lavoro fra i ranghi del PLR. I liberali-radicali, con i democristiani a rimorchio, si sono definitivamente trasferiti nel campo della sinistra politica.

L’accordo di libera circolazione priva la Svizzera della sua sovranità

Oggi dobbiamo constatare che l’accordo di libera circolazione con l’UE priva la Svizzera di qualsiasi sovranità nella concezione della sua politica nei confronti degli stranieri. Questo accordo ha quale effetto che il chimico americano, il  programmatore indiano e l’economista di Singapore, tutti professionisti di cui l’economia elvetica ha urgente bisogno, sono esclusi dal mercato del lavoro svizzero. Per contro, gli impieghi e i salari delle Svizzere e degli Svizzeri sono esposti alla costante pressione di un’immigrazione di massa proveniente dall’UE.

Un contratto che non è negoziabile deve essere rescisso!

Il fatto che l’UE rifiuti di negoziare, quando l’immigrazione è dieci volte più elevata delle cifre pronosticate al momento dell’accordo, prova incontestabilmente che siamo stati gabbati con questo accordo di ibera circolazione. Non ci resterà quindi, presto o tardi, che rescindere questo accordo tramite una votazione popolare. E ciò benché il popolo abbia in realtà già rifiutato la libera circolazione delle persone accettando l’iniziativa “contro l’immigrazione di massa”. Il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati farebbero quindi meglio ad applicare questa iniziativa conformemente alle disposizioni costituzionali. Il che non è certamente il caso dei ritocchi cosmetici e inefficaci inerenti alla preferenza nazionale, il cui unico obiettivo è quello di calmare il popolo, mentre che tutti gli altri punti dell’articolo costituzionale rimangono ignorati. Se il parlamento rifiuta di impegnarsi su questa via, l’UDC sarà costretta a preparare un progetto che esiga la rescissione dell’accordo di libera circolazione.

Le mele rosse sono sempre meno accessibili

Tutti conoscete l’immagine dell’albero con le mele rosse che illustrava diverse campagne di voto concernenti la libera circolazione delle persone. Ma a cosa servono queste mele se sempre meno abitanti del nostro paese possono accedervi? Quando più della metà della popolazione avrà fatto delle esperienze negative con la libera circolazione, che sia nella vita quotidiana o nell’esercizio della propria professione, che si tratti di persone toccate direttamente  o di un membro della famiglia, l’accordo di libera circolazione non sopravvivrà a una votazione. Io sono convinto che siamo già molto vicini a questa soglia.

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