Discorso
Conferenza stampa del 13. Agosto 2019

La situazione sfugge vieppiù al controllo nelle città

Molti partiti politici parlano volentieri di sicurezza, ma si defilano altrettanto regolarmente quando si tratta di adottare delle misure concrete e rigorose per assicurare l’ordine pubblico. Un esempio, fra molti altri, conferma questa constatazione: l’aggiunta, durante i dibattiti parlamentari, della cosiddetta clausola di rigore alla legislazione d’applicazione dell’iniziativa per l’espulsione degli stranieri criminali. L’UDC dice sul serio, quando chiede più sicurezza e s’impegna indefessamente per rafforzarla a favore delle donne e degli uomini di questo paese.

Questo impegno è d’altronde più necessario che mai. Non passa giorno senza che un corpo di polizia delle grandi città svizzere non pubblichi un comunicato attestante una realtà inquietante: accoltellamenti, come se ne sono avute anche durante la «Street parade» di questo week-end a Zurigo, risse generali, aggressioni, rapine, per farla breve la criminalità violenta aumenta  incessantemente. Le vittime innocenti di questi atti ne soffrono per mesi, anni, a volti per l’intera vita. I media accordano generalmente poco spazio a questi misfatti, mentre che molte persone, in particolare delle donne giovani e anziane, hanno paura, soprattutto la sera, di avventurarsi nello spazio pubblico.

La vita non è più tranquilla neppure nelle aree esterne alla cerchia urbana, dove imperversano delle bande criminali ben organizzate e composte essenzialmente da  stranieri. Questi individui rapinano case, frugano e rivoltano armadi e cassetti, lasciando dietro di loro il caos più completo. Se gli abitanti hanno la sfortuna di essere in casa, vengono minacciati o legati. Molti di loro subiscono dei traumi gravi e duraturi.

È ora di far comprendere a questi criminali violenti che noi non tolleriamo più questi comportamenti

Molte e molti giovani non osano più uscire la sera per riunirsi, parlare, festeggiare tranquillamente. Infatti, che c’è di più piacevole che passare una bella serata d’estate a bordo del lago di Zurigo, ascoltando lo sciabordio delle onde? Ma ciò non è più possibile nella città di Zurigo. Mi sono personalmente recato sul posto all’inizio delle vacanze per farmi un’idea esatta della situazione.  E che cosa ho visto? Dei gruppi di migranti controllano completamente la zona al bordo del lago, al punto che non è più possibile sedersi tranquillamente su una panchina. Diverse risse generali, spesso a colpi di coltello, hanno finito per provocare l’intervento dell’autorità. La polizia della città ha fatto installare delle videocamere di sorveglianza in tutti i punti critici. La situazione si è quindi sì calmata in seguito sul bordo del lago, ma il problema fondamentale non è stato risolto. I creatori di disordini e altri individui criminali continuano a imperversare nei punti non sorvegliati.

È ora che facciamo comprendere ai delinquenti violenti, ai trafficanti di droga e agli altri criminali che non tolleriamo più il loro comportamento. Questi individui devono subire tutto il rigore della legge. Una giustizia compiacente, che i limita a pene pecuniarie con condizionale, è totalmente fuori posto in questo contesto. Se I delinquenti sono stranieri, devono essere espulsi dalla Svizzera. Non c’è posto in Svizzera per questi malfattori, devono essere senza discussioni. È esattamente ciò che ha voluto il popolo accettando l’articolo costituzionale sull’espulsione degli stranieri criminali. I nostri giovani hanno il diritto di muoversi liberamente e senza timori, di giorno come di notte. L’UDC s’impegna per questo.

La sinistra, che dirige la città di Zurigo dove abito da 47 anni, pretende che i manifesti elettorali dell’UDC minaccino la «pacifica coabitazione» in città. Ma di quale pacifica coabitazione parlano questi ambienti? Delle regolari esplosioni di violenza nelle strade la notte, grazie alla loro «cultura del benvenuto» e che gli agenti della forza pubblica fanno fatica a contenere, come apprendiamo dagli agenti della polizia comunale? Il week-end, soprattutto, la situazione nelle grandi città svizzere comincia a sfuggire al controllo.

Le statistiche della criminalità e delle condanne penali dimostrano senza ombra di dubbio che l’aumento della criminalità e, soprattutto, della violenza è principalmente dovuto a delinquenti stranieri. Più della metà degli atti penali lesivi dell’integrità fisica e della vita, sono commessi da stranieri, mentre che la quota degli stranieri nella popolazione è del 25%. Quasi il 75% delle persone condannate per stupro nel 2017 era costituito da migranti. Inoltre, molti malfattori sfoggianti un passaporto svizzero provengono dalla migrazione. Ecco come si presenta la triste realtà nelle grandi città ed ecco senza dubbio che si spiega anche perché la direzione della polizia comunale ha deciso di non più indicare la nazionalità dei presunti delinquenti. Contrariamente agli altri partiti, l’UDC rifiuta tuttavia di chiudere gli occhi di fronte a questo scottante problema.

La migrazione ha portato alla Svizzera nuove forme di criminalità, concretamente la criminalità dei clan. Le grandi famiglie rumene attuano di preferenza la «truffa del nipote», mentre che i clan turchi si servono del «trucco del falso poliziotto», per estorcere denaro alle loro vittime. Queste cosiddette grandi famiglie criminali sono attive nel traffico di droghe, nella prostituzione, nei racket e commettono effrazioni, rapine e altri furti. Il fatto che la mafia lavi il suo denaro sporco in Svizzera è ben noto. Sarebbe urgente verificare in quale misura gli innumerevoli «barber shops» e altri stand di kebab vi siano implicati.

La gestione autonoma dell’immigrazione arginerebbe la criminalità straniera
Le richieste dell’UDC sono chiare: la presenza di agenti di polizia in uniforme nelle grandi città deve essere rafforzata. L’UDC è pronta ad aumentare I mezzi necessari – anche di natura finanziaria – a questo scopo. I criminali stranieri condannati hanno perso il loro diritto all’ospitalità della Svizzera e devono finalmente essere espulsi sistematicamente. Bisogna smettere di invocare il «caso di rigore», il quale non è altro che un pretesto. I tribunali devono ricevere il mandato di applicare senza eccezioni e rigorosamente l’articolo costituzionale sull’espulsione degli stranieri criminali.

Sotto la guida del PLR e del PS, il Parlamento federale ha rifiutato di applicare l’iniziativa contro l’immigrazione di massa. Ma una gestione autonoma dell’immigrazione costituisce un mezzo efficace contro l’arrivo in forze della criminalità straniera. L’UDC metterà in atto tutto il possibile affinché la sua iniziativa per la limitazione, attualmente all’esame delle commissioni parlamentari e che esige una gestione autonoma dell’immigrazione, sia finalmente approvata nelle urne.

Infine, gli atti di violenza e le minacce contro i funzionari devono essere puniti molto più severamente. Il lavoro degli agenti di polizia non è una passeggiata. Questi funzionari hanno il mandato costituzionale di tutelare l’ordine pubblico. La professionalità e il senso della proporzionalità di cui danno prova le e gli agenti di polizia meritano il nostro massimo rispetto. È ancora più intollerabile che dei poliziotti, dei pompieri e perfino dei paramedici addetti alle ambulanze siano insultati, bersagli di sputi, bombardati con bottiglie vuote e altri oggetti, quando non addirittura picchiati durante i loro interventi. Anche qui, si deve constatare che i delinquenti sono spesso di origine straniera. L’UDC esige una tolleranza zero nei confronti di individui che attaccano i membri dei servizi di pronto intervento. Queste donne e questi uomini, che vegliano ogni giorno sulla sicurezza e sul benessere della popolazione meritano particolarmente di essere sostenuti dalla politica.

Circa l‘autore
UDC Consigliere nazionale (ZH)
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