Discorso

Meno immigrazione invece di più tasse e imposte

La fuorviante legge sul CO2 della sinistra non da nessun apporto positivo al clima globale. Per contro, comporterà numerose problematiche sociali nel nostro Paese, molte persone non potranno presto permettersi di guidare, volare o riscaldare le loro case. Inoltre, la legge sul CO2 ignora un fattore importante: l’aumento della popolazione. Ma la sinistra preferisce affidarsi a tasse più alte e divieti invece di limitare finalmente l’immigrazione.

Guidare, volare e riscaldare, roba per soli ricchi? Ciò diventerà purtroppo realtà se la legge sul CO2 della sinistra sarà approvata. Prendiamo il sistema di riscaldamento: con la nuova legge sul CO2, lo Stato – che sia sensato o meno – prescriverà la sostituzione di tutti i sistemi di riscaldamento a olio e a gas. Ma dove troveranno le famiglie e le persone anziane i 100-150’000 franchi necessari per ristrutturare le loro case e renderle più efficienti dal punto di vista energetico? Il sussidio del programma di costruzione coprirebbe solo una parte dei costi di investimento.

Poiché la maggior parte delle case da ristrutturare sono di proprietà di pensionati, la nuova legge sul CO2 colpirebbe queste persone in modo particolarmente duro. La maggior parte di loro non ha da 100-150’000 franchi di liquidità nei loro conti bancari, e la banca non concederà loro ulteriori fondi. La nuova legge sul CO2 porterà quindi inevitabilmente a problemi sociali, soprattutto per i proprietari di case più anziani, e li costringerà addirittura a rinunciare a un’abitazione di proprietà.

Questo esempio dimostra in modo impressionante quante questioni relative alla legge sul CO2 sono sfuggite allo Stato. Lo Stato non può di sua iniziativa ristrutturare tutte le vecchie case per renderle più efficienti dal punto di vista energetico. Consentendo, per contro, un’ipoteca edilizia privata sulla proprietà (e non sul proprietario), i privati stessi sarebbero sufficientemente incentivati a finanziare privatamente tali ristrutturazioni. L’inefficiente legge sul CO2 rende quindi la vita più costosa per la popolazione senza fornire le giuste risposte alle problematiche relative alla tutela del clima.

La massiccia immigrazione rende gli obiettivi climatici irraggiungibili

Il seguente grafico mostra le statistiche relative alle emissioni di CO2 della Svizzera, rispetto all’aumento della popolazione. È impressionante come le emissioni di CO2 si riducano quando si esclude il fattore immigrazione. Logicamente, più persone risiedono nel paese più risorse vengono consumate. Più veicoli in circolazione, si riscalda di più, si vola di più, si cucina di più e si producono più rifiuti.

Il grafico delle emissioni di CO2 pro capite mostra la sempre maggiore efficienza energetica delle persone nel nostro paese. Grazie agli enormi investimenti della popolazione svizzera in nuovi veicoli, nuovi sistemi di riscaldamento e impianti di produzione, stiamo riducendo le emissioni pro capite del 2,5 % ogni anno. Se questa tendenza continua (cosa che possiamo supporre alla luce delle attuali cifre), raggiungeremmo una riduzione delle emissioni pro capite del 54% entro il 2030 rispetto all’anno base 1990 e quindi supereremmo anche gli obiettivi di Parigi. E questo si otterrebbe senza tasse, miliardi da ridistribuire, nuovi divieti e senza una burocrazia mostruosa.

Tuttavia, la costante immigrazione di massa nel nostro paese sta oscurando questi sforzi. Con questa crescita della popolazione, gli obiettivi climatici non potranno mai essere raggiunti. Ma invece di limitare finalmente l’immigrazione a un livello accettabile per il nostro piccolo paese, la sinistra preferisce vessare i cittadini con nuovi divieti e pretendere ulteriori tributi. 

Questa legge apre la porta ad un paternalismo ancora maggiore

La maggioranza di centro-sinistra in parlamento vuole tutto e subito con la nuova legge sul CO2. Fin dall’inizio, l’obiettivo è sempre stato quello di imporre immediatamente maggiori tasse e oneri al Popolo, ridistribuire miliardi e creare più burocrazia. Piccole ma efficaci misure legislative che innescherebbero molti più investimenti volontari da parte dei privati al fine di ridurre le emissioni ancora più velocemente non sono mai state prese in considerazione, così come l’uso di nuove possibilità tecnologiche.

Una legge piena di divieti, tasse e ridistribuzione danneggia la Svizzera e non fa nulla per il clima. Con questa legge, stiamo rendendo la Svizzera inutilmente più costosa come luogo di produzione, con costi elevati e una burocrazia invasiva. Stiamo alimentando la delocalizzazione di aziende ad alta intensità energetica verso paesi a basso salario, il che è palesemente dannoso per il clima. Stiamo anche alimentando la crescita dello Stato con tali leggi. L’economia privata è stagnante da anni. La crescita del prodotto interno lordo (PIL) è dovuta quasi esclusivamente a settori in rapida crescita come quelli dell’immigrazione, dell’asilo, dei servizi sociali, dell’assistenza sanitaria, del trasporto pubblico e di altre imprese legate allo Stato.

Con la nuova legge sul CO2, renderemo la vita delle nostre famiglie fino a 1.000 franchi all’anno più costosa. Stiamo causando un aumento dei prezzi al consumo, imponendo investimenti costosi non necessari e creando una sfilza di ulteriori profittatori statali.

Stiamo aprendo la porta a richieste ancora più estreme, che sono già state formulate dalla sinistra: Divieto per i motori a combustione, tasse sul consumo di carne, home office permanente, agricoltura biologica obbligatoria, contenimento radicale del consumo e, e, e …

Per tutte queste ragioni questa legge dannosa va respinta il 13 giugno prossimo.

Circa l‘autore
UDC Consigliere nazionale (SO)
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