Discorso

Siamo sotto tensione!

Oggi siamo sotto tensione – nel vero senso della parola. Approfittiamone, perché se tutto va nel senso auspicato dalla presidente della Confederazione Doris Leuthard, la corrente elettrica sarà ben presto una merce rara. Ma non si tratta soltanto dell’elettricità: anche l’olio da riscaldamento, la benzina e il gas saranno ben presto fuori della portata di una famiglia o di una PMI.

Lo Stato vuole costringerci a consumare meno. Brutta prospettiva! Il nostro partito intende bloccare questa azione nefasta. Ne abbiamo i mezzi. Il 21 maggio voteremo sulla disastrosa legge sull’energia. Opponendovi un NO chiaro e netto, salvaguarderemo il nostro approvvigionamento energetico affidabile ed efficace. Ma abbiamo ancora una grande opera di persuasione da fare per raggiungere questo obiettivo. Così, abbiamo deciso di consacrare interamente la nostra assemblea dei delegati di oggi alla Strategia energetica 2050, proponendovi degli interventi interessanti e una tavola rotonda di alto livello. Vi dimostreremo come questo progetto ha più della religione, dunque una questione di fede e speranza, che non di una reale strategia rispondente ai princìpi elementari della fisica. Finora, in ogni caso, i sostenitori dell’energia solare ed eolica non hanno saputo dare una risposta convincente alla domanda a sapere come sarà garantito il nostro approvvigionamento energetico quando il sole si nasconde e il vento non soffia.

Ma cominciamo dall’attualità recente:

Mi felicito, a nome di tutti i delegati, con i nostri colleghi dell’UDC del canton Zurigo per il 100° anniversario del loro partito. Hanno organizzato per questa occasione una magnifica festa. Ci ricordiamo con gratitudine che più di 25 anni fa, sotto la guida di Christoph Blocher e con un programma conservatore e liberale, avete gettato le basi di uno sviluppo che ha fatto dell’UDC il maggiore partito svizzero e che ha preservato il nostro paese da una fatale adesione all’UE. Osserviamo che l’anno prossimo anche la sezione bernese festeggerà i 100 anni d’esistenza. Vi esprimo già sin d’ora un caloroso benvenuto alla nostra festa! 

Colgo anche questa occasione per ringraziare la polizia zurighese, il cui intervento ha permesso lo svolgimento indisturbato della festa. Il fatto che un partito politico di 100 anni d’età e oggi profondamente radicato in tutti gli strati della popolazione, fortemente rappresentato nell’esecutivo e nel legislativo del canton Zurigo, con due consiglieri agli Stati e 55 deputati in Consiglio nazionale, non possa festeggiare tranquillamente il suo anniversario senza sbarramenti di polizia, illustra bene la mentalità ripugnante di un’estrema sinistra che si pretende aperta al mondo.

È a causa di teppisti di questo stampo che la manifestazione del comitato di destra per la democrazia diretta ha dovuto essere annullata. Un vero scandalo! Ringraziamo Nils Fiechter, Markus Holzer e Roland Staub per avere saggiamente deciso di rinunciare alla loro manifestazione che, tenuto conto degli appelli alla violenza dell’estrema sinistra, sarebbe certamente sfociata in scontri con la polizia. 

Purtroppo, i municipi a maggioranza di sinistra restano inerti davanti a questi modi d’agire, invece di agire severamente contro gli agitatori mettendoli di fronte alle loro responsabilità. Me ne sono reso personalmente conto in occasione della festa del 100° anniversario organizzata dai Giovani UDC. Sul cammino dal parcheggio verso il locale della festa siamo stati insultati e bombardati con delle bottiglie di birra. La polizia è intervenuta solo più tardi, per cui la via era tranquilla quando abbiamo lasciato la festa. Quando a mezzanotte ho voluto ringraziare le due persone in uniforme che stavano accanto alla mia vettura, mi sono ben presto reso conto del mio errore: non si trattava di agenti di polizia incaricati della sicurezza pubblica, ma di due guardiani del parcheggio che, in tono arrogante, mi hanno fatto capire che avevo parcheggiato male e che avrei ricevuto una multa. Ecco come si fissano le priorità nel nostro paese: si mantengono dei guardiani di parcheggio che distribuiscono multe a mezzanotte, ma ci s’infischia della sicurezza dei cittadini onesti.

La constatazione è ancora una volta evidente, la Svizzera ha bisogno di più UDC e ciò mi riconduce all’inizio del mio intervento: la lotta per la libertà, l’indipendenza e la sicurezza del nostro paese. Ognuno di noi deve partecipare a questa lotta. Non sono per nulla soddisfatto dei risultati delle ultime elezioni cantonali nelle quali, nonostante degli avversari elettorali deboli, abbiamo stagnato o addirittura perso dei voti. Il successo ci ha resi pigri. Come lo dice sempre e giustamente il nostro capo della strategia:”Nessun periodo è più difficile da sopportare, di quello che segue i giorni di successo.” Io so molto bene che possiamo fare meglio. Avremo una buona occasione di darne prova con la nostra campagna contro la legge sull’energia, di cui dobbiamo ottenere il rigetto il 21 maggio prossimo.

Il Parlamento federale ha preso la cattiva abitudine di lasciare che una maggioranza di centrosinistra ordini delle prestazioni enormi senza preoccuparsi di chi ne pagherà la fattura. Tutti gli oggetti importanti dell’ultima sessione confermano questa constatazione:

  • la sconsiderata revisione dell’AVS;
  • la ratifica del nocivo accordo di Parigi sul clima;
  • la strategia energetica che costa troppo cara.

L’UDC vuole semplicemente salvare l’AVS e garantirne durevolmente il finanziamento al livello attuale. Ma che fa il Parlamento? Aumenta le prestazioni AVS per un piccolo numero di pensionati, mettendo così a rischio le rendite di tutti. La maggioranza del Parlamento ha semplicemente dimenticato gli oltre due milioni di anziani che non percepiranno i 70 franchi mensili supplementari e i giovani che dovranno un giorno finanziere questa prestazione superflua con un massiccio aumento dell’IVA. 

L’UDC è stato l’unico partito a rifiutare la ratifica dell’accordo di Parigi che impone delle misure e delle restrizioni drastiche come la triplicazione della tassa sul CO2 e un divieto dei riscaldamenti a nafta. La maggioranza del Parlamento ha approvato la ratifica. Si parlerà più tardi delle misure da prendere e del loro costo.  

Il rifiuto unanime del sistema d’incentivazione nel settore del clima e dell’energia come seconda tappa della strategia energetica illustra perfettamente l’ipocrisia dei sostenitori della cosiddetta “svolta energetica”. Più nessuno vuole parlare delle misure necessarie alla realizzazione della strategia energetica, misure che costeranno miliardi, ma si mantengono comunque gli obiettivi.

La presidente della Confederazione che, nel suo messaggio, aveva lei stessa previsto quattro anni fa dei costi di 200 miliardi di franchi per la trasformazione del sistema di produzione elettrico, osa annunciare dei costi annuali di 40 franchi per economia domestica.

Prendiamo dunque questa legge e vediamo tutto ciò che la consigliera federale vuole finanziare con 40 franchi annui per economia domestica:

  • una riduzione del consumo d’energia del 43% per abitante entro il 2035. Ciò significa: nuova isolazione di tutti gli edifici, sostituzione dei riscaldamenti a olio in quella metà degli immobili che hanno ancora questo sistema; rinnovo del parco veicoli con automobili più economiche, sostituzione delle locomotive con modelli più economici (o soppressione di un treno su due); misure di risparmio nell’industria, eccetera, eccetera;
  • estensione delle energie rinnovabili come l’eolica e la solare, per raggiungere il 20% della produzione globale (oggi: 2%);
  • costruzione di, per esempio, 1000 impianti eolici, il che farebbe una turbina ogni 300 metri tutto lungo l’autostrada A1 fra Ginevra e il Lago di Costanza.

Quanto mi costa tutto ciò, se voglio raggiungere tutti questi obiettivi?

  • rinnovo delle facciate della mia casa unifamiliare di 5,5 locali:
    Fr. 50 000.-
  • installazione di un nuovo riscaldamento con una sonda geotermica:
    Fr. 40 000.-
  • CECE
    Fr. 2000.-
  • Smartmeter
    Fr. 1000.-
  • sostituzione dello scaldacqua elettrico

         Fr. 3000.-

Totale: Fr. 96‘000.- o più di 5’000 franchi l’anno durante 18 anni; e senza contare il rinnovo del tetto e la sostituzione di tutti gli altri elettrodomestici con modelli che consumano meno elettricità.

Ecco la realtà. È incomprensibile e irresponsabile, da parte di una consigliera federale, manipolare i fatti ad arrivare alla cifra totalmente irrealistica di 40 franchi per economia domestica. Significa ingannare consapevolmente la popolazione. Il nostro partito ha il dovere di far emergere tutta la verità su questa fregatura di parecchi miliardi di franchi e di ottenere un NO nell’urna il 21 maggio prossimo. Mettiamoci al lavoro. Sappiamo quello che dobbiamo fare.

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