Iniziativa popolare federale «Sì all’abolizione del canone radiotelevisivo (Abolizione del canone Billag)»

La raccomandazione di voto inerente a questa proposta in votazione sarà decisa dall’assemblea dei delegati nazionali il 27 gennaio 2018 a Confignon (GE).

Di che cosa si tratta?
Attualmente, ogni economia domestica deve pagare 451 franchi l’anno di canone radio/TV che, grazie a una manovra tattica messa in atto dalla consigliera federale Doris Leuthard in vista della votazione, dovrebbero essere ridotti dal 2019 a 365 franchi per famiglia. Tuttavia, in futuro saranno maggiormente chiamate alla cassa le imprese, le quali dovranno versare fino a35’590 franchi – una ragione per la quale l’Unione svizzera delle arti e mestieri sostiene l’iniziativa NO-Billag. Dall’accettazione della revisione della LRTV da parte del popolo nel 2016, i canoni per le economie domestiche private sono leggermente diminuiti, in compenso sono notevolmente aumentati quelli a carico delle aziende e, oltre a ciò, il Consiglio federale può decidere autonomamente – dunque senza parlamento e popolo – l’entità delle tasse di ricezione.

Gli iniziativisti vogliono, tramite una modifica della Costituzione federale, porre fine all’odierno sistema di tassazione. «La Confederazione o terzi da essa incaricati », direbbe in futuro l’articolo 93, «non possono riscuotere canoni.» E continua: La Confederazione « La Confederazione non sovvenziona alcuna emittente radiofonica o televisiva», né tantomeno può gestirne «in tempo di pace». L’attuale passaggio, secondo cui la radio e la televisione contribuiscono all’istruzione e allo sviluppo culturale, alla libera formazione delle opinioni e all’intrattenimento, e considerano le particolarità del Paese e i bisogni dei Cantoni, sarebbe eliminato senza sostituzione. Per questo, la Confederazione dovrebbe mettere regolarmente all’asta le concessioni radio e TV.

Contributi alla campagna
Discorso
Condividi articolo
02.02.2018, di Céline Amaudruz
Ci fu un tempo quando il canone radio-TV aveva senz’altro senso. A quell’epoca, radio e televisioni private... continua a leggere
Discorso
Condividi articolo
01.02.2018, di Albert Rösti
La Svizzera deve la sua prosperità alla sua democrazia diretta unica al mondo, come pure alla libertà... continua a leggere
Discorso
Condividi articolo
01.02.2018, di Guy Parmelin
Questo mese di gennaio 2018 è, per l’UDC, quello dei fenomeni migratori inattesi: si è così visto... continua a leggere
Temi e posizioni
Ambiente

Un ambiente intatto per i nostri successori.

Politica degli stranieri

Limitare l’immigrazione.

Sanità

Qualità grazie alla concorrenza.

Istituzioni sociali

Assicurare le Istituzioni sociali – combattere gli abusi.

Religioni

Dalla parte dei nostri valori.

Agricoltura

Per una produzione indigena.

Famiglia

Responsabilità personale invece di controllo.

Proprietà

Contro l’esproprio, per la protezione della sfera privata.

Difesa nazionale

Sicurezza per il paese e per la gente.

Social media
Visitateci su:
Oppure apri la nostra bacheca sociale. Tutti i post e le immagini su un’unica pagina.
Newsletter
Se vuoi essere informato regolarmente sull’UDC e sul nostro lavoro, abbonati qui alla nostra newsleter.
Unione democratica di centro UDC, Segretariato generale, Casella postale, 3001 Berna
Tel. 031 300 58 58 – Fax 031 300 58 59 – E-Mail: info@svp.ch – PC: 30-8828-5

Inoltra questa pagina


Utilizziamo cookies per personalizzare contenuti e comunicazioni, per poter offrire funzioni per media sociali e per analizzare gli accessi al nostro portale. Inoltre, trasmettiamo informazioni per l'utilizzo della nostra pagina web ai nostri partner per media sociali, pubblicità e analisi. Vedere i dettagli
Sono d'accordo