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Referendum contro la disastrosa legge sull’energia

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1. In breve

La popolazione e le imprese pagano il conto di questa legge sull’energia disastrosa, utopica e pericolosa. L’onere supplementare che ne risulta nel solo settore energetico per un’economia domestica di 4 persone, con riscaldamento a olio secondo le nuove tasse e l’aumento degli attuali prelievi fiscali[1] è enorme:

Chi pagherà i 200 miliardi[2] che ci costerà la nuova legge sull’energia?

Tassa

Costi supplementari

Consumo annuo

Fr.

Elettricità

+ 3 ct. / KWh RPC[3]

5000 KWh

Fr.    150.-

Olio di risc.

+ 67 ct. / litro[4]

3000 litri

Fr. 2’010.-

Carburanti

+ 26 ct. / litro

20’000 km[5]

Fr.    416.-

Consumo

Aumento dei prezzi dei prodotti[6]

 

Fr.    650.-

 

Costi suppl. minimi/anno/famiglia di 4 persone

Fr. 3’200.–

 

Questi massicci oneri supplementari provocati dall’aumento dei prezzi dell’elettricità e dei carburanti, come pure dal raddoppio del prezzo dell’olio da riscaldamento, sono solo una parte della fattura che dovrà essere pagata dai consumatori e dalle imprese. I proprietari di immobili e le imprese dovranno ancora una volta passare alla cassa a causa di molti nuovi divieti e prescrizioni. Per esempio, i riscaldamenti a olio saranno proibiti, da cui dei massicci costi per investimenti per i proprietari di immobili e per le imprese artigianali. Per forza di cose, ne saranno colpiti anche i locatari. I divieti e le nuove prescrizioni energetiche costringeranno le imprese a rimpiazzare dei macchinari di produzione che consumano troppa energia. Il settore delle macchine sarà particolarmente chiamato a contribuire con nuovi investimenti in impianti di produzione e in immobili. Il massiccio aumento dei costi di trasporto e di produzione che l’industria svizzera subirà, sarà per la maggior parte ribaltato sui consumatori ai quali mancheranno poi circa 3’200 franchi l’anno da spendere. L’albergheria, la ristorazione, le arti e mestieri e il commercio al dettaglio ne subiranno il contraccolpo.  

La nuova legge sull’energia poggia su un’utopia pericolosa che abbellisce la realtà

 

  1. La nuova legge sull’energia distrugge l’indipendenza della Svizzera

Dopo la catastrofe nucleare avvenuta in Giappone, il Consiglio federale ha fatto un voltafaccia in politica energetica. E ha deciso di chiudere definitivamente le centrali nucleari esistenti alla fine del loro periodo di servizio e di non rimpiazzarle con delle nuove. Per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento, il governo ha deciso di puntare su delle prescrizioni severe che impongono dei risparmi di energia ed elettricità, rinforzando l’efficienza energetica, potenziando la forza idrica e incentivando fortemente le energie rinnovabili. Se necessario, delle centrali combinate a gas e delle importazioni di elettricità colmeranno le lacune. Inoltre, bisognerà densificare rapidamente la rete elettrica, ciò che è estremamente costoso, e investire molto denaro nella ricerca sull’energia.

 

1.2.      Che cosa vuole la nuova legge sull’energia?

L’obiettivo della nuova legge sull’energia è quello di abbandonare a medio termine il nucleare, grazie a massicci risparmi d’energia. Parallelamente, bisogna riportare le emissioni di CO2 al 25% sotto il loro livello del 1990. Tre pacchetti di misure sono previsti a questo scopo. 

1a fase (legge sull’energia)

Misura

Articolo

Spiegazione

Legge

Valori indicativi per il rafforzamento delle energie rinnovabili

2 cpv. 1

La produzione di energie rinnovabili, tranne la forza idrica, dovrà raggiungere almeno 4400 GWh nel 2020 e 11 500 GWh nel 2035.

Legge sull’energia

Valori indicativi del consumo

3 cpv. 1

Il consumo medio d’energia per anno/persona deve essere ridotto del 16% entro il 2020 per rapporto al suo livello del 2000, e del 43% entro il 2035.

Legge sull’energia

Valori indicativi del consumo

3 cpv. 2

Il consumo medio d’elettricità per anno/persona deve essere ridotto del 3% entro il 2020 per rapporto al suo livello del 2000, e del 13% entro il 2035.

Legge sull’energia

Tassa sul CO2

34 cpv. 1

Portare l’assegnazione parziale da 300 a 450 milioni di franchi l’anno.

Legge sull’energia

Incentivo per le energie rinnovabili

37 cpv. 3

La retribuzione a prezzo di costo per le immissioni in rete di elettricità passa da 1,5 ct./kWh a 2,3 ct./kWh.

Legge sull’energia

Inasprimento delle prescrizioni sugli immobili

46 cpv. 2-3

Prescrizioni concernenti la quota massima di energia non rinnovabile per il riscaldamento e l’acqua calda; prescrizioni sul risparmio energetico e sull’efficienza energetica degli immobili.

Legge sull’energia

Divieto del riciclaggio

9

Il combustibile nucleare esaurito deve essere eliminato come scoria radioattiva. È vietato riciclarlo.

Legge sull’energia nucleare (annessa alla legge sull’energia)

Divieto di costruire nuove centrali nucleari

12 cpv.4

Le centrali nucleari esistenti non sono sostituite alla scadenza del loro periodo di funzionamento.

Legge sull’energia nucleare (annessa alla legge sull’energia)

Incentivazione della ricerca

 

Piano d’azione "Ricerca coordinata sull’energia”. 60 milioni supplementari per le energie rinnovabili (in totale la Confederazione mette 746 milioni di franchi a disposizione per gli anni 2013-2016).

not. Legge sui PF 2013-2016

Riduzione delle emissioni dei veicoli

10

Abbassamento delle emissioni di CO2 delle vetture da turismo a 95 g/km entro il 2020 (attualmente 130 g/km)

Legge sul CO2 (annessa alla legge sull’energia)

Divieto dei riscaldamenti a olio

 

Dal 2029, i riscaldamenti a olio potranno essere proibiti tutti gli immobili se le emissioni non calano a sufficienza.

Rapporto esplicativo  PC legge sul CO2, pag. 32 del testo tedesco

2a fase (SICE)

Sistema d’incentivazione nel settore del clima e dell’energia (SICE)

 

Norma costituzionale concernente il prelievo di una tassa sui carburanti e sui combustibili, come pure sull’elettricità (entrata in vigore: 2020)

Messaggio sul Sistema d’incentivazione nel settore del clima e dell’energia (15.072)

3a fase (non ancora definita)

Altre restrizioni e divieti

 

A partire dal 2030 se la 2a fase non avrà ottenuto il successo previsto.

 

 

1.3.      Il più grande progetto di sovvenzionamenti e di statalizzazione della Svizzera

La nuova legge sull’energia provoca non solo uno stravolgimento completo del nostro sistema energetico (in particolare con il divieto del nucleare), ma anche degli enormi cambiamenti in parecchi settori della società. Tutti noi dovremo alla fine sopportare il costo di oltre 200 miliardi di franchi di questo progetto insensato. Oltre ai consumatori, le più colpite saranno le PMI. Essendo i grandi gruppi industriali che consumano molta energia parzialmente esentati dall’aumento di tasse e imposte (non solo quelle concernenti la RPC, ma in seguito anche per il SICE), il conto sarà presentato alle piccole e medie imprese. In caso di aumento della RPC a 2,3 ct./KWh, come previsto nella nova legge sull’energia, un’azienda come per esempio un mulino per cereali, dovrà pagare annualmente una tassa RPC di 50’000 franchi.

Il sistema d’incentivazione in materia energetica raddoppierà questo importo nel 2020. Anche i carburanti e i combustibili rincareranno, e con loro i costi dei trasporti e di produzione. Oltre a questo aumento dei costi, la Confederazione progetta addirittura di proibire i riscaldamenti a olio a partire dal 2029. D’un colpo, tutto un ramo dell’economia sparirebbe quasi da un giorno all’altro!

Parallelamente, la Confederazione moltiplica i suoi strumenti di controllo e le sue prescrizioni. Più oneri amministrativi (per esempio per essere esentati da una tassa), più prescrizioni concernenti l’efficienza energetica delle installazioni (costante adeguamento agli ultimi sviluppi tecnologici) e più interventi nella libertà economica (per esempio, con divieti o forti imposizioni di certi prodotti per identificare la cosiddetta energia grigia), ecco le nocive conseguenze di questo progetto.

  

1.4.      Paesaggio distrutto dagli impianti eolici e dalle centrali fotovoltaiche

La Strategia energetica 2050 mira a rimpiazzare con l’energia eolica e solare[7] la quota del 38% attualmente coperta dalle centrali nucleari nel mix elettrico svizzero. La legge sull’energia contiene dei valori indicativi a questo scopo. La produzione nazionale degli impianti eolici e solari, nonché della biomassa, deve raggiungere almeno le 4’400 GWh entro il 2020 e 11’400 GWh entro il 2035. Partendo dall’attuale produzione annuale del solare e dell’eolico, bisognerà almeno triplicare gli impianti nei prossimi quattro anni. Ciò significa che si dovranno costruire entro il 2020 circa 750 nuovi impianti eolici con dei rotori di un diametro di 82 m o coprire 1,05 milioni di tetti di case con 20 m2 di pannelli solari. Conseguenza: una massiccia distruzione del paesaggio e un forte colpo alla qualità di vita della popolazione.

 

1.5.      Aumento dei prezzi e interventi statali a spese dei consumatori e dei contribuenti

Il prezzo dell’elettricità aumenterà inoltre a causa dei costi di produzione più elevati delle energie rinnovabili. I consumatori di elettricità, dunque tutti noi, subiranno un massiccio aumento dei prezzi. La retribuzione a prezzo di costo (RPC) della corrente immessa in rete, che è prelevato per incentivare le energie rinnovabili, sarà fortemente e costantemente aumentato.

I grandi consumatori industriali d’energia saranno sgravati per restare competitivi a livello  internazionale. L’onere supplementare colpisce quindi principalmente le economie domestiche e le arti e mestieri. Ma anche il consumatore passerà alla cassa per pagare il potenziamento della rete di distribuzione (per trasportare l’energia rinnovabile prodotta in modo decentralizzato) come pure per l’ampliamento della rete ad alta tensione per permettere le importazioni.

 

1.6.      Una parentesi concernente la forza idrica

La forza idrica è il principale pilastro su cui poggia il nostro approvvigionamento elettrico. Questo agente energetico assicura fra il 55 e il 60% della produzione elettrica svizzera. La forza idrica è un agente energetico multifunzionale, producendo tanto energia a nastro (centrali a fior d’acqua) quanto energia di punta (centrali a bacino d’accumulazione). Offrendo un’energia di regolazione disponibile rapidamente, la forza idrica è di enorme importanza per la stabilità della rete. Inoltre, è rinnovabile, non produce praticamente emissioni e i suoi costi di produzione sono molto bassi.

Questo prezioso agente energetico è tuttavia minacciato, da una parte dall’energia a buon mercato, perché massicciamente sovvenzionata, esportata dai nostri vicini come la Germania, e dall’altra, dall’inasprimento delle condizioni-quadro svizzere (misure d’incentivazione unilaterali a favore dell’energia eolica e solare, prescrizioni sulle acque residuali, protezione del paesaggio, ecc.). I possibili potenziamenti della forza idrica sono limitati, come dimostrano anche i modesti valori indicativi dati dalla Confederazione per le grandi centrali idroelettriche.

Lo “zuccherino”, ossia una sovvenzione di 0,2 ct./KWh, offerto dalla Strategia energetica 2050 è una goccia d’acqua nel mare. Le centrali elettriche a fior d’acqua hanno dei costi di produzione medi di 5,9 ct./KWh, le centrali elettriche a bacino d’accumulazione dei costi di 8,2 ct./KWh.[8] Il prezzo del mercato è attualmente di ca. 3,5 ct./KWh. Questo sovvenzionamento non risolve quindi a lungo termine il problema della forza idrica. Un sostegno realmente efficace della produzione di elettricità più importante della Svizzera deve comprendere diverse misure e strumenti.[9] Non è tollerabile limitarsi a offrire ala forza idrica una specie di “indennità di morte” – il suo ruolo per la Svizzera è troppo importante.

 

2. La nuova legge sull’energia provoca un’esplosione dei costi

Secondo una stima prudenziale, i costi della cosiddetta Strategia energetica 2050 sotto forma di questa nuova legge sull’energia, ammonteranno a 150-200 miliardi, dilazionati fino al 2050. Ciò significa che l’economia e la popolazione dovranno sopportare un onere fra i 5 e i 7 miliardi di franchi l’anno, ossia 750 franchi annui supplementari per abitante/consumatore. Questo scenario non tiene conto né della soppressione di impieghi, né del calo della prosperità generale.

I costi[10] si compongono come segue:

Costruzione e ampliamento di impianti di produzione e della rete (compreso aumento RPC)

118 – 150 mrd. di franchi

Aumento tassa sul CO2

˜ 20 mrd. di franchi)

Sistema d’incentivazione climatica ed energetica[11]

(in progetto, 2a fase della SE 2050)

˜ 80 mrd. di franchi

Rafforzamento delle misure di efficienza energetica

˜ 10 mrd. di franchi

Totale dei costi per i consumatori e per i contribuenti

almeno 200 mrd. di fr.

Costi per una famiglia con due figli

ca. 3’200 franchi/anno

 

  • 118-150 miliardi di franchi per la produzione elettrica e per la rete (scenari di AES)[12]

Accanto ai costi degli impianti di produzione, occorrono in particolare investimenti necessari alla pianificazione e all’estensione della rete elettrica per connettere un gran numero di produttori individuali d’energia solare ed eolica. A titolo di “zuccherino” per le aziende elettriche, il parlamento ha deciso d’attribuire alle grandi centrali idroelettriche 0,2 ct./KWh della nuova RPC aumentata nel quadro di Strategia energetica 2050. Si tratta in realtà di un’astuzia volta a neutralizzare un avversario potenziale di questa strategia. Si è proceduto allo stesso modo per le grandi imprese industriali a forte consumo energetico che pagheranno solo una piccola parte della nuova RPC (0,45 ct./KWh) in cambio di misure che aumentano l’efficienza energetica. Ciò significa che la Strategia energetica 2050 sarà pagata dai semplici cittadini e consumatori, come pure dalle PMI.  

 

La Confederazione prevede degli importi[13] nettamente inferiori per la rete elettrica, con il pretesto che una gran parte della stessa deve comunque essere rinnovata. È un errore, perché bisogna innanzitutto costruire nuove linee elettriche. Senza contare la posa di condutture elettriche sotterranee previste in diversi posti e che costano fino a sei volte più care delle linee all’aperto.

 

  • Circa 20 miliardi di franchi per la tassa sul CO2

Gli neri concernenti solo questa tassa (attualmente essa produce 975 milioni di franchi l’anno, di cui ca. 650 sono riversati al pubblico sotto forma di contributi alle casse-malati). La tassa sul CO2 aumenterà in continuazione, per cui i 20 miliardi di franchi annunciati per il 2050 si basano su una stima molto prudenziale (vedi RPC qui sotto). Bisogna poi aggiungere a questo importo i costi dei nuovi immobili e l’aumento dei prezzi di costruzione a seguito delle nuove regolamentazioni e leggi, come pure dell’installazione di nuovi impianti di riscaldamento.

La stessa astuzia utilizzata per il costo della rete elettrica è applicata alla tassa sul CO2: la Confederazione non calcola i costi completi, ma deduce le spese risparmiate grazie al rinnovamento degli edifici, basandosi su prezzi molto più cari di oggi.

 

  • Progetto di sistema d’incentivazione nel settore del clima e dell’energia (SICE)

Il progetto di sistema d’incentivazione nel settore del clima e dell’energia (una volta chiamato riforma fiscale ecologica) è in preparazione.[14] Fa parte della 2a fase della Strategia energetica 2050. Secondo le diverse varianti previste, i prezzi degli agenti energetici aumenteranno nella misura seguente:

  • Tassa sull’elettricità: tre centesimi in più per KWh (attualmente 1,3 ct./KWh, dal 2017 1,5 ct.)
  • Tassa sui combustibili: olio da riscaldamento fino a 67 centesimi in più al litro (attualmente 22 ct./l dal 2016)
  • Tassa sul Diesel e sulla benzina: fino a 26 centesimi al litro (questa imposta non esiste attualmente)

 

  • Rafforzamento delle misure di efficienza energetica

Dei costi supplementari sono generati dalla sostituzione di apparecchi, veicoli, macchinari, ventilazioni, ecc. Gli adeguamenti al più recente livello della tecnica pretesi da quasi tutte le leggi, generano dei costi supplementari enormi che dovranno essere sopportati sia dall’economia che dalla popolazione. Senza parlare poi dell’aspetto insensato di questa politica che impone la sostituzione di impianti in perfetto stato di funzionamento.

 

I consumatori, gli artigiani, i proprietari d’immobili e gli automobilisti subiranno un massiccio aumento dei costi.

 

2.1 Una parentesi concernente il consumo d’elettricità

Nonostante le misure di efficienza energetica e le lunghe campagne dell’Ufficio federale dell’energia (UFEN), il consumo d’elettricità non smette d’aumentare in Svizzera. Esso è più che raddoppiato dal 1970 ed è ancora progredito del 25% durante gli ultimi 25 anni. L’aumento del consumo elettrico è sempre stato parallelo alla crescita economica. Accanto alla forte immigrazione (attualmente più di 70’000 persone l’anno) che ha generato un aumento della popolazione residente di oltre 1,6 milioni di persone dal 1990 (8,3 milioni d’abitanti attualmente), i motori di questa crescita sono in particolare delle nuove applicazioni (servizi cloud, ecc.), come pure delle nuove attività (mobilità elettrica, crescente ricorso al trasporto pubblico) e nuove abitudini sociali (smartphone, ecc.).

Parallelamente, l’autorità tenta da anni di ridurre il consumo d’energia fossile. `DE evidente che le risorse energetiche sostituite, come il petrolio e il gas, esigono una fonte energetica sostitutiva, nella fattispecie l’elettricità. Questa tendenza verso una “crescente elettrificazione della società” non solo continuerà, ma aumenterà massicciamente anche in futuro. Le nuove applicazioni e i nuovi sviluppi (società digitale, rispettivamente rivoluzione digitale) hanno bisogno di più elettricità; la crescita economica aumenta il consumo elettrico, come del resto il miglioramento generale del livello di vita. In breve, tutti i settori della vita avranno bisogno di più elettricità in futuro. Le misure di efficienza energetica possono tutt’al più moderare la crescita dei consumi, ma è irrealistico sognare una riduzione dei consumi – che d’altronde sarebbe controproducente nella maggior parte dei casi (crollo dell’economia, ritorno alle energie fossili, calo del livello di vita, ecc.

 

3. Minaccia sulla sicurezza dell’approvvigionamento – aumentata dipendenza dall’estero

Conseguenza dell’insicurezza crescente a livello internazionale, la questione dell’indipendenza nazionale torna in primo piano, in particolare per ciò che riguarda l’approvvigionamento energetico. La Svizzera avrà sempre bisogno di un approvvigionamento energetico affidabile, nazionale e finanziariamente sostenibile. L’UDC ha reagito molto rapidamente all’indirizzo del Consiglio federale proponendo il suo concetto[15], ossia una politica energetica realistica che garantisce un approvvigionamento sufficiente, vantaggioso, il più possibile indipendente e sicuro.

 

Risultato delle riflessioni di qualche funzionario federale, la Strategia energetica 2050 non risponde assolutamente ai criteri di affidabilità e di costo sostenibile; essa minaccia l’industria nazionale e rende la Svizzera ancora più dipendente dall’estero, esponendola perciò a ricatti. Peggio ancora, essa impone alla popolazione e alle imprese un corsetto di economia pianificata di stampo socialista. Ma né i massicci divieti, né le enormi sovvenzioni, né delle imposte e tasse permetteranno di risolvere i problemi risultanti dall’abbandono del nucleare. L’abbandono del nucleare causa la soppressione del 35-40%[16] della produzione elettrica nazionale attuale (25’000 GWh). Questa lacuna non può essere in alcun caso colmata con le energie rinnovabili:

 

Fabbisogno di nuove centrali elettriche per coprire la lacuna di 25’000 GWh

(le cifre sottostanti corrispondono ciascuna a 25’000 GWh per fonte energetica)

Fonte energetica

Impianti

Osservazioni

Fotovoltaico

8,75 milioni

8,75 milioni di tetti di case da 20m2. Inoltre, bisognerebbe costruire per l’accumulazione d’energia e la compensazione, quasi 28 centrali di pompaggio-turbinaggio di una potenza di 1’000 megawatt.

Eolico

6’250

6‘250 impianti eolici da 2 megawatt e circa 13 centrali di pompaggio-turbinaggio per l’accumulazione e la compensazione. Tutti questi impianti eolici formerebbero diverse catene di 250 Km lungo le creste del Giura fra Zurigo e Ginevra.

Biomassa

41’250

41’250 impianti a biogas funzionanti con gli escrementi di 50 mucche e 200 maiali. Per raggiungere questa produzione, l’effettivo di maiali dovrebbe essere portato dagli attuali 1,4 milioni a 10,4 milioni!

Forza idrica

 

Essendo la forza idrica quasi esaurita in Svizzera, un calcolo di questi impianti sarebbe di natura puramente teorica.

Confronto con 25’000 GWh d i elettricità nucleare

Forza nucleare

2

Impianti di una potenza di 1’600 megawatt. Si tratterebbe di centrali della nuova generazione 3+. Questa produzione non ha bisogno di sistemi d’accumulazione, perché funziona indipendentemente dalle condizioni meteorologiche e dall’ora della giornata.

 

La conseguenza di questa strategia è che la Svizzera dovrà importare elettricità in grandi quantitativi, in particolare durante i mesi invernali. Essa diverrà così estremamente dipendente dall’estero e dai prezzi praticati sui mercati internazionali. Inoltre, si esporrà a eventuali ricatti di altri paesi.

 

4. Nuove sovvenzioni, più regolamentazioni, burocrazia e prescrizioni

La Strategia energetica 2050 e la legge sull’energia non hanno ormai più che vago rapporto con i principi dell’economia di mercato. La retribuzione a prezzo di costo (RPC) delle immissioni in rete di elettricità favorisce delle fonti energetiche inefficaci a scapito di altre forme di produzione. La riforma fiscale ecologica (SICE della 2a fase) crea un ulteriore squilibrio fra le fonti energetiche. In questi ultimi anni, sono state adottate parecchie misure restrittive supplementari concernenti l’energia nucleare, per cui questa produzione è stata ancora una volta penalizzata

(in particolare delle misure di natura prettamente politica in materia di fondi per lo smantellamento e l’eliminazione, che aumentano i costi di produzione). 

La legge sull’energia causa anche delle modifiche a livello di pianificazione del territorio: la Confederazione può esigere dai cantoni che definiscano delle regioni per la produzione di energie rinnovabili (i cantoni devono designare queste regioni; non hanno il diritto di rinunciare completamente a questa operazione).

La gestione dell’elettricità sarà pure modificata. Delle reti intelligenti (smart grid) piloteranno i flussi d’elettricità e veglieranno sulla stabilità della rete. L’aspetto perverso di questo sistema è che ogni casa sarà infine dotata di tale dispositivo di pilotaggio (smart meter) che informa esattamente il produttore di elettricità circa il consumo dell’economia domestica minuto per minuto (protezione dei dati?). Ancor peggio, grazie a questi comandi, il produttore potrà vietare al consumatore l’utilizzo durante certe ore di applicazioni che consumano molta elettricità (per esempio, l’uso della lavatrice, dell’aspirapolvere, ecc. sarà limitato a certe ore determinate).   

La legge sull’energia proibisce la costruzione di nuove centrali nucleari, come pure il riciclaggio di combustibili nucleari esauriti. La legge rinuncia tuttavia a fissare una data precisa per la messa fuori servizio delle centrali nucleari. Le vecchie centrali potranno quindi funzionare fintanto che garantiscono una sufficiente sicurezza. Ciò significa, in altre parole, che la nuova legge sull’energia non causa l’abbandono diretto del nucleare, bensì mantiene la situazione attuale infarcendola di una moltitudine di nuove tasse, regolamentazioni, norme e altre restrizioni. Significa prendere le cittadine e i cittadini per imbecilli.

 

4.1. Una parentesi concernente l’energia nucleare

Con una quota del 35-40% del mix elettrico, la forza nucleare è la seconda fonte energetica della Svizzera. Analogamente alla forza idrica, i vantaggi dell’energia nucleare sono una produzione indipendente dalle condizioni meteorologiche e dall’ora della giornata, un basso, livello di emissioni e dei bassi costi di produzione. Secondo la Strategia energetica 2050, questo essenziale supporto alla produzione di elettricità a nastro sarà progressivamente soppresso nel corso dei prossimi decenni (le centrali esistenti non saranno rimpiazzate con delle nuove). 

 Questo modo di procedere è quasi unico al mondo. Solo la Germania s’è impegnata sulla stessa via. Altri paesi che già sfruttano l’energia nucleare costruiscono nuove centrali.[17] Molti Stati arabi cominciano a investire in questa fonte energetica. È totalmente falso pretendere che tutto il mondo stia abbandonando il nucleare. È vero il contrario: attualmente, 446 centrali nucleari sono in servizio nel mondo intero, 60 sono in corso di costruzione e altre 125 sono già progettate. Queste cifre indicano chiaramente che l’energia nucleare continuerà a rivestire un ruolo molto importante.

Anche la ricerca in questo settore è tutt’altro che cessata. Oltre alla costruzione di centrali della generazione 3+ (in particolare EPR in Francia e in Finlandia), si stanno sviluppando nuovi reattori della 4a generazione. La 4a generazione non solo accresce il rendimento del combustibile nucleare, ma offre anche una sicurezza detta “intrinseca”. Ciò significa che per delle ragioni semplicemente fisiche, una fusione del nucleo del reattore non è più possibile e che il calore residuo del combustibile non richiede più un raffreddamento attivo. Un prototipo di tale centrale è atteso per gli anni 2030. 

 

Interventi massicci nella libertà personale dei cittadini

Degli interventi nella libertà personale dei cittadini e delle restrizioni sono pure previsti a livello di consumo d’energia: è previsto di abbassare il consumo energetico annuale per persona del 16% entro il 2020 e del 43% entro il 2035, rispetto al suo livello del 2000. Secondo il consigliere nazionale Wasserfallen (PLR/BE), questo consumo corrisponde a quello della fine degli anni ’60.

Dei cambiamenti interverranno anche nel settore della mobilità: a Svizzera potrà importare unicamente delle vetture particolarmente ecologiche. I valori limite per il CO2 saranno abbassati adattati al livello UE. In altre parole, le nuove vetture non dovranno emettere mediamente più di 96 grammi di CO2 per chilometro.

 

5. Conclusione

Riassumendo, si constata che la nuova legge sull’energia, prima parte della Strategia energetica 2050, impone delle condizioni insopportabili alle imprese, alla popolazione laboriosa, ai consumatori, ai contribuenti, alle famiglie, agli abitanti delle regioni periferiche e di montagna, ai cantoni, in breve a tutti i settori della vita. Il mercato libero non è più che un simbolo, e uno Stato onnipotente riflette, dirige e incassa…

Più imposte e tasse, più sovvenzioni e prescrizioni, più dipendenza dall’estero, ma meno energia, meno libertà, meno sicurezza e meno qualità di vita, ecco gli effetti della disastrosa nuova legge sull’energia.

Partendo da quest’analisi, la direzione di UDC Svizzera ha deciso di lanciare il referendum contro questa disastrosa legge sull’energia. È assolutamente necessario che il popolo svizzero possa pronunciarsi, finché è ancora possibile, su questo enorme onere finanziario supplementare e bloccare la distruzione di un approvvigionamento energetico sicuro e finanziariamente sostenibile.

L’UDC fa appello al ceto medio e alle PMI per combattere questo attacco frontale contro la prosperità del nostro paese, impedire al più presto la Strategia energetica 2050 e aprire la via a un approvvigionamento energetico efficace, finanziariamente sostenibile e che serva effettivamente agli interessi della Svizzera, delle sue cittadine e dei suoi cittadini.

 

6. Allegato

L’illusione della Strategia energetica 2050 – affermazioni e fatti

L’energia nucleare è un modello di fine serie – il futuro appartiene alle energie rinnovabili

A parte la Svizzera e la Germania, nessun paese ha per il momento l’intenzione di rinunciare allo sfruttamento dell’energia nucleare. Ci sono delle buone ragioni per questo: le centrali nucleari sono imbattibili per ciò che concerne il carico di base e la produzione per unità di superficie. Inoltre, esse generano poche emissioni. Fintanto che non esiste un mezzo ragionevole per immagazzinare l’energia, il nucleare continuerà a determinare la via in molti paesi (non è un caso se attualmente 212 centrali nucleari son in costruzione o progettate nel mondo intero; questi impianti funzioneranno almeno per 50 anni)[18].

La ricerca nel settore nucleare è pure continuata. Da notare che i reattori della quarta generazione saranno commercialmente sfruttabili fra 20 o 30 anni.

 

Le energie rinnovabili non sono sufficientemente sostenute

La Svizzera consacra attualmente circa 1,5 miliardi di franchi l’anno al sostegno delle energie rinnovabili. La ricerca nucleare rappresenta appena 25-50 milioni di franchi l’anno (partecipazione a programmi, ecc.). In assenza di tecniche adeguate per lo stoccaggio energetico, la promozione delle energie rinnovabili non ha alcun senso, perché queste risorse producono unicamente in certe condizioni meteorologiche (sole o vento), addirittura solo di giorno. Nonostante l’enorme sovvenzionamento, la quota delle energie rinnovabili nel mix elettrico svizzero è di un modesto 2,2%.

 

La nuova legge sull’energia crea posti di lavoro

Anche questa affermazione è falsa. In realtà, l’incentivazione delle energie rinnovabili crea sì degli impieghi in un primo tempo, ma questi vengono soppressi al più tardi[19] quando cessa il sovvenzionamento. L’esempio più clamoroso è la Germania che ha sostenuto la sua industria del solare, mentre questo ha dovuto alla fine sopprimere un mucchio di posti di lavoro cedendo il suo know-how alla Cina (che ha ottenuto queste tecniche quasi gratis, rilevando queste imprese). Oltre a ciò, questo sovvenzionamento delle energie rinnovabili ha provocato delle soppressioni di impieghi nelle aziende tradizionali, per cui il bilancio in termini di posti di lavoro risulta alla fine negativo.

 

La nuova legge sull’energia ci rende indipendenti dall’estero

È vero il contrario. L’elettricità non rappresenta che il 25% del consumo totale di energia, il saldo essendo coperto dalle risorse fossili (petrolio, gas, ecc.). L’abbandono del nucleare che la nuova legge sull’energia esige, riduce la produzione elettrica, per cui non si potranno più sostituire le energie fossili, addirittura saremo costretti a importarne di più. L’obiettivo di una politica energetica ragionevole dovrebbe essere, al contrario, di aumentare la produzione di elettricità al fine di rimpiazzare il più possibile le energie fossili. Ed è esattamente ciò che la nuova legge sull’energia impedisce di fare riducendo la produzione elettrica.

 

Il problema dell’eliminazione delle scorie radioattive non è risolto – l’abbandono del nucleare è quindi inevitabile

Anche questo è falso. In realtà, tecnicamente l’eliminazione delle scorie nucleari non è un problema, ma la sinistra aggrava sistematicamente la situazione. Altri paesi, come la Finlandia e la Svezia, hanno non soltanto dei depositi di scorie debolmente o mediamente radioattive, bensì anche dei posti di stoccaggio di scorie altamente radioattive. D’altronde, anche in caso d’abbandono dell’energia nucleare la produzione di scorie radioattive non cesserebbe (medicina, industria, ricerca). Queste attività generano circa il 25% di tutte le scorie radioattive annuali.

 

Mix elettrico svizzero nel 2014 – forza idrica ed energia nucleare,
i principali pilastri[20]

Assicurando il 94,3% della produzione elettrica, la forza idrica e l’energia nucleare sono le colonne portanti del mix elettrico svizzero. Le energie rinnovabili rappresentano solo il 2,2% di questa produzione, mentre sono sovvenzionate a colpi di quasi un miliardo di franchi l’anno.

 


[1] La maggior parte di queste tasse arriverà con la 2a fase della Strategia energetica (sistema d’incentivazione nel settore del clima e dell’energia). Fonte : messaggio del Consiglio federale sull’articolo costituzionale per sistema d’incentivazione nel settore del clima e dell’energia, tabella 2, p. 7897 del testo tedesco

[2] Un riassunto dei costi si trova nel capitolo 2, pag. 6 e seg.

[3] In più della tassa attuale di 1,5 ct. per KWh.

[4] In più della tassa attuale di 22 ct. per litro di olio da riscaldamento

[5] Consumo di 8 litri / 100km.

[6] Aumento dei prezzi dell’1% calcolato sulla base delle spese di consumo medie di un’economia domestica (5437 franchi al mese)

[7] Nel 2014 la produzione annuale di tutti gli impianti eolici e fotovoltaici in Svizzera ha raggiunto 942 GWh, ossia il 3,9% della produzione annuale di tutte le centrali nucleari!

[8] swisselectric, Economicità delle centrali elettriche esistenti, 2015.

[9] Cf. in. parl. Rösti 16.448 e 16.452.

[10] Si tratta di stime approssimative, ma in ogni caso molto prudenziali.

[11] Il sistema d’incentivazione nel settore del clima e dell’energia tassa tutti gli agenti energetici. La tassa sul CO2 e la RPC saranno sostituite da una tassa generale sull’energia, come pure i carburanti che attualmente non sono soggetti a tale prelievo. Durante la fase di transizione, si assisterà addirittura a una doppia imposizione (la RPC e la tassa sul CO2 continueranno a essere prelevate in un primo tempo).

[12] AES Wege in die neue Stromzukunft – rapporto finale, 2012

[13] 18 miliardi di franchi entro il 2050. Fonte : messaggio concernente la legge federale sulla trasformazione e l’ampliamento delle reti elettriche.

  1. Il messaggio del Consiglio federale è stato adottato il 28.10.15. Poiché questo progetto esige una modifica della Costituzione federale, quindi l’approvazione di popolo e cantoni, non si sa quando sarà sottoposto al parlamento e al sovrano. Se la riforma fiscale fallisce in votazione popolare, la SE 2050 sarà di fatto affossata, perché più della metà della strategia si basa su questa riforma.

 

[15] La domanda supplementare di elettricità e la sostituzione delle centrali nucleari esistenti sarebbero compensate come segue : ¼ con il potenziamento della forza idrica, ¼ con energie rinnovabili (solare, eolico, biomassa) e con l’aumento dell’efficienza energetica, ½ con la costruzione di una nuova centrale nucleare secondo la tecnica più recente.

[16] La quota esatta dell’energia nucleare varia di anno in anno, in particolare a causa della durata delle interruzioni dovute alle revisioni.

[17] Producendo il 76% della sua elettricità partendo dall’energia nucleare, la Francia sta costruendo attualmente una centrale dell’ultima generazione a Flammanville in Normandia. Essa dovrà anche rinnovare, durante i prossimi decenni, il suo parco di 58 centrali nucleari. La Cina sta attualmente costruendo 20 centrali e progettandone altre 37; 5 centrali sono in costruzione in India e altre 2 sono in corso di pianificazione; gli Stati uniti stanno costruendo 4 centrali e progettandone altre 11. Anche il Giappone, colpito nel 2011 dall’incidente di Fukushima, sta attualmente realizzando 2 nuove centrali nucleari e pianificandone altre 9. Fonte<<. Forum nucleare (nuclearplanet.ch).

[18] Fonte: Forum nucleare.  Oltre a delle centrali nucleari progettate e in costruzione, 446 centrali sono attualmente in servizio nel mondo, di cui 100 negli Stati uniti, 58 in Francia e 43 in Giappone, per non citare che i maggiori produttori di elettricità nucleare.

[19] La soppressione di posti di lavoro ha luogo ben prima, come confermano gli esempi dei subappaltatori del settore solare come Sputnik Engineering a Bienne (fallita nel 2014, soppressione di 271 impieghi) o della Meyer Burger a Thun (soppressione di 250 impieghi entro la fine dell’anno).

[20] Fonte: UFEN, Statistica elettrica svizzera 2014

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