Giornale del partito UDC-Parlar chiaro luglio 2022

La neutralità è fondamentale per la Svizzera

Il Consiglio federale e gli altri partiti stanno abbandonando scelleratamente la neutralità. Così facendo, mettono in pericolo uno dei pilastri dello Stato svizzero, nonché un prerequisito per la pace e la stabilità.

È sorprendente la rapidità con cui certi partiti e certi politici cambiano opinione. È particolarmente tragico quando si tratta di questioni fondamentali come la neutralità.

I presidenti di PLR e del Centro, Thierry Burkart e Gerhard Pfister, sostengono l’insensata politica delle sanzioni del Consiglio federale. Chiedono persino la consegna di armi e munizioni a Stati in guerra come l’Ucraina. Vogliono spingere la Svizzera nelle braccia della Nato. E in generale mettono in dubbio la neutralità armata della Svizzera.

Risparmiati dalle guerre mondiali grazie alla neutralità

L’attacco a una politica di neutralità solida, credibile e coerente sta causando gravi danni alla Svizzera. Dopotutto, la neutralità è uno dei principi cardine più importanti per il nostro Paese. Ci garantisce sicurezza, pace e stabilità a lungo termine. Al Congresso di Vienna del 1815, la neutralità fu sancita e garantita a livello internazionale alla Confederazione Svizzera. Da allora, il nostro Paese – e soprattutto il nostro Popolo! – sono stati risparmiati dalle guerre.

Grazie alla neutralità, siamo sopravvissuti indenni anche alle due guerre mondiali. Ma la tradizione della neutralità risale a tempi ancora più remoti: essa è infatti citata nei documenti della Dieta federale già nel 1647. Ed è ancorata al diritto internazionale e anche nella nostra Costituzione federale.

“Conservazione dell’indipendenza, della sicurezza e del benessere”.

Il diritto inerente alla neutralità prescrive in modo vincolante il comportamento degli Stati neutrali: Non possono partecipare a conflitti armati e non possono favorire le parti in conflitto (ad esempio fornendo armi o munizioni). Inoltre, devono garantire l’inviolabilità del loro territorio per non rappresentare un vuoto a livello di sicurezza. La neutralità non è quindi una lista di desiderata.

Dal punto di vista politico è impegnativo, ma dobbiamo sempre chiarire a noi stessi e al mondo il suo significato. Non è il risultato di una spietata avidità di profitto, ma serve a “salvaguardare l’indipendenza, la sicurezza e il benessere del nostro Paese”, come scrive il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

Armati, neutrali e pacifici

Grazie alla sua neutralità, la Confederazione ha la facoltà di offrire i suoi buoni uffici e mediare in modo credibile nei conflitti internazionali. È proprio questo ruolo che il Consiglio federale si è giocato con la sua cieca accettazione delle sanzioni dell’UE.

L’UDC esige quindi un immediato ritorno alla neutralità integrale e armata. Ciò significa: non interferire nei conflitti esteri, essere in grado di difendersi se necessario e, ove possibile, agire come mediatore.

E per tutte le banderuole politiche: Se tutti i Paesi fossero neutrali come la Svizzera, non ci sarebbero guerre nel mondo.

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