Giornale del partito UDC-Parlar chiaro settembre 2022

Evita il disastro energetico con l’UDC

Se il fronte rosso-verde continua ad andare avanti così, rimarremo senza elettricità durante l’inverno. L’UDC ha una chiara contro-strategia per garantire una fornitura di energia elettrica sicura e conveniente.

L’estate del 2022 passerà alla storia come una delle più calde e belle di sempre. E cosa fanno i media? Si lagnano. Ma le nostre preoccupazioni sono completamente diverse: rischiamo di rimanere senza elettricità già dal prossimo inverno.

Ma il disastro era già prevedibile. L’UDC aveva già messo in guardia dai problemi di approvvigionamento e dai costi spaventosi durante la votazione sulla Strategia Energetica 2050. Abbiamo avvertito che presto avremmo dovuto fare delle docce fredde. E cosa hanno fatto gli altri partiti? Ci hanno riso in faccia. Oggi nessuno di loro ride più. 

Per un approvvigionamento energetico sicuro e conveniente
Le politiche della sinistra e dei Verdi sono responsabili del disastro. C’è un piano perfido dietro tutto ciò: dopo il Covid-Lockdown, vogliono l’Energy-Lockdown. Così potranno imporre la loro eco-dittatura su tutti noi. Un’economia pianificata in salsa verde.

Non con l’UDC! Un approvvigionamento energetico sicuro, indipendente e conveniente ha la priorità assoluta. Ecco perché l’UDC esige: l’investimento di 20 miliardi di franchi atti a garantire la fornitura di sufficiente elettricità durante gli inverni. Le centrali nucleari esistenti devono continuare a funzionare. Non ci devono essere divieti tecnologici. Le centrali nucleari di ultima generazione devono essere progettate e costruite immediatamente. Gli obiettivi di riduzione della CO2 devono essere rinviati. Il diritto delle associazioni di opporsi all’espansione della produzione di energia idroelettrica dev’essere sospeso.

Distruggere la sicurezza alimentare? No!
Anche la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare è in gioco il prossimo 25 settembre. Con la loro iniziativa sull’allevamento intensivo, gli ambienti di sinistra e i Verdi vogliono frenare l’agricoltura produttiva e trasformarci in una nazione di vegetariani. Ma la loro iniziativa è controproducente: se venisse accettata, porterebbe a un aumento delle importazioni. Anche se è chiaro che all’estero gli animali sono tenuti molto peggio che in Svizzera. Allo stesso tempo, il grado di autosufficienza diminuirebbe. Ecco perché abbiamo bisogno di un chiaro “No” il 25 settembre!

Anche gli altri due temi in votazione sono importanti: per garantire il primo pilastro anche in futuro, la riforma dell’AVS deve essere accettata. L’UDC raccomanda anche un Sì alla riforma dell’imposta preventiva. Riporterà in Svizzera il denaro che è fluito all’estero. Tutti noi ne traiamo beneficio.

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Circa l‘autore
UDC Presidente del partito UDC Svizzera (TI)
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