La Svizzera deve alleggerire l’economia e ridurre i propri costi di regolamentazione. L’UDC chiede al Consiglio federale di presentare un primo programma di alleggerimento entro la sessione speciale.
Lamentarsi e arrabbiarsi serve a poco. Il presidente americano Donald Trump sta solo mantenendo le sue promesse elettorali: aveva annunciato dazi massicci sul commercio estero e ora li sta attuando. La Svizzera, come economia di esportazione, ne risentirà.
Siamo puniti per il nostro successo.
Qual è il segreto del modello di successo svizzero?
Politicamente la Svizzera è uno Stato indipendente e neutrale. Grazie alla democrazia diretta abbiamo un sistema statale migliore, dove la popolazione ha l’ultima parola. Possiamo decidere da soli cosa vogliamo e cosa non vogliamo.
Economicamente la Svizzera è uno Stato liberale. Abbiamo meno burocrazia rispetto all’UE. Abbiamo (ancora) tasse più basse rispetto a Stati simili e abbiamo abolito tutti i dazi industriali nel 2024. Abbiamo un mercato del lavoro liberale, anche se i nostri sindacati stanno cercando di distruggere questo modello di successo.
Legame distruttivo con l’UE disastrata
La decisione americana sulle tariffe doganali è un nuovo ostacolo per l’economia svizzera. Le nostre aziende soffrono anche della frenesia normativa dell’UE. Queste, proprio come i dazi protettivi, fanno aumentare i costi e danneggiano la competitività.
La cosa più stupida sarebbe legarci all’UE in crisi per pura follia, come vogliono i sostenitori dell’adesione all’UE e alcune associazioni economiche.
Gli Stati Uniti già accusano il nostro Paese di aver creato ostacoli indiretti al commercio (in particolare nel settore dell’ambiente e degli alimenti) adottando le normative dell’UE. Per questo motivo la Svizzera viene punita con dazi reciproci. In confronto, al Regno Unito – che ha lasciato l’UE – gli Stati Uniti impongono tariffe di “solo” il 10%. Il britannico “Telegraph” ha titolato che la Brexit è stata “la migliore decisione che il Regno Unito abbia mai preso”.
Il previsto trattato di sottomissione all’UE peggiorerebbe ulteriormente la situazione per il nostro paese. Dovremmo adottare automaticamente tutte le leggi UE esistenti e future.
Rafforzare il modello di successo svizzero
La nostra risposta deve essere: la Svizzera deve continuare a sviluppare i suoi punti di forza. Dobbiamo essere migliori degli altri.
Se i costi aumentano, alla Svizzera non resta altra scelta che ridurre i propri costi, soprattutto in campo burocratico e normativo.
L’UDC chiede al Consiglio federale di presentare un primo programma di sgravio entro la sessione straordinaria (5 maggio).
Nello specifico, le misure sono le seguenti:
Dobbiamo crescere con le nostre forze. Dobbiamo contrastare le condizioni quadro sfavorevoli dell’UE e degli USA, con un programma di sgravio globale per l’economia e quindi per i cittadini.
[1] – Secondo le indagini dell’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), i costi della regolamentazione in Svizzera rappresentano il 10% del valore aggiunto totale. Si tratta di circa 70 miliardi di franchi all’anno che evaporano nel calderone burocratico UE/Svizzera
-La regolamentazione ambientale costa alle imprese svizzere oltre 2 miliardi di franchi all’anno
-Le numerose norme per la supervisione del mercato del lavoro gravano sulle imprese e sui dipendenti con diversi miliardi di franchi all’anno
-Meno norme edilizie semplificano e riducono i costi di costruzione di case in Svizzera