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La televisione svizzera manipola i dati relativi all’asilo e all’immigrazione: l’UDC chiede una rettifica

Il Tagesschau (telegiornale SRF) dà l’impressione che il numero delle richieste di asilo sia in forte calo. E omette di dire che 165’000 persone sono immigrate in Svizzera. Questa informazione manipolatoria deve essere corretta.

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Il Tagesschau della televisione svizzera induce in errore il pubblico.

Lunedì, la conduttrice del Tagesschau ha annunciato: «Il numero delle richieste di asilo è in calo». E continua: «L’anno scorso 26’000 persone hanno presentato domanda di asilo, un numero leggermente inferiore rispetto all’anno precedente. Allo stesso tempo, circa 83’000 persone hanno lasciato la Svizzera, come dimostrano gli ultimi dati della Segreteria di Stato della migrazione».

Questa presentazione è manipolatoria.

Si finge che «solo» 26’000 migranti abbiano presentato domanda di asilo in Svizzera e che 83’000 migranti richiedenti asilo abbiano lasciato il Paese.

Questo non è corretto.

I dati vengono manipolati per dare l’impressione che l’immigrazione in Svizzera stia complessivamente diminuendo in modo importante.

Anche questo è falso.

Secondo la Segreteria di Stato della migrazione, lo scorso anno sono immigrate circa 165’000 persone. Questo dato è stato omesso dal telegiornale.

La migrazione netta ammonta quindi a 82’000 persone per quanto riguarda la popolazione straniera residente permanente. A queste si aggiungono circa 13’000 cittadini ucraini con statuto di protezione S e 26’000 domande d’asilo.

La SRG pratica un giornalismo manipolatorio in relazione al dibattito sull’immigrazione «No a una Svizzera da 10 milioni!». La SRG viola il proprio dovere di informazione e imparzialità.

Anche la televisione svizzera non riporta alcuna notizia critica: le prime richieste di asilo in Svizzera sono solo leggermente in calo: meno 7%. In Germania, invece, il numero delle prime richieste di asilo si è dimezzato grazie a maggiori controlli alle frontiere e ai rimpatri. Il Tagesschau non colloca i dati svizzeri in un contesto generale. La SRG, di orientamento progressista, protegge evidentemente il responsabile dell’asilo Beat Jans, anch’egli di sinistra, da domande critiche.

Non è sufficiente che la televisione svizzera pubblichi un corrigendum nascosto sulla propria homepage.

L’UDC chiede una rettifica completa nell’edizione principale del Tagesschau, con cifre e contesti corretti.

 
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