L’UDC prende in parola il Consiglio federale: la Svizzera non deve essere trascinata in conflitti altrui

L’UDC si rammarica per la bocciatura dell’Iniziativa sulla neutralità. In tempi incerti, soprattutto, sarebbe servita come importante punto di riferimento la Confederazione, ma evidentemente l’elettorato svizzero ha creduto alle rassicurazioni del Consiglio federale secondo cui la Svizzera resterà neutrale anche in futuro. L’UDC prende in parola il Consiglio federale e invita in particolare il ministro degli esteri Ignazio Cassis a mantenere le proprie promesse.

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Profondamente radicata nella popolazione, la neutralità appartiene al DNA degli svizzeri ed è considerata da molti un elemento costitutivo della nostra identità.

Grazie alla neutralità, la Svizzera non conduce più guerre da 500 anni ed è stata risparmiata dai conflitti per 200 anni. La neutralità ha garantito al nostro Paese e alla nostra popolazione pace, sicurezza, prosperità e credibilità.

Riprendendo senza riserve le sanzioni straniere, il Consiglio federale ha però rinunciato alla nostra neutralità. Le conseguenze sono evidenti: all’estero non siamo più percepiti come un Paese neutrale, importanti negoziati di pace non si tengono più in Svizzera e la Russia è sul punto di espropriare aziende svizzere come Nestlé.

L’UDC prende atto con rammarico del fatto che la maggioranza degli elettori abbia comunque respinto l’iniziativa sulla neutralità. Evidentemente gli svizzeri hanno creduto alle rassicurazioni del Consiglio federale e confidano nella sua volontà di preservare la neutralità. Durante la campagna di votazione, il ministro degli esteri Cassis ha infatti sottolineato che il Consiglio federale è «convinto della neutralità armata e permanente così come la conosciamo già oggi». In un discorso ha inoltre dichiarato: «La Svizzera era neutrale. È neutrale. E resterà neutrale». L’UDC prende quindi in parola il Consiglio federale: la Svizzera non deve essere trascinata in conflitti stranieri.

Sconfitta per il diktat vegano
L’UDC prende atto con soddisfazione del netto rifiuto dell’iniziativa sull’alimentazione. Le elettrici e gli elettori non si sono lasciati ingannare dal titolo fuorviante dell’iniziativa e hanno chiaramente respinto questo diktat vegano mascherato.

Questo NO inequivocabile è un SÌ alla libertà di scelta delle consumatrici e dei consumatori svizzeri e all’agricoltura svizzera. L’approvvigionamento della popolazione con derrate alimentari locali di qualità ineccepibile resta così garantito.

No all’ingerenza dell’UE
Con l’iniziativa sull’alimentazione è stata respinta un’altra iniziativa dell’estrema sinistra. La popolazione ne ha abbastanza della politica paternalistica della sinistra ecologista, che vuole continuare a dettarci che cosa possiamo o non possiamo mangiare.

Gli accordi previsti con l’UE si spingono tuttavia più oltre. L’accordo UE sulla sicurezza alimentare sembra innocuo, ma in realtà costituisce uno strumento di regolamentazione di vasta portata: l’UE vuole regolamentare l’intera catena alimentare «dal campo alla tavola». L’agricoltura svizzera ne sarebbe pesantemente colpita.

Per questo motivo, il pacchetto di trattati, un vero e proprio diktat dell’UE, deve essere respinto nel suo insieme. In caso contrario, la popolazione svizzera non avrebbe più voce in capitolo e la nostra democrazia diretta verrebbe messa fuori gioco. La nostra autodeterminazione è oggi minacciata dalla tutela dell’Unione europea.

 
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