I turboeuropeisti e i politici insofferenti verso la Svizzera vogliono far passare a tappe forzate il trattato di sottomissione all’UE in Parlamento. Oggi, lunedì, il Consiglio degli Stati ha iniziato a esaminarlo.
In appena quattro mezze giornate si vorrebbero liquidare sia il trattato di 2’000 pagine, sia le 20’000 pagine di regolamentazioni dell’UE. In questo modo non è possibile esaminare seriamente il contenuto del trattato e le sue conseguenze devastanti per la democrazia svizzera e il nostro federalismo.
Luci d’avvertimento davanti a Palazzo federale
Di conseguenza, questa sera, il gruppo parlamentare UDC si è riunito in Piazza federale dotato di luci d’avvertimento, mettendo in guardia la popolazione svizzera dal trattato di sottomissione all’UE.
Il Presidente del partito Marcel Dettling, la Vicepresidente Céline Amaudruz e il Consigliere nazionale Paolo Pamini mettono in guardia: «Attenzione, care svizzere e cari svizzeri! La nostra democrazia e i nostri diritti popolari sono in pericolo! Il pericolo viene da Palazzo federale. I politici di sinistra e quelli insofferenti verso la patria, vogliono sottomettere la Svizzera all’UE. In Parlamento il trattato con l’UE e le 20’000 pagine di regolamentazioni europee non vengono neppure esaminati con attenzione. Si inscena soltanto una discussione fittizia su due adeguamenti legislativi e una nuova legge sulla sorveglianza. Non è ancora troppo tardi, care svizzere e cari svizzeri. Battetevi insieme a noi contro il trattato di sottomissione all’UE!»
Tradimento della maggioranza dei Cantoni
La ripresa automatica del diritto dell’UE e la Corte di giustizia dell’UE (CGUE), alla quale spetta l’ultima parola, segnano la fine della sovranità svizzera. I trattati con l’UE previsti non costituiscono un accordo tra pari. Rappresentano la graduale sottomissione della Svizzera a giudici stranieri, leggi straniere e funzionari stranieri a Bruxelles.
Un tempo la maggioranza dei Cantoni era lo scudo che proteggeva i Cantoni dalla supremazia centralista. Oggi viene tradita da Consiglieri agli Stati che dovrebbero invece essere la voce dei Cantoni, sottomettendosi addirittura all’UE centralista.
È al contempo uno spettacolo desolante e un monito: ecco come i politici insofferenti verso la Svizzera a Palazzo federale trattano la nostra democrazia e il federalismo.
Sacrificano l’autodeterminazione della Svizzera. È un tradimento storico della maggioranza dei Cantoni e della democrazia diretta!