Uno schiaffo ai Consiglieri federali pro-UE Cassis e Jans: il Consiglio degli Stati vuole una votazione popolare con la maggioranza dei Cantoni

Il dibattito sull’UE al Consiglio degli Stati ha dimostrato che la maggioranza è favorevole al trattato di sottomissione all’UE. La Svizzera dovrebbe dunque ridursi a eseguire gli ordini di Bruxelles. Però, il Consiglio degli Stati vuole perlomeno che questo trattato di 2’000 pagine sia obbligatoriamente sottoposto al voto del Popolo svizzero e dei Cantoni.

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I Consiglieri federali pro-UE Cassis e Jans hanno ricevuto uno schiaffo dal Consiglio degli Stati. Intendevano imporre il trattato di sottomissione all’UE senza votazione popolare e senza il consenso dei Cantoni. Il Consiglio degli Stati si è però opposto a questo colpo di Stato tout court e con 23:17 voti si è espresso a favore di una votazione sul pacchetto di trattati con l’UE che richieda anche la maggioranza dei Cantoni, ergo a favore di una votazione popolare obbligatoria.

A dicembre il Consiglio nazionale si pronuncerà sul dossier UE. Per l’UDC è chiaro: nel rispetto della nostra democrazia e del federalismo, questo trattato di 2’000 pagine con l’UE deve essere obbligatoriamente sottoposto al voto del Popolo e dei Cantoni. Qualsiasi altra soluzione sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti della nostra tradizione democratica e dei Cantoni.

Anche molti Consiglieri agli Stati del PLR e de Il Centro contro i trattati con l’UE
È inoltre positivo che l’opposizione all’intero pacchetto di trattati con l’UE stia crescendo: 15 membri del Consiglio degli Stati respingono integralmente il progetto. Oltre ai sei membri della delegazione UDC, vi sono il Consigliere agli Stati ginevrino Mauro Poggia (MCG) e i quattro Consiglieri agli Stati del PLR Severin Brüngger (SH), Thierry Burkart (AG), Martin Schmid (GR) e Hans Wicki (NW). A questi si aggiungono la Consigliera agli Stati de Il Centro Heidi Z’graggen e i suoi colleghi Daniel Fässler (AI), Peter Hegglin (ZG) e Beat Rieder (VS).

In che cosa consiste il trattato di sottomissione all’UE? La Svizzera dovrebbe recepire in un solo colpo 20’000 pagine di regolamentazioni dell’UE, nonché tutto il futuro diritto dell’UE che ancora non conosciamo, per esempio in materia d’immigrazione. A decidere non saremmo più noi Svizzere e Svizzeri, bensì i commissari, i burocrati e i giudici dell’UE. E per questo la Svizzera dovrebbe versare ogni anno altri miliardi a Bruxelles.

Peggio di un trattato coloniale
L’UE emana le leggi e la Svizzera deve recepirle e applicarle. Se la Svizzera non vuole recepire una regolamentazione dell’UE, quest’ultima può punirci con «misure compensative», vale a dire misure punitive. Il Consigliere agli Stati dell’UDC Marco Chiesa parla di una «camicia di forza» per la nostra democrazia diretta.

L’intera costruzione viene eufemisticamente definita «recepimento dinamico del diritto». Il Consigliere agli Stati de Il Centro Beat Rieder usa parole chiare: «Firmerei mai un trattato del quale non conosco il futuro contenuto e sul quale non posso codecidere, ma soltanto partecipare alla discussione? […] Non lo farei mai». Secondo Beat Rieder, l’Impero britannico concedeva alle proprie colonie più diritti di quanti l’UE ne conceda alla Svizzera. «L’espressione ‘trattato coloniale’ è sbagliata, perché è troppo blanda.»

Il Consigliere agli Stati de Il Centro Peter Hegglin: «Sono un federalista convinto. Non voglio che in futuro l’UE detti alla Svizzera la propria legislazione».

I politici insofferenti verso la Svizzera vogliono aderire all’UE
Benché oggi il Consiglio degli Stati si sia espresso a favore di una votazione popolare obbligatoria con la maggioranza dei Cantoni, la maggioranza della Camera vuole il trattato di sottomissione all’UE. Questi politici insofferenti verso la Svizzera vogliono sacrificare la nostra democrazia, i nostri diritti popolari e il nostro federalismo. Vogliono sostituire il nostro modello svizzero di successo con la burocrazia antidemocratica dell’UE.

Il Consigliere agli Stati dell’UDC Hannes Germann mette in guardia dal «mostro burocratico dell’UE»: «Mi limito a citare il regolamento generale sulla protezione dei dati; il regolamento sui servizi digitali; la legge sulle catene di approvvigionamento, un mostro sul quale ora bisogna fare marcia indietro; il regolamento sulla deforestazione; il Green Deal, che sta espellendo da questo continente l’intera economia produttiva europea».

Come si prosegue? Il pacchetto di trattati con l’UE sarà sottoposto al Consiglio nazionale durante la sessione invernale.

Gli euroturbo vogliono continuare a impedire una votazione popolare con la maggioranza dei Cantoni. Non vogliono un vero dibattito sul trattato di 2’000 pagine con l’UE. Gli accordi controversi vengono rinviati. Parlano di «recepimento dinamico del diritto», intendendo però l’esautoramento del potere di Popolo e Cantoni.

L’obiettivo è chiaro: il Consiglio federale e gli euroturbo vogliono ingannare la popolazione svizzera e condurla gradualmente nell’UE.

 
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