Immigrazione incontrollata ed esperimenti scolastici di sinistra: la scuola dell’obbligo svizzera deve essere salvata!

La Svizzera ha avuto a lungo un sistema educativo esemplare. Oggi, invece, la scuola dell’obbligo è in crisi. I diplomati non dispongono nemmeno più delle competenze di base. L’UDC Svizzera adotta il suo nuovo documento sulla formazione intitolato «Vie d’uscita dalla crisi della scuola dell’obbligo».

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Disordini di Capodanno, caos nell’asilo, calo del livello di istruzione, élite politiche che vogliono svuotare la nostra neutralità e la nostra sovranità: «La Svizzera sta andando in rovina». Con questa constatazione il presidente del partito Marcel Dettling ha aperto l’assemblea dei delegati UDC a Näfels (GL). «Chi vuole una politica diversa deve rimuovere e bocciare questa élite decadente. Se vogliamo fermare il degrado della Svizzera, c’è una sola scelta: più UDC! Solo così potremo tornare ai valori svizzeri che hanno reso il nostro Paese un successo».

La scuola deve adempiere al suo mandato fondamentale, non diffondere ideologie di sinistra
La scuola dell’obbligo svizzera è in crisi. Un diplomato su quattro in Svizzera non sa leggere correttamente né comprendere testi semplici. Anche le competenze di base in matematica non sono più garantite.

L’analisi è allarmante, ha riassunto il consigliere nazionale Benjamin Fischer illustrando la situazione attuale: «Riforme scolastiche di sinistra come la scuola integrativa o il Lehrplan 21 sono tra le principali responsabili del declino della scuola dell’obbligo. A ciò si aggiungono i problemi dell’immigrazione incontrollata: una percentuale troppo elevata di bambini allofoni rende impossibile l’apprendimento nelle classi. Ne derivano costi elevati, problemi di violenza e disciplina, nonché conflitti culturali».

Quattro professionisti della formazione hanno illustrato i problemi più urgenti della scuola dell’obbligo: Thomas Berset (insegnante) ha parlato dell’aumento della violenza nelle scuole; Klaus Rüdiger (consigliere scolastico UDC SG) del forte incremento degli allievi allofoni; Rico Vontobel (docente di scuola media) delle riforme scolastiche fallite; Philippe Jobin (consulente per la formazione) delle preoccupazioni legate alla formazione professionale. A chiudere è stato il noto psicologo ed esperto di violenza giovanile Allan Guggenbühl. Egli ha mostrato i limiti della società multiculturale: «Una percentuale troppo elevata di stranieri sovraccarica le scuole». Occorre prevenire la formazione di sottoculture e tornare a concentrarsi sui valori svizzeri. «La scuola non dovrebbe essere un terreno di gioco ideologico, ma concentrarsi sul suo mandato fondamentale».

Un ampio gruppo di lavoro dell’UDC Svizzera ha presentato un nuovo documento sulla formazione: «Con testa, cuore e mano: vie d’uscita dalla crisi della scuola dell’obbligo». Il consigliere nazionale Benjamin Fischer, responsabile della formazione dell’UDC Svizzera, ha chiesto l’adozione del documento da parte dei delegati.

Burocratica, ingiusta, costosa: NO all’imposizione individuale
I delegati UDC hanno inoltre definito le raccomandazioni di voto sui due oggetti sottoposti a votazione. Raccomandano un SÌ all’iniziativa SRG «200 franchi bastano!» e un NO alla legge federale sull’imposizione individuale. La decisione sull’iniziativa SRG è stata presa con 370 voti favorevoli, 10 contrari e 3 astensioni. Il NO all’imposizione individuale è stato deciso con 321 voti contrari, 20 favorevoli e 1 astensione.

A sostegno dell’iniziativa SRG «200 franchi bastano!», il Consigliere nazionale Gregor Rutz ha dichiarato: «Vogliamo ridurre il canone da 335 a 200 franchi per economia domestica. Allo stesso tempo va abolita l’imposta sui media per le imprese, ritenuta incostituzionale. Questo costringerà la SRG a concentrarsi sul suo mandato fondamentale. In questo modo si rafforza la pluralità dei media, concedendo ai media privati maggiore libertà imprenditoriale».

La Consigliera nazionale Monika Rüegger e la Consigliera di Stato nidvaldese Michèle Blöchliger sono giunte a una conclusione comune: «L’imposizione individuale sembra moderna, ma penalizza le economie domestiche con un solo reddito e le famiglie con piccoli secondi redditi. Aumenta in modo massiccio il carico amministrativo: per le 1,7 milioni di dichiarazioni fiscali supplementari servirebbero circa 1’700 nuovi funzionari fiscali. Nei Cantoni disponiamo di un modello molto più semplice per eliminare la penalizzazione del matrimonio, ossia lo splitting. Questo modello potrebbe essere introdotto senza problemi anche nell’imposta federale».

Il Comitato direttivo del partito ha già deciso venerdì in merito ai seguenti oggetti in votazione:

  • SÌ all’iniziativa sul denaro contante e anche al controprogetto diretto, con preferenza per l’iniziativa in caso di parità.
  • NO all’iniziativa per un fondo per il clima
 
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