I sabotatori all’interno della giustizia e dell’amministrazione continuano a fare della Svizzera un vero eldorado per i criminali del settore dell’asilo e per altri delinquenti stranieri.
In questo modo distruggono la credibilità del nostro Stato di diritto e mettono in pericolo la sicurezza della popolazione svizzera. Il gruppo parlamentare dell’UDC si impegna con caparbietà per una maggiore sicurezza e presenta i relativi atti parlamentari.

Gli stranieri criminali devono lasciare la Svizzera senza se e senza ma. Ciò che in realtà è un mandato costituzionale viene minato dai sabotatori all’interno della giustizia e nell’amministrazione. Secondo il Codice penale, le espulsioni obbligatorie dal territorio nazionale vengono ordinate dai tribunali solo nel 60% dei casi. E delle espulsioni ordinate, soltanto il 63% dei casi viene effettivamente eseguito dalle autorità cantonali.
Questa situazione è insostenibile: rende il nostro Stato di diritto poco credibile, danneggia la nostra democrazia e mette in pericolo la sicurezza della nostra popolazione. Con la mozione «Imparare dalla Danimarca: in caso di pene detentive di lunga durata l’espulsione obbligatoria deve essere resa effettiva», il gruppo UDC chiede con determinazione l’espulsione sistematica degli stranieri autori di gravi reati.
È inoltre inaccettabile che richiedenti l’asilo respinti ignorino l’obbligo di lasciare il Paese e rimangano comunque qui. Anche in questo caso la Svizzera può imparare dalla Danimarca. Con la presentazione della mozione «Imparare dalla Danimarca: rafforzare l’esecuzione delle espulsioni. Obbligo di presentazione regolare per i richiedenti d’asilo respinti.», il gruppo UDC chiede l’introduzione di un obbligo di presentazione per tutti i richiedenti l’asilo respinti. Chi non lo rispetta dovrà indossare un braccialetto elettronico alla caviglia. In questo modo si intendono rafforzare gli incentivi al ritorno volontario nei Paesi d’origine.
La mozione «Nessun permesso di soggiorno per i criminali» mira anch’essa a migliorare la sicurezza della popolazione. In futuro le autorità dovranno verificare sistematicamente l’estratto del casellario giudiziale del Paese d’origine dei richiedenti prima di concedere un permesso di soggiorno. La tragedia dell’incendio di Crans-Montana è solo l’ultimo esempio: nella pratica accade che stranieri con precedenti penali, non noti alle autorità svizzere, ottengano un permesso di soggiorno e mettano a rischio la sicurezza nel nostro Paese.
Con la mozione «Impedire l’upgrade automatico dello status di protezione S dopo cinque anni. Nessuna concessione automatica di permessi di soggiorno e nessuna assistenza sociale superiore a quella destinata alla popolazione svizzera», il gruppo UDC vuole garantire che lo status S rimanga ciò che il Consiglio federale aveva promesso al momento della sua introduzione: temporaneo e orientato al ritorno.
Nessun ulteriore onere per il ceto medio
Il gruppo UDC respinge all’unanimità il messaggio del Consiglio federale «24.073 Attuazione e finanziamento dell’iniziativa per una 13ª rendita AVS». La commissione del Consiglio degli Stati continua a sostenere il finanziamento della 13ª rendita AVS sia con un aumento dei contributi salariali dello 0,3 per cento sia con un aumento dell’IVA dello 0,4 per cento.
Dal punto di vista dell’UDC, un ulteriore onere per il ceto medio che lavora duramente non è un’opzione. Occorre piuttosto intervenire sul lato della crescita della spesa, ad esempio nell’ambito della cooperazione allo sviluppo. Molti di questi fondi infatti non raggiungono il loro scopo o confluiscono in progetti discutibili o superflui come «Rafforzare il ruolo di leadership delle donne per la democrazia in Georgia» oppure «Asia centrale: studio su genere e DRR 2022». Ai Paesi che si rifiutano di riprendere i propri cittadini dovrebbe essere sospeso l’aiuto allo sviluppo.
I pronto soccorso degli ospedali sovraccarichi sono una delle conseguenze negative dell’immigrazione incontrollata. Invece di rivolgersi al medico di famiglia per malattie di lieve entità come un raffreddore, in particolare i migranti sovraccaricano i pronto soccorso. È urgente alleggerire questa situazione. Per questo motivo il gruppo UDC sostiene l’iniziativa parlamentare «17.480 Tassa per i casi di lieve entità nei pronto soccorso ospedalieri», sebbene la proposta sia stata notevolmente annacquata.