Gli euro-turbo a Palazzo federale vogliono ora improvvisamente suddividere il pacchetto di accordi con l’UE. Ricorrono a ogni mezzo, tra sotterfugi e inganni, pur di assoggettare la Svizzera all’UE. Ma ne ricaveremmo solo svantaggi.

Ancora una volta, la popolazione viene presa in giro: secondo la Sonntagszeitung, diversi politici del PLR, del PS e de Il Centro intendono suddividere il pacchetto di accordi con l’UE: vogliono improvvisamente due date di votazione. Il Consigliere nazionale del PLR Simon Michel si esprime – come di consueto – in modo sprezzante: «È un testo troppo complesso da sottoporre interamente al popolo nella stessa domenica». In realtà, Michel è sostenitore dell’UE e teme che gli accordi con l’UE possano fallire alle urne. Per questo ricorre a questi stratagemmi.
Il piano dell’alleanza PLR-PS-Centro prevede che si voti dapprima sulla cosiddetta «parte di stabilizzazione» e solo in un secondo momento sui nuovi accordi. Gli euro-turbo hanno avuto paura, in particolare perché il nuovo accordo sull’elettricità suscita critiche, soprattutto presso i Cantoni e i loro rappresentanti: temono infatti che le aziende elettriche cantonali vengano esautorate dall’UE e che quest’ultima metta le mani sulle nostre riserve di energia idroelettrica.
Per il presidente dell’UDC Marcel Dettling è chiaro quale gioco si stia portando in campo: «Prima si affermava che serviva l’intero pacchetto di accordi con l’UE per ottenere un accordo sull’elettricità. Ora le stesse persone sostengono che il pacchetto debba essere smembrato proprio a causa dell’accordo sull’elettricità. Roba da matti.»
La sottomissione all’UE viene venduta come innocua «stabilizzazione»
«Tentano ancora una volta di ingannare la popolazione», afferma la vicepresidente Magdalena Martullo-Blocher. «La cosiddetta “parte di stabilizzazione” viene presentata come una continuazione degli attuali accordi bilaterali. In realtà, introduce l’adozione automatica del diritto dell’UE e la Corte di giustizia dell’UE come istanza suprema. La Svizzera dovrà accettare sanzioni dell’UE e versare miliardi in base agli accordi. Tutto questo è nuovo! L’UE decide, noi dobbiamo sottometterci. Con questa “parte di stabilizzazione”, dal nome innocuo, la Svizzera viene vincolata e legata per sempre. Anche per tutti i futuri accordi sul mercato interno che seguiranno.»
I nuovi accordi (elettricità, alimenti, sanità) mostrano chiaramente come l’assoggettamento al diritto dell’UE comporti per la Svizzera solo svantaggi. L’accordo sull’elettricità è di fatto fallito e con esso anche il pretesto per la subordinazione istituzionale della Svizzera. Il pacchetto di accordi con l’UE porta solo svantaggi su tutta la linea, così anche nella cosiddetta «parte di stabilizzazione»: «Ad esempio, l’immigrazione dall’UE verrà ulteriormente alimentata», constata il Consigliere nazionale UDC Pascal Schmid. «Dopo cinque anni tutti ottengono un diritto di soggiorno permanente e possono restare per sempre. Anche se sono criminali. Inoltre, il ricongiungimento familiare viene ulteriormente ampliato: potranno venire e restare persino parenti bisognosi di cure e nonni acquisiti. L’immigrazione verso lo Stato sociale svizzero aumenterà sensibilmente. Paghiamo noi.»
Vogliono smantellare il nostro sistema svizzero
Politici in cerca di visibilità come Simon Michel (PLR), Eric Nussbaumer (PS) ed Elisabeth Schneider-Schneiter (Il Centro) non vogliono un lavoro approfondito nelle commissioni e in Parlamento, affinché non emergano le conseguenze disastrose per la Svizzera. Vogliono far passare la cosiddetta parte di stabilizzazione sotto il titolo ingannevole «Bilaterali III», ancora prima delle elezioni del 2027, perché temono il dibattito sull’UE durante la campagna elettorale.
Parlamentari del PLR, de Il Centro e del PS stanno già disattivando il sistema svizzero fondato su democrazia e federalismo, ancora prima che il trattato di sottomissione entri in vigore! Agiscono già come vassalli di Bruxelles, a scapito della nostra democrazia e dei cittadini svizzeri.