Dieci volte più tasse per le famiglie? No all’imposizione individuale antisociale!

La legge federale sull’imposizione individuale, che voteremo l’8 marzo, intende rendere il sistema fiscale più equo, ma in realtà crea solo nuove disuguaglianze. A beneficiarne maggiormente sarebbero le coppie sposate con titolo accademico e un doppio reddito elevato, mentre le coppie con forti differenze salariali arriverebbero a pagare fino a dieci volte più imposte.

Marcel Dettling
Marcel Dettling
Consigliere nazionale Oberiberg (SZ)
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I sostenitori dell’imposizione individuale sono sempre più in difficoltà sul piano argomentativo. Con l’ex economista sindacale e direttore dell’Amministrazione federale delle finanze Serge Gaillard, una voce autorevole della sinistra smaschera con lucidità gli errori contenuti nella legge. In un contributo ospite sull’Handelszeitung e in un’intervista alla Sonntags-Zeitung, Gaillard spiega che l’imposizione individuale rappresenta una «regressione in termini di politica sociale».

Il matrimonio non verrebbe più considerato come una comunità economica. I redditi sarebbero tassati individualmente, senza tener conto di quante persone adulte vivono di quel reddito. A causa della progressività, ciò porta al paradosso che, a parità di reddito familiare, le coppie con un solo reddito pagherebbero imposte molto più elevate rispetto alle coppie in cui entrambi i partner guadagnano ciascuno metà del reddito.

«Ingiustizie clamorose»
Gaillard parla di «ingiustizie clamorose». Il maggior carico fiscale per le famiglie normali sarebbe enorme. «A seconda della ripartizione del lavoro, le famiglie arriverebbero a pagare fino a dieci volte più tasse», calcola Gaillard.

Porta un esempio molto chiaro: «Prendiamo due famiglie di quattro persone con lo stesso reddito familiare di 150’000 franchi. Nella prima famiglia entrambi i partner guadagnano 75’000 franchi ciascuno. Questa famiglia paga 520 franchi di imposte federali. Nella seconda famiglia l’intero reddito di 150’000 franchi proviene da un solo partner. Questa famiglia paga ben 5’700 franchi di imposte». Vale a dire oltre dieci volte l’importo pagato dall’altra famiglia, pur avendo lo stesso identico reddito!

La favola della carenza di manodopera qualificata
Gaillard definire come una favola l’affermazione dei sostenitori secondo cui, grazie all’imposizione individuale, le donne lavorerebbero di più perché il lavoro diventerebbe più conveniente. Non è vero che in questo modo si possa contrastare la carenza di manodopera qualificata. L’effetto sull’attività lavorativa sarebbe «marginale». Lo dimostrano anche i dati del Consiglio federale: si creerebbero appena 6’800 posti di lavoro a tempo pieno supplementari, pari allo 0,15% degli occupati. «Non vale nemmeno la pena parlarne», chiarisce Gaillard.

A ciò si aggiunge che questi pochi nuovi posti di lavoro sarebbero «estremamente costosi»: la riforma comporterebbe per la Confederazione una perdita fiscale annua di 620 milioni di franchi. Ogni nuovo posto di lavoro costerebbe dunque alle finanze pubbliche quasi 100’000 franchi.

Conclusione: l’imposizione individuale è complicata, costosa, ingiusta e profondamente antisociale. Votate anche voi NO l’8 marzo!

Marcel Dettling
Marcel Dettling
Consigliere nazionale Oberiberg (SZ)
 
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