Sì all’abolizione della penalizzazione del matrimonio, ma No all’imposizione individuale complicata, ingiusta e costosa

L’imposizione individuale crea nuove disuguaglianze e un mostro burocratico da miliardi. Per questo l’UDC, Il Centro, la grande maggioranza dei Cantoni, l’Unione svizzera delle arti e dei mestieri e l’Unione svizzera dei contadini dicono no.

Esther Friedli
Esther Friedli
Consigliera agli Stati Ebnat-Kappel (SG)
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La legge federale sull’imposizione individuale è stata approvata in Consiglio nazionale e in Consiglio degli Stati con un margine estremamente risicato. Nel frattempo, si sta affermando la consapevolezza che l’imposizione individuale non risolve i problemi come promesso, ma ne crea di nuovi e genera ulteriori disuguaglianze. Oltre all’UDC, respingono quindi questo progetto problematico anche Il Centro, la grande maggioranza dei Cantoni, l’Unione svizzera delle arti e dei mestieri e l’Unione svizzera dei contadini.

È chiaro: una rapida correzione della penalizzazione del matrimonio è ormai inderogabile. In alternativa all’imposizione individuale, entro l’anno sarà sottoposta al voto popolare l’iniziativa «Sì a imposte federali eque anche per i coniugi – Basta con la discriminazione del matrimonio!». Essa prevede un modello concepito su misura per le famiglie e armonizzato con i sistemi fiscali cantonali, con l’obiettivo di offrire una soluzione equa e non burocratica. Inoltre, diversi Cantoni hanno già corretto con successo gli effetti della penalizzazione del matrimonio, introducendo sistemi di splitting o altri adeguamenti tariffali.

L'attuazione nei Cantoni è ancora del tutto incerta
L’imposizione individuale, al contrario, comporterebbe un intervento massiccio e del tutto inutile nei sistemi fiscali cantonali e comunali. Proprio per questo, solo per la seconda volta nella storia della Confederazione è stato lanciato un referendum cantonale: i Cantoni sanno bene quale valanga li travolgerebbe.

Con l’imposizione individuale, tutti i Cantoni e i Comuni sarebbero costretti a rivedere la propria legislazione fiscale e a ridefinire tariffe e deduzioni sociali. L'attuazione nei Cantoni è ancora completamente aperta. Andrebbe inoltre riorganizzato l’accesso a prestazioni statali quali le riduzioni dei premi, le borse di studio o gli aiuti per la custodia dei figli complementare alla famiglia. Tutto ciò comporterebbe un enorme onere superfluo.

Aumenterebbe inoltre anche l’onere per i contribuenti sposati. In totale, bisognerebbe compilare e trattare 1,7 milioni di dichiarazioni d’imposta supplementari da parte dei Cantoni e dei Comuni. Per far fronte a questa mole, sarebbe necessario assumere circa 1’500 nuovi funzionari fiscali. Una follia!

Ne beneficiano i ricchi con doppio reddito
A trarne vantaggio sarebbero soprattutto i ricchi con doppio reddito elevato. Le coppie sposate con un solo reddito e quelle con un secondo reddito modesto verrebbero invece tassate più pesantemente. Sarebbero inoltre penalizzati anche i single, tra cui molte donne. Già solo per questi motivi, l’8 marzo può esserci una sola risposta: NO all’imposizione individuale complicata, costosa e ingiusta!

Esther Friedli
Esther Friedli
Consigliera agli Stati Ebnat-Kappel (SG)
 
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